L'ALBERO

di Manuela Rippo

   
La produzione cinematografica estiva è sempre un po’ deludente, ma per chi non riesce a fare a meno di chiudersi per un paio d’ore in un’accogliente sala scura e climatizzata, consiglio L’albero di Julie Bertuccelli, una regista alla seconda opera (realizzata 8 anni dopo il primo film) con un passato da aiuto-regista al fianco di grandi nomi.
Il film è ambientato in Australia e racconta, attraverso i diversi punti di vista dei familiari, la perdita di una persona cara, la capacità di reagire al lutto ed il coraggio di non accettare la morte come fine assoluta di un legame. Un coraggio rimasto solo ai bambini, in questo caso la piccola Simone, che ritrova nell’albero di fico fuori casa (quello dove si era scontrato il padre) lo spirito del padre con il quale continua a comunicare.
L’albero, protagonista indiscusso della nostra esistenza e guest star dell’anno se si considera il successo del film di Malick, “The tree of life”, in questa pellicola è una presenza ingombrante e totalizzante, si mette in posa davanti la cinepresa, parla, canta, s’impone con tutta la sua veemenza affinché una nuova vita non possa iniziare, senza di lui. 
Un film che arriva al cuore con l’innocente delicatezza dello sguardo di una bambina che insegna come ritrovare la felicità, attraverso la forza di volontà.