MACHETE

recensione di Manuela Rippo

Ne avevamo avuto un assaggio con il fake-trailer girato dallo stesso Rodriguez per l’episodio tarantiniano di Grindhouse e con il falso trailer circolato nel maggio del 2010. Abbiamo dovuto aspettare otto mesi dalla presentazione del film alla Mostra del Cinema di Venezia. Ed il sei maggio, finalmente, Machete è arrivato!

Una pellicola intrisa di violenza e sensualità, dove l’odore del sesso e la densità del sangue sembrano reali e ben si sposano con l’impronta sarcastica, a tratti irriverente, tipica del regista. Robert Rodriguez mette in scena un film che non deve essere capito ma solo seguito con totale abbandono nella sua ironica brutalità, che si allontana dal filone tipico dei b-movie/splatter alla Tarantino, per avvicinarsi ad uno stile molto più pulp e trash, colto perfettamente nelle scene iperrealistiche  dei combattimenti.

Danny Trajo è perfetto nella parte del lapidario e super-macho ex agente federale Machete, che semina morte per le strade del Texas in cerca di vendetta e giustizia, mentre seduce le statuarie Jessica Alba, Lindsay Lohan e Michelle Rodriguez, a loro agio in ruoli combattivi ed estremamente sexy. Perfetta la scelta del cast, con Steven Seagal e Don Johnoson, palesemente ingrassati, che interpretano il ruolo dei cattivi e Robert De Niro nei panni del Senatore ultrarazzista.

Rodriguez non ci delude e regala agli amanti del genere, e a tutti gli spettatori, uno spassoso e meritevole pulp-movie, facendoci intendere un sequel che noi aspetteremo…pop-corn in mano!