Alla scoperta dei dintorni di Napoli …

a cura di Irene Quaresima

 

Pubblicato nel 1981, a cura di Luciano Zeppegno e Ciro Formisano, "Alla scoperta dei dintorni di Napoli" doveva essere il settimo volume, di una collana tutta interamente dedicata alla descrizione storico-ambientale dei siti regionali italiani più significativi.

Arricchita da cinque itinerari ecologici di Fulco Pratesi, allora architetto e Presidente della sezione Italiana del WWF, Il volume è simile agii altri sia nella veste tipografica, sia nella struttura : una rivisitazione in chiave realistica, oltre che storica, dei luoghi più conosciuti della Campania, senza tuttavia trascurare la condizione di degrado che li accompagna.

“La Campania, si legge nell' Introduzione, vanta forse, da sola, un patrimonio archeologico pari a tutto quello sparso nel resto d'Europa, togliendo, al massimo Roma e Atene”,  ma accanto alla memoria storica si consumano le storie di tutti i giorni, quella spesso degradante quotidianità che non riesce ad apprezzare, forse per bisogno di altro.

A Pozzuoli “oscene case sorgono proprio sull' orlo della Solfatara, raffinata meraviglia che ha dato il nome, in tutto il mondo, a una fase dell' attività vulcanica … e quel che era un sublime fenomeno diventa un pozzo cortile, in attesa che il ciglio frani… Tutto è laido e maltenuto, nel memorabile recinto del cosiddetto Serapeum… si buttano avanzi di ogni genere (se le cose non sono cambiate dal 1977… Mah, improbabile)".

Qualcosa, però, è profondamente cambiato da quel 1971 e lo si intuisce nella nota di apertura del libro: “La tragedia Immensa che si è abbattuta su queste terre - il terremoto del 1980 - potrebbe far apparire futile la nostra impresa di ricerca… In realtà vogliamo intenderla come un atto di buon augurio: la Campania che è torse la più viva e la più vitale delle nostre regioni … si solleverà… prima di quanto si creda. E nella sua  inascita il turismo avrà una parte essenziale più che importante”.

Un viaggio che dai campi Flegrei ad Ischia, da Cerreto Sannita a Benevento, fino ai luoghi più nascosti dell'lrpinia, si arricchisce di storie, di emozioni, di un'insolita capacità descrittiva che va oltre il visto e si lascia accompagnare dallo sguardo dell'anima.

"Ci credereste, ogni tardo pomeriggio (ad Ischia) godevamo le ultime ore di sole portandoci in macchina nelle  zone più remote e poi girovagando a piedi, dapprima a caso, poi con un programma preciso, vedere e scoprire tutto… Se non ci permettessimo questi riferimenti personali, se non dimostrassimo al lettore di aver vissuto intensamente ogni cosa di cui parliamo o scriviamo… non saremmo più noi, questi sarebbero altri, gelidi libri e… non creeremmo quell' antichica intimità confidenziale con chi ci legge che ci ha  permesso di fare tante amicizie sparse per ogni dove e di essere bene accolti ovunque si vada".

E quel libro, iniziato con un profondo e motivato augurio, costava allora ottomila Iire e conteneva tra le righe un omaggio a... "Colui che amiamo più di ogni altra cosa al mondo, Eduardo".

Novembre 2012

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