CLOUD ATLAS

Cause ed effetti si mescolano tra presente, passato e futuro

   

Manuela Rippo

Tratto dall’omonimo romanzo di David Mitchell, Cloud Atlas è l’ultimo sforzo dei fratelli Wachowski e del regista Tom Tykwer per riportare in auge il cinema tedesco. Un vero kolossal se si considera che è costato circa 100.000.000$, il più costoso film della storia cinematografica tedesca, lanciato per competere con i grandi blockbuster americani.

È una pellicola di fantascienza che intreccia sei storie ambientate in diverse epoche ma legate da richiami e citazioni attraverso il destino e la reincarnazione dei personaggi.

Ognuna delle storie, di cui una ambientata nel presente, tre nel passato e due in un futuro prossimo, tratta un tema sociale e di attualità come la discriminazione, il razzismo, i totalitarismi, la senilità, i poteri delle compagnie energetiche e le organizzazioni religiosi ed in tutte recitano gli stessi attori (sotto strati di trucco che li rendono quasi irriconoscibili) per meglio ricreare quel senso di continuità che è alla base del film stesso.

Le basi per la realizzazione di un capolavoro c’erano tutte: dalla trama interessante, al cast eccezionale, dai finanziamenti abbastanza cospicui all’indicazione di registi che, oltre alla bravura, hanno già avuto modo di lavorare nel campo della fantascienza. Eppure la scelta di farli lavorare separatamente con troupe diverse salta all’occhio, non c’è continuità di montaggio e di stile tra le diverse storie, che spesso, nonostante la complessità dei temi affrontati, si risolvono in modo approssimativo e banale. Per un film che dura quasi 3h ci voleva più coraggio e qualche accorgimento in più, nel ricreare un futuro meno scontato come nell’approfondire quest’idea di causa-effetto tra i comportamenti di una generazione e quelle seguenti, non per fare della retorica spicciola sulle “conseguenze delle proprie azioni”, ma perché è il fil-rouge che lega le sei storie nonché l’argomento principale della pellicola.

Resta un film da vedere, basta solo limitare le proprie aspettative!

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