Lunedì, 10 Dicembre 2018  

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AL TEATRO DI SAN CARLO DAL 10 AL 14 FEBBRAIO
L´AMORE MUOVE LA LUNA DI EUGENIO BENNATO

Napoli - Un canto d´amore per la Terra, una fiaba per riflettere sulla bellezza del nostro pianeta, troppo spesso maltrattato. Con "L´Amore muove la Luna", Eugenio Bennato invita a riflettere sui temi dell´ambiente e dell´ecologia e lo fa con musiche e testi scritti appositamente per il pubblico del San Carlo. Con una nuova produzione del Teatro San Carlo, torna al massimo partenopeo Eugenio Bennato, il cantautore napoletano, tra i più apprezzati interpreti della musica popolare del Sud Italia.

   

Al Teatro Bellini dal 1 al 3 febbraio

GRIMMLESS IL MESSAGGIO DELLA FIABA CONTEMPORANEA

Servizio di Daniela Morante

Napoli - Grimmless ci parla della mancanza di fiabe dei nostri tempi, ma più ci penso e più mi rendo conto che anche in questo caso, l´assenza contiene una presenza, che il negare non crea un vuoto, ma solo un´affermazione diversa. In scena due uomini e tre donne, molte azioni corali frammezzate da monologhi, volutamente sconnesse e in sincronia con il teatro danza e quello dell´assurdo, in una sequenza di quadri coreografici dove, a prima vista, risulta difficile trovare nessi tra cause ed effetti, analisi e sintesi.

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CUPIDO SCHERZA E SPAZZA E DON RAFFAELE ´O TROMBONE

Due atti unici di Peppino De Filippo per la regia di Franco Pinelli

al Teatro Scarpetta di Casoria fino al 3 febbraio

Servizio di Antonio Tedesco

Napoli, Casoria - Continua al Teatro Scarpetta il lavoro di recupero e valorizzazione del prezioso patrimonio culturale legato ad un caposaldo della tradizione teatrale napoletana, quello della farsa. Che, come si sa, al di là dell´apparente leggerezza e, spesso, pretestuosità dei suoi intrecci, ha bisogno, per essere efficace, di seguire regole molto precise. Vero e proprio meccanismo ad orologeria, la farsa necessita di tempi rigorosi e di ritmi sostenuti che ne fanno un genere tutt´altro che facile, che affonda le sue radici nella gloriosa tradizione della Commedia dell´Arte. Una forma di teatro, quindi, che punta molto sulle capacità espressive del singolo attore, ma che richiede, al contempo un meccanismo perfettamente oleato nel quale tali capacità vanno ad inserirsi.

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La Cantatrice è Calva caleidoscopio di calembours al ridotto del Bellini

Dal 25 gennaio al  3 febbraio

Servizio di Marco Catizone

Napoli – Borghesia molesta, galvanizzata dall´ovvio scorrere del perbenismo a profluvio, i borghesucci di Ionesco mettono le tende in quel di Neapoli, con sei personaggi in cerca d´ardore – E dov´è il fuoco?, direbbe Il Pompiere – per assurdo spectaculo da trapiantar dai cinquanta anglo-francofoni ai nostri anni plastificati da merceologia mediatica a rimorchio; interno giorno, boudoir plissettato ed every kitsch, la Cantatrice (è) Calva ed il cicaleccio in attesa, inatteso, è ottuso e vago: di più, ondivago, tra le brecce merlettate, e braccia poco snodate alla Barbie Girl, in Aqua pazza danese-barra-norvegese (ambientazioni e scenografie da quartetto canterino tardo pop adolescenziale, on air un decennio orsono), per diuturne e quotidiane misture di dialogoi e pastiche senza senso, nel prosaico dipanarsi della quieta trama floscia di vite satolle e quindi abrase al midollo.

