HITCHCOCK

“Il genio della suspance alle prese con uno dei suoi più famosi capolavori”

A GRANDE BELLEZZA DI PAOLO SORRENTINO

 

 

 

 

 

 

Manuela Rippo

È uno dei registi più famosi al mondo, su di lui si sono scritti fiumi di parole; alcuni hanno cercato di imitarlo, molti si sono fatti influenzare dal suo stile, i grandi l’hanno citato nelle proprie opere. È stato un innovatore; il suo cinema non ha mai avuto paura di sperimentare; ha inventato la suspance, ha fatto propria l’inquadratura soggettiva portandola al massimo del suo potenziale di identificazione. Ha diretto alcuni tra i più grandi attori di Hollywood, la sua intervista con Truffaut è un pezzo di storia della letteratura cinematografica; ha creato effetti speciali inimmaginabili grazie allo zoom, alle carrellate, alle forbici per tagliare i fotogrammi ed alle immagini oniriche di Dalì. Alfred Hitchcock è tutto questo e molto altro ancora e questo film non è che una finestra sul cortile della sua vita, che lo scruta con curiosità ed ammirazione tra la realizzazione di Psyco e la sua intimità con la moglie Alma, mostrando i fatti e cercando di cogliere le sfumature del suo genio, i dettagli delle sue manie e dipendenze dal cibo, dall’alcool, dalle bionde e dall’irrefrenabile desiderio di competere con se stesso.

 

La biografia è un genere così complesso e difficile per chi scrive, per chi filma, per chi cerca di raccontare una persona. Da una parte c’è il pubblico assetato di sapere, di entrare con vemenza nell’intimità dell’altro sconosciuto e lontano, dall’altra c’è colui che si racconta o che viene raccontato, che nella sua trasparenza ed accoglienza ti fa entrare in casa propria, ma chiudendo bene gli scheletri nell’armadio e la realtà in soffitta.

Questo film parla di Hitchcock e racconta una parte della sua vita, non so fino a che punto si spinga ne quanto sia tutto vero e reale, ma lo fa abbastanza bene e con un cast eccezionale. Una pellicola apprezzabile, leggera e piacevole; e poiché la gradevolezza di un film dipende dalle nostre aspettative, basta entrare nella sala ridimensionando le attese.

 

Napoliontheroad 3 aprile 2013

 

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