ALBERT NOBBS

   

Manuela Rippo

Esattamente trent’anni fa, Glenn Close ha interpretato il ruolo del cameriere Albert Nobbs a teatro. Molto legata a questo dramma ed al personaggio, ha più volte tentato di trasportare la pièce teatrale sul grande schermo. Con l’aiuto del regista e amico, Rodrigo Garcìa, con il quale ha collaborato ai suoi ultimi due lungometraggi, è riuscita finalmente nel suo intento, peccato solo che i risultati non siano stati eccellenti.

Il film è ambientato nell’Irlanda del XVIII secolo, provinciale e soffocante. Il protagonista, Albert Nobbs, fa il cameriere in un albergo di Dublino e lavora costantemente e con tenacia per raggiungere il suo obiettivo, ovvero aprire una propria attività commerciale. Nobbs ha però un segreto che verrà fuori quando nell’albergo arriverà un pittore ad imbiancare gli interni: è una donna. Tra i due nascerà un’intensa amicizia che aiuterà il protagonista a sopportare la frustrazione e la reclusione che subisce con difficoltà e sconforto.

L’opera merita di essere vista per l’eccezionale performance della Close, candidata ad un’Oscar che, presumibilmente, riuscirà finalmente a vincere. Purtroppo però, il film manca di una struttura narrativa solida che preferisce investire sugli ambienti e sui costumi piuttosto che sull’analisi storico-sociale di una realtà che costringe una donna a mascherarsi da uomo per raggiungere il proprio sogno. Il film, comunque, riesce, anche se superficialmente, ad affrontare i temi della discriminazione sessuale, della ricerca di se stessi e delle difficoltà che l’uomo è costretto ad sostenere per sentirsi accettato, con leggerezza ed umorismo, senza annoiare uno spettatore già deluso.

Febbraio 2012

 

 

 

Condividi