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Dalla traduzione di Pier Paolo Pasolini IL VANTONE di Plauto con la regia di Arturo Cirillo  

Al Teatro Mercadante fino al  27 gennaio

Servizio di Antonio Tedesco

Napoli - Con il Miles Gloriosus Plauto fissa, duecento anni circa prima di Cristo, uno di quei grandi caratteri umani universali che il teatro classico ci ha lasciato come preziosa eredità. Come un serbatoio, una sorta di patrimonio che appartiene a tutti, sempre, al di là delle epoche storiche e del luoghi geografici. In questo specifico caso si tratta dello sbruffone, del millantatore, del vanaglorioso, che alla fine resta vittima della sua stessa smisurata prosopopea, o forse sarebbe meglio dire, della sua stupidità. Un personaggio che Pier Paolo Pasolini doveva sentire "a pelle" nella Roma degli anni ´60 nella quale viveva. Tanto che proprio nel 1963 si cimentò in una traduzione in dialetto romanesco del testo del grande autore latino. Una traduzione che utilizza il dialetto nobilitandolo, in qualche modo, attraverso la forma in versi settenari, e facendolo, in questo senso, passare per Moliére, altro grande indagatore di caratteri umani esemplari, come viene evidenziato anche da Arturo Cirillo nelle note di regia che accompagnano la messa in scena di questo testo.

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"The country" di Martin Crimp con Laura Morante e la regia di Roberto Andò

Al teatro Bellini di Napoli dal 22 al 27 gennaio
Servizio di Mario Migliaccio

Napoli - Mistero, dubbio e menzogna sono i tre temi che risaltano agli occhi dello spettatore in quest´opera del maestro Crimp, esempio lampante del teatro inglese contemporaneo. L´opera ha come sfondo un paesaggio campestre, simbolo di serenità, spensieratezza, e il verde dei prati si mescola a quello più intenso degli alberi creando una sorta di magia dalla quale si rimane incantati. Qui, in "The Country", la campagna è una striscia sottile, un tappeto verde con un´incantevole casetta in miniatura posta a sinistra del proscenio con alberi, attorno ad un rudere, che invece sono posti sul lato destro. La casa della coppia Corinne e Richard sembra però fredda e sterile, con una grande parete di vetro che la isola dal mondo esterno, un mondo fatto di ombre e di segreti.

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"NOI, LE RAGAZZE DEGLI ANNI ´60": LA GARBATA VIS COMICA DI GRAZIA SCUCCIMARRA NEL CONFRONTO FRA DUE EPOCHE

Servizio di Guerino Caccavale

 

Napoli - Rappresentato per la prima volta trent´anni fa, lo spettacolo "Noi, le ragazze degli anni ´60" è anche l´occasione per Grazia Scuccimarra di ricalcare la scena teatrale napoletana dopo, guarda caso, ben 30 anni di assenza. Lo ha fatto, nel weekend appena trascorso, sul palco del Teatro Orazio, un nuovo luogo di incontri musicali, teatrali e culturali che a breve festeggerà il suo primo anno di vita e la cui recente nascita rappresenta una confortante notizia nel panorama culturale, economicamente abbastanza critico: un plauso a chi ha voluto e permesso ciò. Autrice e interprete della maggior parte dei suoi spettacoli come anche di questo, Grazia Scuccimarra riprende "Noi, le ragazze degli anni ´60" sia per la costante attualità del testo, sia per celebrarne il trentennale.  

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Vittoria Belvedere e Luca Ward in My fair lady con la regia di Massimo Romeo Piparo

Al teatro Augusteo fino al 27 gennaio
Servizio di Mario Migliaccio

Napoli - La città è lieta di ospitare, al teatro Augusteo, un classico della storia del Musical. Non capita a tutti i classici del teatro musicale di poter essere sempre attuali, "My fair Lady" non è solo un semplice musical, ma uno spettacolo senza tempo, in grado di rispecchiare perfettamente la società moderna. La storia narra la vicenda della giovane "Fair lady" Eliza Dolittle (Vittoria Belvedere), povera e rozza fioraia, figlia di Alfred Dolittle (Aldo Ralli), un uomo cinico che ormai quasi non la cerca più, tranne che per chiedere qualche spicciolo per le sue bevute. La giovane donna ha la fortuna/sfortuna di imbattersi in un colto professore di fonetica, tale Harry Higgins (Luca Ward), dallo spirito burbero e ostinato.

