GARRONE ED IL SUO “REALITY” IN CONCORSO A CANNES

Manuela Rippo

Non manca l’Italia alla 65ª edizione del Festival de Cannes, che torna a passeggiare sulla Croisette con il nuovo film di Matteo Garrone “Reality”. Il regista romano, già premiato a Cannes nel 2008 per il film Gomorra (per il quale vinse il Gran Premio della Giuria), ambienta il suo ultimo lungometraggio sempre a Napoli, questa volta raccontando la storia di Luciano: giovane pescivendolo partenopeo che decide di partecipare al Grande Fratello per diventare famoso e migliorare la propria situazione finanziaria. Il protagonista è interpretato da Aniello Arena un detenuto del carcere di Volterra condannato all’ergastolo e appartenente al gruppo di attori teatrali della Compagnia della Fortezza diretto da Armando Punzo, per questo motivo non potrà partecipare al Festival ed all’eventuale premiazione.

Il film è uno spaccato sulla società contemporanea dove il bisogno di apparire e di avere si fanno posto nelle vite quotidiane, ponendosi come mezzo per la risoluzione dei problemi familiari ed economici in un’Italia popolana sempre più ignorante ed emarginata, orfana di una cultura che nonostante i progressi tecnologici diventa sempre più elitaria.

Oltre al film di Garrone, il nostro paese è presente al Festival anche con i film fuori concorso di Dario Argento e di Bernardo Bertolucci. Il primo ri-porta al cinema ed in 3D il capolavoro di Bram Stocker, Dracula, mantenendosi fedele al romanticismo ed alla violenza sanguinaria del libro. Bertolucci adatta per il grande schermo “Io e Te”, il romanzo di Niccolò Ammaniti che per questo film ha indossato i panni dello sceneggiatore modificandone anche il finale. Lo scrittore romano non è estraneo al cinema, Io e Te è il quinto lungometraggio tratto da uno dei suoi romanzi, prima di Bertolucci già Marco Risi con “L’ultimo capodanno”; Francesco Ranieri Martinotti con “Branchie” e Gabriele Salvadores con “Io non ho paura” e “Come Dio comanda”.  

Chiude il cerchio degli italiani a Cannes Nanni Moretti, più volte premiato dal Festival francese per film come Caro Diario e La stanza del figlio, che quest’anno presiede la giuria alla quale spetta l’arduo compito di assegnare la Palma D’Oro.

 

 

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