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Orsini nelle vesti del Grande Inquisitore di Dostoevskij  incanta il Troisi di Napoli

In scena dal 13 al 15 dicembre

Servizio di Federica De Cesare

Napoli - Una presenza scenica importante quella di Orsini al Teatro Troisi. L´artista esibitosi ne La leggenda del grande inquisitore realizza una performance coinvolgente ed emozionante. Uno spettacolo sicuramente non semplice che porta a galla numerosi spunti di riflessione. Un teatro che stimola quesiti fino a richiedere una presenza attiva da parte del pubblico. Una scenografia minimale per uno spettacolo moderno messo in scena da un´artista come quelli di una volta. Ecco il connubio perfetto che dà vita ad un´opera dalle mille sfaccettature.

Temi complessi quelli affrontati, eppure l´attenzione del pubblico è completamente catturata dall´ineccepibile interpretazione dei due attori che, soli, riempiono la scena.

Con la regia di Pietro Babina e al fianco di Umberto Orsini vi è, infatti, un ottimo Leonardo Capuano, che riesce a tener testa alla fama dell´artista piemontese.

Nel coinvolgente monologo finale, illuminato dal cerchio di luce dell´occhio di bue sulla scena semivuota, Orsini conquista una commossa platea, coronando degnamente un´esibizione ricca di pathos.


Il motivo centrale è quello della libertà, una libertà mai priva di condizionamento, una libertà legata agli altri e spesso delegata a causa del suo enorme peso. In una comunità, l´uomo non è mai libero, ma eterodiretto, questo il pensiero di Dostoevskij che costituisce la tesi di fondo dallo spettacolo. Come evidenziato dallo stesso Orsini, l´unico essere realmente libero è l´eremita, proprio perché al di fuori delle dinamiche del vivere sociale.

 

Altro tema cruciale quello della fede: cosa accadrebbe se Cristo scendesse in terra? 

Il nostro mondo ne sarebbe sconvolto e il caos prenderebbe il sopravvento sull´armonia. L´uomo a contatto con i miracoli non avrebbe più necessità di pregare e di riporre la propria libertà nelle mani della Chiesa. Questa la riflessione proposta nelle pagine di questo testo contenuto nel famoso romanzo I Fratelli Karamazov.


In sala, un pubblico partecipe e in trepidante attesa di rivedere Orsini nell´opera tratta dal grande Dostoevskij, e ancora vivo sembrava il ricordo di un´eccezionale performance del 1969.

Spiace, invece, constatare la scarsa presenza di un pubblico giovane. Orsini è certamente meno conosciuto dalle nuove generazioni che, purtroppo, al giorno d´oggi, prediligono un teatro leggero vicino al mondo televisivo che svuota le menti piuttosto che rinvigorirle.
La presenza di Orsini al Troisi è, invece, una di quelle occasioni da non perdere per chiunque desideri assistere ad uno spettacolo diverso e alla maestria di un’artista di alto calibro.

 

Lo spettacolo, in giro per l’Italia dallo scorso Ottobre, è atteso a Sondrio, Bergamo e Milano nei mesi di Aprile e Maggio.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.compagniaorsini.it. 

 21 dicembre 2013

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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