L’ERA LEGALE

 

Manuela Rippo

L’Era Legale, presentato a novembre al Festival di Torino alla presenza del Sindaco de Magistris, è il nuovo film-mockumentary di Enrico Caria, giornalista satirico, sceneggiatore e “iena”, che narra le vicende di Nicolino Amore, figlio povero di una contrabbandiera di sigarette e di un parcheggiatore abusivo alcolizzato, che diventa Sindaco di Napoli.

Il falso documentario è ambientato a Napoli nel 2020, in una città pulita, sicura e moderna, dove i lavavetri emettono lo scontrino fiscale e la gente getta le sigarette nel portacenere tascabile.  Pura fantascienza quella ottenuta dal Sindaco/Masaniello (un bravo Patrizio Rispo) che, grazie al sostegno di una camorrista pentita che ha perso l’unico figlio per overdose, inizia una battaglia senza tregua al narcotraffico, proponendo la legalizzazione delle droghe e la diffusione del pensiero che i tossicodipendenti siano dei malati ai quali somministrare le “medicine”.

Realtà e finzione nella parodistica opera di Caria, che adotta lo stile del documentario storico e scientifico anglosassone, con voce del narratore, intreccio di immagini di repertorio e amatoriali, uso di fotografie e interviste a gente comune o a testimonial autorevoli, come Isabella Rossellini, Renzo Arbore, Carlo Lucarelli, Pietro Grasso, Giancarlo De Cataldo, Vincenzo Macrì e Fabio Granata.

Irriverente, sarcastico e ai limiti del possibile, ma allo stesso tempo una finestra sulla realtà politica e sociale della nostra città, dove illegalità e onestà si scontrano fino ad essere risucchiate entrambe nel vortice della corruzione, dell’egoismo e dell’avidità.

 

 

 

 

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