Io, Clitemnestra. Il verdetto’

Nel Cortile delle Statue della Federico II va scena il mito e il diritto

di Marica Quaranta

La Federico II di Napoli è, da sempre, baluardo delle iniziative culturali partenopee, a tal proposito non può senz’altro essere tralasciato l’interessante convegno, seguito da una rappresentazione teatrale, tenutosi il 14 Giugno nel suggestivo scenario del cortile delle statue dell’Università di Napoli.

“Diritto, vendetta, processo”, il titolo. Apparentemente incompatibili, questi tre termini sono tutti riassumibili nella figura tragica di Clitemnestra. Nel mito, moglie di Agamennone, una delle prime uxoricide della storia, nel convegno semplicemente una donna, una donna che ama, una donna che aspetta, una donna che uccide, una donna che muore. Da evidenziare sono i grandi nomi che hanno prestato la propria voce e le proprie riflessioni a questa protagonista femminile. In primis va citata  Eva Cantarella,  Prof.ssa Ordinaria presso l’Università di Milano, che nel suo intervento ha posto a confronto due autrici di successo Valeria Parrella e Dacia Maraini ambedue affascinate dal personaggio tragico di Clitemnestra,diversamente considerato. Infatti,  mentre la protagonista della Maraini non ha la forza di compiere lo spietato gesto, la Clitemnestra della Parrella accetta la cultura della vendetta di cui è parte il marito, divenendo lei stessa  cinica assassina.

Il tema del diritto a dire della Cantarella si lega inscindibilmente al tema della vendetta e studi recentissimi d’oltreoceano hanno anche confutato l’antico accostamento uomo-ragione\diritto, donna-emozioni\vendetta.

Determinanti anche gli interventi successivi quello della Dott.ssa Allessi, Prof.ssa della Università Federico II, incentrato principalmente sul rapporto pena\vendetta, la pena parte del diritto, garanzia di certezza e di ragionevolezza, la vendetta ,indice della lotta di gruppi sociali dapprima appannaggio solo delle classi aristocratiche, oggi ripudiata dal sistema giuridico che non conosce che rieducazione del condannato e mai vendetta. Interessante il racconto del delitto d’onore di Maria D’Avalos, nobile napoletana, trovata barbaramente uccisa insieme all’amante, il marito non fu mai indagato. La vendetta d’onore dunque, come legittima,giusta, conforme al diritto anche se lontana dalla ragione in quanto frutto delle emozioni. Interessante anche l’intervento dell’Avv.Botti che ha sottolineato come si assista oggigiorno alla traslazione del processo dal suo luogo naturale:il Tribunale. Sempre più frequenti, i processi mediatici hanno indotto il cittadino a temere non più la pena ma il giudizio della società globale. Infine, a conclusione dell’incontro l’intervento del Prof.Moccia, ordinario dell’Università Federico II nonché avvocato penalista che ha qualificato il processo come un’immoralità necessaria. Immorale, perché non mira a comprendere il perché dell’errore ma solo la fondatezza dello stesso, necessario, perché garante dell’ordine, della disciplina, della società, del diritto. Il convegno si è concluso con un intervento Della Dott.ssa Parrella, autrice del testo: “IO, Clitemnestra. Il Verdetto.” dal quale è tratto lo stralcio recitato dalla bravissima Cristina Donadio e dallo stimato Antonio Buonomo. La Clitemnestra della Parrella è donna di mafia, la donna del boss Agamennone. Questa donna attende un uomo per vent’anni  e solo quando lo stesso, rientrando a casa porta con sé l’amante gravida, decide di ucciderlo evirandolo. È una donna distrutta la Clitemnestra processata, è una donna che non riesce a guardarsi più le mani coperte da lunghi guanti rossi, è una donna che non ha bisogno di altra pena, la vera pena se l’è inflitta da sola, privandosi per sempre dell’unico uomo della sua vita. I giovani soci sostenitori del progetto the Italian Moothers associazione presieduta da Federica Miranda e con vice delegata Maria Hilda Schettino,si sono destreggiati in una simulazione di processo in cui l’imputata era proprio questa donna distrutta:Clitemenestra. A Maria Carmen Quaranta il compito di accusare l’uxoricida dell’efferato delitto. Ai giovani Claudio Forte e Alessandro Mario Amoroso il compito di difendere la donna.

Un’iniziativa che ha unito il diritto e la tragedia classica e che ha cercato di scrutare attraverso la donna Clitemnestra in tutte le sue declinazioni tragiche, il limite talvolta capillare che esiste tra la pena e la vendetta. Un evento che ha unito il diritto con la letteratura,la vendetta con il processo attraverso la sola figura di una donna, una donna delle letteratura tragica, una donna che si vendica , una donna che viene processata, Clitemnestra.

 

Napoliontheroad, 21 giugno 2012

 

 

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