Francesco Mario Pagano

e il Foro di Napoli

 

di Irene Quaresima

 

Primo vero interprete del Vico, Francesco Mario Pagano è considerato il fondatore della scuola storica dei giuristi napoletani. Autore delle "Considerazioni sul processo criminale ", di "La teoria delle prove", e dei "Principi del codice penale" introdusse concetti giuridici fondamentali, che sviluppati nel tempo, hanno garantito al processo penale una maggiore attenzione alla tutela delle figure processuali. Non è un caso, infatti, che si parli di Mario Pagano come di un "eroe del progresso civile" o come del "Solone di Napoli".  

Con lui è nata la storia del Foro Partenopeo e nel Saloncino di Castel Capuano, oggi tribunale civile, si conserva il busto di Mario Pagano, emblema dell' evoluzione della scienza giuridica. Il 5 marzo 1882 durante la cerimonia per l'inaugurazione del Saloncino dei Busti, Enrico Pessina disse nel discorso di apertura: "Il primo a penetrare sino all' altezza dei principii della Scienza nuova fu il nostro Francesco Mario Pagano. Egli da prima avea rappresentata una splendida parte nella schiera dei novatori contemporanei, per ciò che s'attiene alla giustizia penale, per le sue dotte e profonde "Considerazioni sul processo criminale", in cui criticò gli istituti dell' inquisizione segreta. Ma nei suoi Saggi politici rivelò l'intuizione della nuova idea fecondatrice della scienza del diritto, quando non solo disse essersi il Vico aperto un nuovo sentiero ed intentato, ma si mise per esso con ardore".  

Nato a Brienza arrivò a Napoli a soli 12 anni, intorno al 1760, quando nella Capitale Partenopea si era appena insediato il Re Ferdinando IV, figlio di Carlo III Borbone, che aveva lasciato la città per il mandato spagnolo. La formazione giuridica e al contempo filosofica di Pagano derivarono, sostanzialmente, dall' influenza che ebbero sulla sua crescita il precettore, Fra' Gherardo De Angelis, amico di Giambattista Vico ed Antonio Genovesi.

Egli divenne una somma figura del foro napoletano essendosi laureato all' Università Federico II ed avendo ricevuto nella stessa sede accademica, dapprima la nomina a Lettore straordinario di Etica e l'incarico di Professore di Diritto Criminale, poi.  

Insieme agli avvocati Vincenzo Russo e Flaminio Massa fondò un 'associazione giacobina chiamata "Società Patriottica" con sede nel quartiere Arenella di Napoli: 53 degli iscritti vennero arrestati e processati nel 1792; per tre di essi venne decretata la condanna a morte, nonostante la difesa di Pagano in favore di tutti i rei di quella che venne definita una "congiura giacobina ". Egli lasciò la carriera di avvocato solo quando nel 1794 venne nominato Giudice del Tribunale dell' Ammiragliato, tuttavia arrestato nel 1796, fu rinchiuso in Castel Sant 'Elmo, destituito dall' insegnamento e privato di ogni carica giuridica, compreso l'esercizio della pratica forense.  

Eletto rappresentante del popolo, prese parte al governo provvisorio della Repubblica Partenopea con l'incarico di redigere una nuova costituzione. Dopo la restaurazione, avendo il principio di legittimità restituito ai Borbone la podestà sul Regno, venne giustiziato in Piazza Mercato insieme ad altri patrioti. Era il 29 Ottobre 1799.  

Prima della sua esecuzione, lasciò al popolo napoletano e a coloro che stavano per eseguire l'estrema condanna, una breve affermazione "la mia difesa, è nella capitolazione ".

 

Irene Quaresima - www.napoliontheroad.it - luglio 2004

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