ANDARE AL CINEMA, ALL’ESTERO
Una spettatrice a Bruxelles tra rassegne cinematografiche e troppi sottotitoli

 

 

Manuela Rippo

Ci si trasferisce in un’altra città, in un altro paese o in un altro continente e per ambientarsi o perlomeno per sentirsi parte del posto e non semplicemente immigrato temporaneo, si cerca di trasferire le proprie abitudini al nuovo contesto, adattandosi. Se la passione è il cinema e la vecchia abitudine è quella di frequentare cineforum e partecipare a rassegne cinematografiche e retrospettive sui grandi cineasti del passato, Bruxelles ne ha per tutti i gusti e per tutti gli orari.  

i cinema sono aperti anche a pranzo ed il biglietto costa mediamente 9/10 euro, ma c’è un sito che vende, giorno per giorno, biglietti scontati del 50%. I film sono in lingua originale, sottotitolati in francese e fiammingo, cosa che distrae ed infastidisce non poco, soprattutto perché le scritte rovinano la visione delle immagini, ma che sono la fortuna di una spettatrice straniera che ha la possibilità di ascoltare in inglese (il film che ho visto era di produzione americana) e leggere in francese, sperando di cogliere se non la bellezza dei dialoghi, quantomeno il senso.  

Grazie ad una rivista settimanale che indica tutti gli eventi culturali che si terranno in città, si viene a conoscenza di numerosi eventi, tipo che all’istituto di cultura italiana c’è un’interessante rassegna sul cinema del belpaese; che il 16 maggio è l’anniversario del vent’anni di Trainspotting, che per l’occasione verrà proiettato nella sua versione restaurata e che al Cinemateek, il museo del cinema di Bruxelles, fino a giugno c’è una retrospettiva su Michael Haneke.  

Quest’ultimo evento mi ha spinto ad andare a visitare la Cinémathèque, scoprendo che ha una tra le collezioni più importanti e ricche al mondo, più di 60.000; che organizza quotidianamente eventi e rassegne per tutti i gusti, tutte le culture e per tutte le età, non mancano infatti corsi e programmazioni anche per i più piccoli e che è un ambiente magico ed affascinante, dove si respira ancora l’odore delle vecchie pellicole, troppo lunghe ed appiccicose!  

Nel consigliare a chiunque passi di qui, di visitare il Cinemateek, incrocio le dita per l’ultimo film del mio conterraneo Paolo Sorrentino in concorso a Cannes, sono sicura che sarà un successo!

 

 

Napoliontheroad 14/05/2013

 

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