FALLO PER PAPÀ

   

Manuela Rippo

Due comici napoletani, abituè dei palcoscenici teatrali come dei set televisivi, decidono di intraprendere per la prima volta un percorso cinematografico insieme, occupandosi del soggetto, della sceneggiatura, della regia ed interpretandolo personalmente. Sono Ciro Ceruti e Ciro Villano, entrambi esponenti della comicità campana, calcano i palcoscenici dei teatri non solo partenopei, scrivono i testi per alcuni personaggi di Zelig, insieme hanno scritto ed interpretato due serie televisive “Fuori Corso” e “Chiacchiere e Distintivo”. Per il salto, quello sul grande schermo, si sono fatti aiutare da Leopoldo Pescatore, che li ha presi per mano – hanno dichiarato i due comici -  ed accompagnati nel controverso e accidentato mondo della celluloide.

La trama del film è banale e forzata ma si presta alle battute dei due comici e di un brillante Giacomo Rizzo, che riescono con la loro verve a trascinare lo spettatore in una lunga risata, spontanea e piacevole. Luca e Mattia sono due fratelli che non si vedono da 8 anni a causa di un litigio per una donna. Il padre, Giacomo Rizzo, intenzionato a farli riappacificare in vista del matrimonio di Mattia, inventa un escamotage per convincere Luca a tornate nel piccolo paesino di Castel San Giorgio (SA). Da lì una serie di eventi e colpi di scena condurranno i due fratelli in un percorso nel quale ritroveranno se stessi e quel legame di fratellanza che si era sciolto.

Film scontato che non brilla per le doti recitative degli attori, ma pur sempre simpatico e piacevole; fedele alla lunga tradizione comico-teatrale che caratterizza gli interpreti napoletani. Peccato essermi trovata di fianco all’attore Giacomo Rizzo mentre pronunciava, all’ingresso del cinema dove si è tenuta la presentazione del film, una frase spiacevole e fuori luogo come: “Non sono napoletano quando succedono queste cose..mi vergogno..questo non sarebbe successo a Roma o a Milano!”. E pensare che si era semplicemente verificato un problema con le luci che ha fatto tardare di qualche minuto l’ingresso in sala. Caro Giacomo ci sono motivi più seri per i quali ci si dovrebbe vergognare!

 

 

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