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NINO VELOTTI, LA ROMANTICA VOCE DEGLI HUECO

A giorni il cd in un´edizione d´arte con Il Laboratorio di Vittorio Avella online su tutti gli store digitali
Servizio di
Anita Curci

"Undici canzoni e tre brani strumentali basati sui ritornelli di altrettante canzoni con armonie e arrangiamenti diversi. Questo è un fatto tipico dei dischi degli Hueco, cioè io insieme a Vittorio Esposto, che in questo disco mi ha dato una mano nelle scelta delle vesti sonore dei brani ed è alle doppie voci, mentre nei dischi degli Hueco è la voce principale. L´album è frutto di un duro lavoro personale, lavoro iniziato qualche anno fa. Ho cantato, insieme alle tastiere ed al piano ho suonato vari strumentini soprattutto etnici che ho raccolto nel tempo, ho registrato vari musicisti, chitarristi, violinisti..."


Parlaci di Incanti e Disincanti, il tuo cd che esce a giorni in un´edizione d´arte con Il Laboratorio di Vittorio Avella, online su tutti gli store digitali distribuito da Videoradio partner di Rai Trade.

 

Si tratta di una sorta di concept album composto da quattordici tracce in tutto tra pezzi più melodici e romantici ed altri più caustici, tra "incanti", come Rumore di fondo, che si alternano a "disincanti", come Sesso. Undici canzoni e tre brani strumentali basati sui ritornelli di altrettante canzoni con armonie e arrangiamenti diversi. Questo è un fatto tipico dei dischi degli Hueco, cioè io insieme a Vittorio Esposto, che in questo disco mi ha dato una mano nelle scelta delle vesti sonore dei brani ed è alle doppie voci, mentre nei dischi degli Hueco è la voce principale. L´album è frutto di un duro lavoro personale, lavoro iniziato qualche anno fa. Ho cantato, insieme alle tastiere ed al piano ho suonato vari strumentini soprattutto etnici che ho raccolto nel tempo, ho registrato vari musicisti, chitarristi, violinisti, eccetera. Vengo dalla poesia e anche la musica, come spero anche la mia voce non particolarmente enfatica e da concorso canoro, per me è un fatto da ´poeta´, nel senso etimologico del termine di "colui che fa, che è creativo". Quindi anche con un pizzico di dilettantismo, di senso di scoperta del principiante. Penso che uno dei mali fondamentali di oggi sia proprio l´estremo tecnicismo e la professionalità specialistica che porta a ragionare per compartimenti stagni in termini di generi e sottogeneri da catalogare ed esibire negli scaffali del mercato del nostro civilissimo mondo, dove tutto è finalizzato al profitto ed al Dio Danaro... Sono molto soddisfatto di Incanti e Disincanti sia per quanto riguarda i testi che le musiche, penso sia un ottimo lavoro di sintesi. Gli argomenti trattati sono quelli tipici del mio mondo poetico, la Weltanshauung è la stessa magari evolutasi, chi conosce le mie poesie, Giardino di Pésah soprattutto, la raccolta di versi scelti da Dario Bellezza nell´Edizione del Giano con cui ho esordito giovanissimo, sa che Contro Natura e Tempo pazzo trattano, magari in termini più accessibili e ´popolari´, temi ecologici ed esistenziali caratteristici della mia vecchia poesia, vecchia perché penso di aver concepito le mie cose migliori a diciotto anni, probabilmente si campa un po´ di rendita... Autenticità, libertà e coerenza, sono il mio motto.

 

Cosa significa oggi comporre musica e diffonderla?

 

Significa fare tutto da solo se non vuoi piegarti alle regole del mercato, mercato discografico che del resto non sussiste più. Quasi tutto Il denaro adesso circola grazie alle esibizioni dal vivo e ciò è valido non solo per gli indipendenti, i dischi anche quelli mainstream si scaricano liberamente sul cellulare insieme ai videoclip tramite applicazioni gratuite. Se qualche decennio fa, dato che i dischi si vendevano, per l´industria discografica era possibile investire anche in nuove cose intermedie tra l´intrattenimento e la ricerca, quale penso che sia anche il mio caso, adesso si investe solo in cose consolidate o di consumo veloce e immediato. La rete ha creato varie opportunità per tutti, anche per me e per gli Hueco, ma ha originato anche tanta confusione, per dirla in termini platonici un eccesso di democrazia genera demagogia, per cui emerge chi è più chiassoso e volgare, chi sa più farsi notare magari originando proselitismi sui social network e squadre in tutti i campi. Purtroppo gli esseri umani hanno bisogno di leader, di capibranco, discendiamo dalle scimmie non dai gatti... Attualmente più che nei tempi passati contano soprattutto le pubbliche relazioni, il saperci fare, il talento o un prodotto autentico è l´ultimo requisito richiesto ad un artista. Penso a tutti gli amici, non solo musicisti ma anche pittori, scultori, fotografi e ultimamente anche poeti, che ti invitano a farsi votare per qualche concorso in rete, teoricamente quindi più si conosce gente più si vale. Personalmente penso che anche una persona timida e introspettiva possa avere il suo carisma, mentre realisticamente parlando oggi un genio solipsistico e tendenzialmente autistico sarebbe una nullità assoluta. Magari va bene un talento virtuosistico che desti meraviglia negli spettatori come nei talent show, che diverta soltanto, sia competitivo come in una partita di calcio, palleggi e tiri in porta e non faccia riflettere.

