Radici Storiche ed esperienza 
dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno
a cura di Leandra D'Antone

 

Leandra D'Antone, docente di Storia Economica presso la facoltà di Lettere dell'Università "La Sapienza" di Roma, ha curato per la Casa Editrice Bibliopolis, la raccolta di alcuni saggi derivati dal convegno sul Mezzogiorno, che si è tenuto a Taormina il 18 e il 19 novembre 1994.

Il volume, pubblicato due anni più tardi, è stato redatto con la specifica finalità di divulgare le analisi socio economiche del Sud Italia, per una  maggiore e più approfondita conoscenza dell'attuale condizione del Mezzogiorno d'Italia e delle ragioni storiche che le hanno determinate.

Gli interventi hanno avuto come costante il riferimento al divario economico, all'intervento straordinario, alla riforma agraria e ai diversi tentativi di decollo industriale che avrebbero dovuto condurre il Sud della penisola in una condizione paritaria rispetto al Nord.

Uno dei nodi focali del dibattito, in merito al ruolo di traino che avrebbe dovuto svolgere all'indomani dello sviluppo industriale, è stata la città di Napoli, sede delle industrie Ilva - Cornigliano e che ha visto attivarsi personalità come Giuseppe Cenzato, l'ingegnere milanese che nel gennaio 1932 assunse la presidenza dell'Unione industriale di Napoli.

Egli intendeva, infatti, fare di Napoli il centro di direzione e propulsione delle iniziative di industrializzazione del Sud[1] e per questa stessa ragione creò istituzioni formative, in grado di fornire un valido sostrato culturale e imprenditoriale: risale agli anni Trenta del Novecento la costituzione della

Fondazione Politecnica per il Mezzogiorno, fondata a Napoli e strettamente connessa con la scuola di ingegneria.

Una cultura per le risorse locali individua il paragrafo, il quarto, che Augusto De Benedetti dedica alle iniziative promosse dalla Politecnica e dall' Unione degli industriali di Napoli: una attività che va oltre il comune senso dell'imprenditoria e delle transazioni economiche.

Napoli, dunque, è stata per molto tempo e per una cospicua parte della saggistica contemporanea una porzione di spazio su cui focalizzare le attenzioni e collocare attività industriali che potessero coinvolgere tutto il Mezzogiorno e rompere definitivamente il divario economico che divide, come un confine dallo spessore ben definito, i due mondi della penisola.

Il prof. Piero Bevilacqua - ordinario di storia contemporanea all'università "La Sapienza" di Roma, ma anche fondatore nel 1986 dell'Istituto Meridionale di Storia e di Scienze Sociali - traccia una significativa sintesi sul valore dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno, che rende con estrema efficacia le ragioni per le quali, sebbene questa sia una esperienza ormai conclusa, ancora appartiene al nostro presente per quelle condizioni di disagio economico che permangono e allarmano il nostro futuro.

 

 

Irene Quaresima - www.napoliontheroad.it - giugno 2004



[1] D'Antone , Leandra , Radici Storiche ed esperienza dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno, Collezione di Studi Meridionali , Roma : Bibliopolis , 1996

 

 

 

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