QUASI AMICI  

   

Manuela Rippo

È il secondo lungometraggio per la coppia di registi francesi Olivier Nakasche e Eric Toledano che, dopo il successo (in Francia) della commedia Primi amori, primi vizi, primi baci del 2006 tornano a far sorridere con la commedia, dal sapore agrodolce, Quasi Amici.  Il film, ispirato al documentario del 2003 che racconta la vera storia del tetraplegico Philippe Pozzo di Borgo (erede di duchi e di marchesi, proprietario di un’elegante dimora a Parigi, ma anche di un castello in Normandia e di palazzi a Venezia e in Corsica. Undicesima generazione, tra l’altro, della famiglia dietro il gruppo Moet et Chandon, dirigente per anni della Pommery) con il badante algerino, non professionista e di umili origini Abdel Sellou ed al libro “Il Diavolo Custode” scritto dallo stesso Philippe Pozzo, è un inno all’amicizia ed alla vita, dono che non deve mai essere sprecato.

 

La trama racconta l'incontro tra due mondi opposti e lontani. Dopo un incidente che lo ha reso paraplegico, il ricco aristocratico Philippe assume Driss, ragazzo di periferia appena uscito dalla prigione, come badante personale. L'improbabile connubio genera altrettanto improbabili incontri tra musica classica e soul, dizione perfetta e slang di strada, completi eleganti e tute da ginnastica. Due universi che si contrappongono fino ad incontrarsi in quella che diventerà un’amicizia folle, comica, profonda e forse eterna.

 

Inaspettatamente bello e ben fatto, una pellicola che fa ridere e piangere allo stesso tempo, senza mai far prendere il sopravvento alla tristezza ed alla malinconia, cosa che invece succede al drammatico “Lo scafandro e la farfalla”. Nel film dei due giovani e promettenti registi francesi c’è tutto quello che si vuole vedere in una commedia tratta da una storia vera: ironia, sdrammatizzazione ed happy-end. Eccezionale e piacevole, da non perdere.

marzo 2012

 

 

 

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