Letterina a Babbo Natale

Per gentile concessione di Santa Klaus

(traduzione di Gianni Puca)

 

Caro Babbbo Natale,

veniamo noi con questa mia addirvi… una parola.

E… Babbbo Natà, e che è? E… ma pure pe’ tte…

E vogliamo capire l’insalata di rinforzo…

C’è a chi piace e a chi non piace… ‘a noi personalmente ci fa schifo… ma transeàt.

E vogliamo capire lo zampone con le lenticchie, che dicono che porta bene ma ogni anno s’’o magnano sempe ‘e stesse e stanno sempe cchiù disperati…

…e quelli ca tenene ‘e soldi invece se magnano ostriche e caviale e stanno sempe chine ’e solde…

E VA BENE… transeàt.

E vogliamo capire lo stoccafisso, che impesta un palazzo intero di quindici piani dalla mattina alle sette della vigilia fino a mezzanotte che nasce il Bambino Gesù, che se la prende con il bue e l’asinello ai quali pure fa schifo questo fetentissimo pesce che non puzza dopo tre giorni, ma già in acqua prima che viene pescato…

E va bene, transeàt pure lo stoccafisso.

Ma carissimo Babbbo Natale… noi che c’entriamo con queste vostre tradizioni?

A noi ci schifano tutti quanti…….grandi e piccini…

Ma, per tradizione, ogni anno ci debbono immolare…

L’anno scorso, la signora Pupetta di Frattamaggiore ha frullato un nostro fratello e l’ha messo nel biberon del figlio di tre mesi, per iniziarlo alla tradizione. Il bambino, giustamente, l’ha sputato… e quest’anno appena ci ha visto nel cartoccio ha cominciato a piangere e se n’è scappato con il carrozzino…

Ma perché dobbiamo essere mortificati in questo modo?

Carissimo Babbbo Natale, la faccia nostra sotto ai tuoi piedi e ci puoi anche camminare sopra… ma mò basta con queste tradizioni inutili!

Ma poi queste casalinghe sanguinarie… senza pietà…ci squartano vivi!

E ma pure questo WWF che ci sta a fare?

Pensano alle balene, ai delfini, ai calciatori…E pure ai minolli e ai rostoppi…

E ma non ho capito? A noi… chi ci pensa?

Qua ci stanno i figli delle galline bianche e le pecore nere…

A noi ci trattano peggio dei capretti espiatori al forno…

Ché tu possa campare cento anni, anche senza malattie… ma luvamme ‘sti tradizioni inutili ‘a miezze, sennò facciamo succedere la disturbata…

Punto, due punti, punto e punto e virgola…

Ma sì, facciamo vedere che abbondiamo sennò dicono che siamo dei mari del sud… e che siamo tirati…

Salutandovi indistintamente

Ci scusiamo per le volgarità… eventuali

Senza nulla a pretendere

I fratelli Capitoni, che siamo noi

 

 

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