Due incontri in Campania con l’italianista romeno Geo Vasile

   

di Enzo Rega

 

   Doppio incontro con l’italianista romeno Geo Vasile, nato a Bucarest nel 1942, città in cui vive ancora adesso. Il 28 aprile 2012, nel teatro Comunale di Palma Campania, ha parlato agli studenti delle classi finali dell’indirizzo pedagogico del Liceo “A. Rosmini”. Nell’incontro, moderato da Pasquale Gerardo Santella, Vasile si è soffermato, con un tono affabile che rivelava profonda conoscenza, su Eugenio Montale e su un gruppo di poeti romeni contemporanei, dei quali alcune studentesse hanno letto brani in italiano, mentre lo stesso Vasile ha letto una traduzione in romeno de L’anguilla di Montale, per rendere conto dell’importante lavoro di resa di un testo letterario in un’altra lingua. L’incontro ha assunto un significato non solo specificamente didattico-disciplinare, in quanto approfondimento di un autore studiato a scuola, ma anche una valenza formativa generale come scambio interculturale: la letteratura è un importante mezzo espressivo di un popolo e un veicolo fondamentale attraverso il quale un popolo può essere conosciuto. La letteratura, e la cultura, sono strumento di reciproca conoscenza, occasione di incontro e garanzia di pace.

   Il 2 maggio Geo Vasile è stato poi protagonista di una manifestazione a Napoli, presso la libreria Treves di piazza del Plebiscito, nell’ambito di “Una piazza per la poesia”, serie di incontri curati dal poeta Bruno Galluccio, che ha fatto da moderatore. Qui Vasile, davanti a un  pubblico di “specialisti” della poesia, ha presentato l’edizione bilingue del libro dedicato a Mario Luzi, Conoscenza per ardore / Cunoaştere prin ardoare, antologia poetica italo-romena e postfazione a cura di Geo Vasile, Editura Feed Back, Iaşi, (Romania) 2010. Ha poi parlato del poeta romeno Virgil Mazilescu, nato nel 1942 e scomparso prematuramente nel 1984, dopo una vita travagliata: “La sua è una formula poetica propria, quasi enigmatica per lapidarietà, che porterà alla perfezione fino alla fine della sua breve vita. Opponendosi al dettato automatico, l’onirismo di Virgil Mazilescu si proponeva non di trascrivere sogni, bensì di crearli alla luce del giorno, di istituire una realtà analoga al sogno, in una Bucarest assillata dai comandamenti del realismo socialista”.

   Così come testimoniano i due incontri campani, l’attività di Vasile è contrassegnata da questa doppia direzione, da questa sorta di import-export letterario: far conoscere scrittori e poeti italiani in Romania; far conoscere scrittori e poeti romeni in Italia. Laureatosi a Bucarest con una tesi pioneristica su Cesare Pavese, Vasile ha poi tradotto Italo Calvino, Umberto Eco, Mario Luzi e tanti altri nostri autori nella propria lingua. Pregevole la raccolta Delirai, imperfetta, su scale / Am delirat, imperfecta, pescări. Da Arturo Onofri a Donatella Bisutti, Contact International, Iaşi 2011: ampia panoramica della poesia italiana del Novecento fino alle generazioni attualmente in attività. In Italia ha pubblicato il volume bilingue Confluenze letterarie italo-romene, Edizioni del Poggio, Poggio Imperiale (Foggia) 2009, dedicato ad autori dei due paesi, e Atroce seninătate /Atroce serenità. Da Miorizza a Cristian Popescu. Florilegio di poesia romena con testo a fronte, Edizione Akkuaria, Catania 2011, analoga operazione dedicata alla poesia odierna del suo paese. In italiano ha ancora curato, sempre in edizione bilingue, le opere di George Bacovia, Piombo. Versi / Plumb. Versuri, Fermenti, Roma 2008 e Mihai Eminescu, Iperione, nello stesso anno per lo stesso editore: Eminescu, considerato l’ultimo romantico, è un poeta dell’Ottocento che nella letteratura romena ha la stessa importanza che da noi ha Leopardi.  Ciò ci dà conto dell’importanza del lavoro di Geo Vasile è attivo non solo come studioso, critico e traduttore (da vero amante dei libri per molti anni ha lavorato nella sezione internazionale della Biblioteca di Bucarest), ma anche come poeta. Dopo diversi libri usciti nel suo paese, in autunno vedrà la luce una sua raccolta per LietoColle di Como che avrà per titolo psyco@terra.pia. E del ruolo dei poeti così scrive, in una delle poesie comprese nel volume: “fortunatamente i poeti servono / a portarci in regalo / attraverso il loro canto la fragranza / degli dei scomparsi, / innestano nella poesia /  l’essenza della poesia, /  spandono sopra la dimora / dei comuni mortali / il canto della pienezza del tempo”.                     

 

 

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