LA CANTATA DEI PASTORI  

 

 

Manuela Rippo

Sul palcoscenico del teatro Trianon, va in scena uno degli emblemi della tradizione natalizia partenopea: “La cantata dei pastori”. Pubblicata con il nome di “Il Vero Lume tra l’Ombre, ovvero la Spelonca Arricchita per la Nascita del Verbo Umanato” nel 1698 da Andrea Perrucci, sotto le pseudonimo di Casimiro Ruggiero Ugone, è la drammatizzazione di una scena presepiale nel suo sviluppo narrativo, ovvero il viaggio verso Betlemme di Maria e Giuseppe, ostacolati dalle insidie dei Diavoli che, intenzionati ad impedire la nascita del Messia, verranno sconfitti dagli Angeli. Sullo sfondo la vita quotidiana della gente di Betlemme, costretta a combattere con il male sociale della fame.

La rilettura della Cantata da parte di Peppe Barra, insieme a Paolo Memoli, è uno degli spettacoli più famosi e riusciti dell’artista napoletano. Legato a quest’opera perché interpretata al fianco della madre Concetta, Peppe Barra, senza slegarsi dalla forma umoristica che lo contraddistingue,  è riuscito a rendere quest’opera immortale e contemporanea attraverso la caricatura della famiglia e dei valori che la caratterizzano. Eccezionali le performance di Razzullo, uno scrivano inviato in Palestina per il censimento della popolazione, popolano affetto da fame atavica e incapace di svolgere un lavoro stabile e di Sarchiapone, un barbiere matto in fuga, omicida per pura distrazione, rispettivamente interpretati da Peppe Barra e da Salvatore Esposito.

Lo spettacolo, andato in scena già il 25-26-28 e 29 dicembre, sarà replicato anche nelle date del 1-2 e 3 gennaio 2012. 

19.12.2011

 

  

 

 

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