BENVENUTI AL NORD

 

 

Manuela Rippo

È uscito nelle sale l’attesissimo sequel di Benvenuti al Sud che, sulla scia del successo dei francesi Giù al Nord e Niente da Dichiarare di Dany Boon, si ripete ironizzando sui cliché che da sempre contraddistinguono il rapporto Nord-Sud. Il cast resta invariato, Claudio Bisio e Alessandro Siani con le rispettive consorti Angela Finocchiaro e Valentina Lodovini (che per Benvenuti al Sud si meritò un David di Donatello), accompagnati dagli esilaranti e folkloristici Nando Paone, Giacomo Rizzo, Nunzia Schiano e Salvatore Misticone, in aggiunta Paolo Rossi nelle vesti di dirigente stacanovista e despota con tanto di pullover blu e progetto per ottimizzare l’efficacia e l’efficienza lavorativa.

Sono trascorsi due anni da quando Alberto/Bisio e ritornato al Nord per ricoprire il ruolo di direttore delle Poste a Milano, ma gli eccessivi impegni di lavoro hanno messo a repentaglio la sua serenità matrimoniale. Nel frattempo, a Castellabate, Mattia/Siani vive con la moglie ed il figlio Edison a casa della madre, sarà proprio questo il motivo per il quale Maria lo lascerà, costringendolo, indirettamente, a trasferirsi a Milano. L’incontro dei due vecchi amici nell’algida e spocchiosa città da bere darà l’input ad una serie di gag comiche, a tratti scontate, ispirate a “Totò, Peppino e la malafemmena”.

Luca Miniero, regista e sceneggiatore di entrambe le commedie, spera, ma non è detto che ci riesca, di eguagliare o meglio superare il successo, quantificabile in 32 mln di euro, del precedente Benvenuti… ma i presupposti non sono dei migliori. Manca una vera e propria linea narrativa e le situazioni, i diversi contesti ed i personaggi stessi servono esclusivamente a giustificare gag scontate e banali sui pregiudizi regionali.

Le risate non mancano, ma si poteva fare di più!

  

 

 

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