DJANGO UNCHAINED

perchè Tarantino non delude, mai  

   

Manuela Rippo

Django è un bel film, fedele allo stile ultimo del regista, dove la violenza splatter si amalgama perfettamente con il cinismo dei personaggi, la vendetta, i colpi di scena, la giustizia individuale dei suoi “cavalieri solitari”. Non ci sono regole né perdono nei suoi film, ma grinta, coraggio e rancore ed in quest’ultimo, anche dell’amore.

C’è quel gioco di sguardi che fa molto spaghetti western nella pellicola del regista americano, che come al solito si diverte con la telecamera a zoomare sui dettagli e sui personaggi, sfruttando la mimica di Waltz e la durezza di Foxx, che pur non essendo stata la sua prima scelta (Willy Smith ha rifiutato) ha dimostrato di saper indossare perfettamente i panni di Django, regalandoci una performance al di sopra delle aspettative, la sfrontatezza di Samuel L. Jackson ed il perbenismo estetico di un Di Caprio che non delude mai.  

Non è il Tarantino dei primi tempi (come non lo era in Bastardi Senza Gloria), perché non vuole esserlo. Django è un regalo che ha voluto confezionare a se stesso, tributo ad un genere che lo appassiona da tempo: il western. Non doveva essere un remake del Django di Corbucci e non lo è stato, ha preso in prestito citazioni dai capolavori del genere, nonché dalle sue precedenti pellicole e le ha messe insieme, senza preoccuparsi delle inesattezze storiche o della rigidità di qualcuno che si è offeso perché c’è poco di originale.  

C’è qualcosa di perverso e di narcisistico nel modo in cui ha diretto il film, c’è qualcosa di suo in ogni personaggio che viene mostrato con audacia e sfrontatezza e c’è del nuovo che sorprende e spiazza: come l’accusa socio-politica di un’America che è stata schiavismo e razzismo fino a pochi decenni fa, c’è una storia d’amore (anche solo al margine) e c’è King Schultz, perno centrale del film grazie alla strabiliante interpretazione dell’ex “Cacciatore di ebrei”, che da corpo e anima ad un borderline, che uccide per soldi ma soprattutto per protesta contro uno Stato che va nel senso sbagliato.  

Django Unchained è il secondo della trilogia “storica” di Quentin Tarantino, dopo Bastardi Senza Gloria e prima di Killer Crow. Dopodiché, speriamo che diriga un altro Le Iene.

 

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