AMICHE DA MORIRE

 un film al femminile, per l’esordio cinematografico di Giorgia Farina  

 

 

Manuela Rippo

Giorgia Farina è una giovane regista romana formatasi tra l’Italia e l’America, dove ha conseguito un Master in Regia presso la Columbia University di New York. Ha alle spalle una lunga gavetta molto gratificante, fatta di cortometraggi presentati (e spesso anche vincitori) in Festival cinematografici di grande spessore come Venezia, Berlino, Los Angeles, Chicago e molti altri ed è stata selezionata per il Talent Lab del prossimo Toronto Film Festival. Faccio questa premessa, per sottolineare un’eccellenza del nostro paese, che proprio in questo settore, attualmente, non è molto prolifero.

Il cinema italiano sta vivendo una grave crisi creativa, dove la comicità (volgare, scadente o farsesca) sembra l’unica risorsa in grado di sbancare i botteghini e di riempire le sale, in contrapposizione a quel cinema élitario e di nicchia, tendenzialmente drammatico o di protesta, che riempie i cineforum e le bocche degli esponenti radical chic di una minoranza dai gusti complicati.  

In questo scenario si colloca l’eccellente pellicola della regista romana, che sfrutta un cast di eccezione (per il quale ha scritto appositamente la sceneggiatura insieme a Fabio Bonifacci) tutto al femminile, mettendo in scena una commedia rosa che tende al noir; che si divide tra la comicità dei personaggi ed il giallo dell’evento. Un arcobaleno di colori amalgamati perfettamente, dove nessun genere prende il sopravvento sull’altro né resta incompiuto.  

La storia si svolge in una non ben identificata isoletta siciliana (ma in realtà girato in Puglia), dove vivono tre donne molto diverse tra loro: Gilda (Claudia Gerini) è una forestiera dai modi prorompenti, che esercita il mestiere più antico del mondo; Olivia (Cristiana Capotondi) nei panni della brava e devota moglie dell’uomo più bello del posto, principessina repressa dalle buone maniere e poi c’è Crocetta (Sabrina Impacciatore) un po’ goffa e maldestra sulla quale pende il titolo di iettatrice degli uomini. Nonostante i non buoni rapporti, queste tre grandiose ed emblematiche donne, si ritrovano a fare comunella perché coinvolte in un omicidio/rapina sul quale indagherà il commissario interpretato da Vinicio Marchioni.  

Frizzante, comico, grottesco ma soprattutto originale; il debutto di Giorgia Farina è stato superato con successo, lanciando nel mondo della cinematografia italiano un nome nuovo che penso continuerà a sorprenderci!

 

Napoliontheroad 21/03/2013

 

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