LA KRYPTONITE NELLA BORSA

 

 

Manuela Rippo

Ivan Cotroneo, scrittore e sceneggiatore napoletano, ha presentato all’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma l’adattamento cinematografico del suo romanzo: La kryptonite nella borsa. L’artista partenopeo ha lavorato come sceneggiatore per Pappi Corsicato e Ferzan Ozpetek, per il quale ha scritto Mine Vaganti; come sceneggiatore di numerosi prodotti di successo televisivi, come Tutti pazzi per amore e Parla con me; ha adattato per il teatro Closer di Marber e Le regole dell’attrazione di Bret Easton Ellis. Ha scritto per Bompiani cinque romanzi, collabora con le riviste Max e Rolling Stone ed insegna al Dams di Roma.

Il protagonista della pellicola, ambientata nella Napoli del 1973, è Peppino, un bambino di sette anni che vive in una famiglia “scombinata”. La madre, Valeria Golino, entrerà in depressione dopo aver scoperto il tradimento del marito, Luca Zingaretti, costringendo il piccolo figlio ad essere affidato ai due zii hippy e ventenni che lo trascineranno in giro per feste a base di stravaganze ed Lsd. Per fortuna Peppino non è da solo, a fargli compagnia il fantasma di un cugino morto che crede di essere Superman, vero personaggio del film che rappresenta il suo mentore ed angelo custode.    

Al centro della trama “la famiglia”. Nella sua complessità ed eterogeneità è il fondamento della cultura italiana e soprattutto meridionale. La famiglia come veicolo di emozioni, valori, tradizioni, vizi e virtù. Cotroneo riempie il suo primo lungometraggio di elementi vintage e sketch “pop”, sullo sfondo di una Napoli colorata e dirompente. Un film piacevole, simpatico e pulito che riesce a nascondere, grazie alla regia curata nei minimi dettagli, alcune perplessità della narrazione.  

 

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