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DARIO FO, MAESTRO E INVENTORE DEL TEATRO MODERNO

"Il teatro è sempre denuncia, In qualunque forma si faccia"

Milano - Il teatro è denuncia secondo Dario Fo, uno dei maggiori autori che ha rivoluzionato il modo di farlo non solo nella cultura italiana, ma a livello internazionale, volgarizzando quest´arte nobile sia per i contenuti che per le forma. Non a caso il suo modello è stato ripreso da autori rappresentativi del teatro contemporaneo di denuncia come ad esempio Marco Paolini. Perché, come afferma il Premio Nobel, "il teatro muta e si ricostruisce ogni secolo."

Tra qualche tempo lo rivedremo insieme a Giorgio Albertazzi in tv per concludere il ciclo sulla storia del teatro.

Polemico contro ogni forma di potere, quello più e quello meno censoreo, il messaggio che esprime e che vorrebbe far arrivare è di protesta, una protesta fatta di "onestà, partecipazione, informazione, per non andare con i paraocchi come questa società vorrebbe spingerci a fare."

 

 

Il suo teatro prima molto contestato oggi lodato. Che effetto fa?

 

Ma vede, una volta il potere contestava mettendo veti, imponendo censura. Adesso non può più farlo così apertamente. Anche se, lo vediamo oggi, questo governo tenta di farlo appena può.

 

A proposito di cambiamenti come trova sia mutato il teatro da quando ha iniziato a farlo?

 

Il teatro muta e si ricostruisce ogni secolo. Si pensi alla Commedia dell´Arte, il Seicento, gli Spagnoli e la censura, che da una parte è stata una fortuna per noi. Perché siamo stati costretti ad emigrare e questo ci ha costretti al confronto e da lì sono nati molti dei nostri prestigiosi talenti.

 

Qualche anno fa Lei aveva fatto con Giorgio Albertazzi una trasmissione sulla Storia del Teatro, andata in onda ad orari impossibili. Come mai, a parte qualche eccezione e seppure seguito, il teatro non viene messo in prima serata?

 

Dipende dai tempi; ad esempio, quando ho iniziato a farlo io c´era un governo socialista, che voleva far vedere che era aperto e così si faceva il teatro. Mistero Buffo l´hanno trasmesso per la prima volta in quegli anni.

In quanto alla trasmissione dovremmo proseguirla, proponendo l´Ottocento e il Novecento l´anno prossimo.  

 

Lei è stato un pioniere del teatro contemporaneo a usare nella commedia un nuovo linguaggio che fosse un atto di denuncia nei confronti dei potenti. Pensa sia ancora attuale un teatro di questo tipo?

 

 

Certo. Il teatro è sempre denuncia. In qualunque forma si faccia. Anche nelle commedie si mostrano valori di onestà, lealtà, rispetto.

 

L´epoca della globalizzazione ha cambiato molto il linguaggio. Che teatro vede per il domani? Quali saranno nuove tematiche protagoniste?

 

 

Il linguaggio della globalizzazione è molto generico, si va da quello delle banche usato negli affari a quello dei giovani a quello dello scrivere. In quanto alle tematiche, esse mutano, l´importante è che siano giuste.

 

Qual è il messaggio che vorrebbe far arrivare al pubblico con i suoi spettacoli?

 

 

Quello di sempre. Che si basi sull´onestà, sulla partecipazione. Per fare ciò bisogna essere informati e non andare avanti col paraocchi come questa società vorrebbe spingerci a fare.

 
Intervista di Laura Canevali




© RIPRODUZIONE RISERVATA 
 




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