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NOZE LIVE BAND al teatro Bellini di Napoli

Servizio di Daniela Morante

Napoli - Il 17 novembre si è assistito, nello spazio oro e broccato del Teatro Bellini, tra il legno dipinto e il velluto a memoria di antichi fasti , ad una felice incursione sonora che ha completamente stravolto l´usuale contesto spazio temporale: si sono esibiti in concerto i Noze live band, una formazione musicale francese dalle accattivanti sonorità. La platea in un primo tempo vuota secondo l´orario di inizio consueto, pian piano invece, si è riempita di una moltitudine giovane, bella, altra, non "teatrale", frequentatrice sicuro di altri spazi adatti all´incontro e all´ascolto musicale.

Un pubblico  decisamente giovane, di venti-trentenni,  che di giorno si mischia abilmente nel tessuto sociale,  ma che di notte si riconosce e si compatta intorno a comuni  scelte, preferenze e  tendenze.
Dopo più di un´ora di attesa, dunque, il suono,  già dalle prime note, ha desistito tutti dallo stare seduti trasformando  quella scatola magica che è il teatro convenzionale, in  una discoteca  attraversata da luci ad impulsi, stimoli percettivi  e nuove sonorità.
L´atmosfera è così diventata travolgente, morbida, sensuale, adatta al moto della danza e al lasciarsi andare.
Ad un ritmo di base ripetitivo dance da "trance",  si sono man mano aggiunte  incursioni elettroniche e  virate con fiati jazz, percussioni a tratti tribali e talvolta leggerezze reggae su  un  tessuto vocale acido, roco, caldo, stracciato o impastato, ruggente tipico della migliore tradizione rock.
Quanto di meglio o peggio abbia prodotto il nostro secolo precedente, insomma, ora, nelle sapienti  mani dei Noze, diventa materia creativa per  combinazioni nuove, insieme irriverenti e rispettose, libere ed efficaci .
L´affrancamento, il coinvolgimento e la distanza dai generi musicali di  un secolo bulimico come è stato il 900 non è da poco, e I Noze, da bravi artisti,  interpretando lo spirito dei tempi, hanno saputo assimilare culture passate lasciandosi contaminare e attraversare da esse, districandosi dal dedalo infinito delle possibilità espressive e sapendo infine elaborare il nuovo.
Il loro lavoro arriva a noi con la forza di un vento fresco, che ha il sapore vibrante del riscatto, che parla il linguaggio di una new generation, spesso ottusamente percepita come  lontana, demotivata, apatica o assente, ma che  invece a dispetto delle più catastrofiche previsioni, esiste e si dimostra  viva,  presente nelle sue modalità espressive.
La musica così, l´altra sera, come qualsiasi autentico linguaggio artistico, si conferma  ancora una volta vettore di energia per  riti di vicinanza e appartenenza, manifesto di esistenza e modalità future , staffetta  e testimone attivo del  meglio del presente e dell´umano divenire.

 
(23 novembre 2011)

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