 

Cosa ti ispira generalmente?

 

La giornata che trascorro, la poesia che amo, gli animali che adoro. Ogni notte, la canzone che chiude il disco, è dedicata proprio a questi, ad un cane o ad un gatto che di notte ti è accanto e risulta essere "la ragione del mondo e compagno di un sogno". Dicevo, ´autenticità´ prima di tutto, ´autenticità´ che per Heidegger è data dalla consapevolezza di essere limitati, dalla nostra condizione vitale di "essere per la morte", dal fatto di essere "umili": ritorneremo tutti alla terra, sia noi che gli animali, magari nell´humus di un giardino-paradiso... Musicalmente sono numerose e variegate le influenze, progressive, dark new-wave, musica barocca, canzone d´autore, musica pop italiana soprattutto degli anni ´70, musica etnica, musica bandistica, musica elettronica sia colta che concepita in ambienti non accademici, magari anche quella destinata alla semplice danza. Non mi fa storcere il naso la disco-music, un po´ colonna sonora della mia infanzia, anche nelle sue ramificazioni più recenti da dj. A questo proposito io e Vittorio Esposto, l´altra metà degli Hueco, ci siamo divertiti a produrre un giovane ballerino napoletano, Blelè, in un pezzo molto queer e scintillante new italo-disco intitolato The Lovegame. In poche parole, penso di non avere preconcetti e detesto le etichette, la musica leggera da contrapporre alla musica classica, l´"aulico" da separare dal basso, non intendo dire che tutto faccia brodo, è solo una questione di stile da dare al caos. In genere non prediligo le cose troppo estreme e fine a se stesse.

 

Il pubblico, condizionato dalle produzioni straniere attraverso le odierne sollecitazioni multimediali, come accoglie le proposte musicali nate nel proprio territorio?

 

Mentre nel contesto specifico napoletano, soprattutto in ambienti più periferici, imperversa sempre la musica neomelodica, in Italia c´è Sanremo, una gran bella kermesse che dura una settimana e poco oltre, c´è il rap che va tanto soprattutto tra i giovanissimi, fenomeno di importazione d´oltreoceano come del resto lo sono stati il rock´n roll e il jazz, c´è la scena alternativa anche questa con i suoi codici di linguaggio e di riconoscimento socio-culturale ben precisi. A livello globale e planetario imperversa un totale riciclaggio di cose che sono state non soltanto nella musica, cose magari riproposte con una definizione sempre maggiore. Anche gli Hueco si occupano di riciclaggio, ma lo fanno in maniera ´poetica´, almeno lo si spera... Se rientri in una categoria di mercato precisa, in target specifici, le fasce di pubblico ti riconoscono e riescono a fruire facilmente del tuo prodotto, se poi sei più particolare, trasversale, di confine, e magari potresti innescare qualche cortocircuito del sistema favorendo magari sistemi di pensiero individuali, hai difficoltà a farti scoprire ed apprezzare, ma una volta compreso penso che il tuo lavoro resti qualcosa di prezioso da custodire per ciascuna persona.

 

Quanta fatica serve per poter mantenere saldo un personale stile e una propria dialettica in questo campo?

 

Bisogna soprattutto essere testardi e coraggiosi e amare molto il proprio concetto e modo di fare arte, per non omologarsi. Non penso affatto che ci si possa arricchire materialmente. Se non vuole o non si può fare i musicanti girovaghi per tirare a campare, consiglio vivamente di fare altro come fonte di guadagno economico.

 

Progetti futuri?

 

Penso di ideare e di far girare qualche altro videoclip come Contro Natura, Ombra di donna e Tempo pazzo, che ho diretto artisticamente e di cui vado fiero. Sono tutti visibili sul canale huecomusic su youtube ed hanno raggiunto finora un buon numero di visualizzazioni, di nicchia sì ma fa sempre piacere essere scoperti e apprezzati. Inoltre penso di fare un altro disco come Hueco insieme a Vittorio, questa volta più vicino al suo immaginario anziché al mio come questo Incanti e Disincanti.





20 maggio 2013


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