NAPOLI 24

 

 

Manuela Rippo

Napoli 24 è un documentario sulla città partenopea realizzato da 24 tra registi, montatori, fotografi e attori napoletani. Ad ognuno di loro è stata data l’opportunità (3 minuti) di raccontare qualcosa della propria città: un luogo, un episodio, una tradizione o un pezzo di storia borbonica. Il docu-film è stato presentato all’ultimo Festival di Torino e l’idea nasce in rete con la ricerca di corti e video che raccontassero le mille sfaccettature di Napoli, attraverso i tempi, i luoghi e le persone per cogliere ed evidenziare l’irrimediabile complessità di una città che vive sospesa tra presente e passato, che lotta con una storia ingombrante ed un futuro incerto, che cerca di lasciarsi alle spalle tradizioni ed abitudini per ritrovarsi a camminare al contrario.

Ci sono voluti tre anni per ottenere 75 minuti che raccolgono le storie di questi autori così diversi per età e professione, per il modo in cui hanno cercato di riprodurre Napoli (chi con una troupe e chi con la videocamera del cellulare) ma nati nella stessa caotica e romantica città. Da Paolo Sorrentino a Mario Martone, da Andrej Longo e Pietro Marcello a Mario Spada, ogni autore ha lavorato autonomamente raccogliendo il proprio materiale, scegliendo la location e la storia da raccontare; il montaggio finale è stato supervisionato da Giogiò Franchini. Il continuum tra le immagini e le storie è stato ottenuto adoperando la stessa colonna sonora composta dai Frame e unica per tutti i capitoli.   

La vivacità, il continuo movimento della città, l’amore e l’odio, la voracità dei giorni, il lamento del presente e la nostalgia del passato, la felicità di un istante e la tristezza di una vita trascorsa a combattere con la gente, con i problemi e con le istituzioni emergono da ogni singolo episodio così come dall'unione con gli altri. Non un film per denunciare lo stato effettivo del capoluogo campano, ma la semplice e ingenua necessità di fotografare la realtà, accuratamente scelta dai registi, per offrirla in una visione che risulta essere unica e molteplice al tempo stesso.

Un insieme di fotogrammi che nella velocità della loro proiezione cercano di fermare un momento, un istante, il tempo: quello di una giornata passata al mare o alla finestra; il tempo di un centenario e quello di un neonato; il tempo dispari di un pianista jazz e quello ordinato di una canzone malavitosa. Tempi confusi e diversi tra loro, dai quali  emerge l’immagine unitaria di una città in movimento, mai ferma, follemente veloce: una città priva di giudizi e di giudizio.

Un film su una realtà che è sia da difendere che da denunciare; la realtà di una Napoli che non si vergogna quando cade perché riesce sempre a rialzarsi.

 

 

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