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DAL 24 AL 27 GENNAIO LUPI E PECORE
IL CAPOLAVORO RUSSO TORNA AL TEATRO MASSIMO

Cagliari - Torna al Teatro Massimo Lupi e pecore di Aleksandr Ostrovskij, capolavoro della drammaturgia russa che già l´anno scorso ha sparso il suo nero e feroce divertimento tra il pubblico, raccogliendo grandi consensi anche fuori dall´isola. Un ritorno che arriva dopo  la tournèe sarda  che ha toccato le tappe di Sassari Nuoro e Ozieri. Una pièce divertente – firmata da uno dei padri, accanto a Gogol´, del teatro russo moderno – per un viaggio tra i labirinti della mente e del cuore umano, un vivido e ironico affresco della società dove «tutti vivono per mangiare o essere mangiati» e ciascuno tesse le sue trame e cura i propri interessi, senza farsi troppi scrupoli. 

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LA STAGIONE 2013 DEL TEATRO MASSIMO BELLINI AL VIA NEL SEGNO DI VERDI

IL 19 GENNAIO DEBUTTA UN BALLO IN MASCHERA

Catania - Debutterà sabato 19 gennaio 2013, alle ore 20,30, Un ballo in maschera, l´opera di Giuseppe Verdi con cui il Teatro Massimo Bellini inaugura la Stagione Lirica 2013. Un´apertura nel segno del grande compositore di Busseto di cui quest´anno ricorrono i duecento anni dalla nascita. Stasera è in programma la prova antegenerale; domani pomeriggio, dopo la conferenza di presentazione nell´ambito di Preludi all´Opera (foyer, ore 17, ingresso libero), si terrà la prova generale alla quale assisterà anche un gruppo di studenti catanesi. L´Anno Verdiano del "Bellini" è già cominciato lo scorso dicembre quando il Teatro ha chiuso con La traviata la Stagione Lirica 2012; proseguirà nel prossimo ottobre con la messinscena, in prima per Catania, dell´opera Stiffelio. Le due opere verdiane della Stagione Lirica 2013 saranno accompagnate da una mostra in due tempi, Verdi al Bellini, che sarà inaugurata proprio la sera della "prima", alle 19,30 del 19 gennaio. Vi saranno esposti bozzetti e abiti di scena delle tante opere verdiane date al Teatro Massimo Bellini nei suoi 123 anni di vita. Questa prima fase è dedicata ai dodici allestimenti del Ballo che si sono succeduti al "Bellini" dal 1928 a oggi.

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Al teatro Bellini dal 22 al 27 gennaio‏ The country di Martin Crimp con Laura Morante e la regia Roberto Andò

Napoli - Martin Crimp è considerato uno dei più interessanti drammaturghi contemporanei, con grande controllo e intelligenza teatrale offre una visione critica della società postmoderna geniale e convincente. Al debutto inglese di questa enigmatica e affascinante commedia ha conquistato straordinari consensi di pubblico e critica. "Leggendo The country, dapprima nella bella traduzione di Alessandra Serra, poi nell´originale inglese - scrive Andò nelle sue note di regia - ho avuto la conferma di un autore di prima grandezza, col dono di una scrittura magistrale. Nella casa in campagna in cui ha convocato i tre personaggi della sua commedia, Corinne, Richard e Rebecca, Crimp muove il mistero a partire da un incidente che fa da antefatto all´azione.

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Pubblico numeroso al teatro Bellini per il Balletto di Mosca La Classique in Il lago dei cigni di Pëtr Il´ič Čajkovskij

Servizio di Pino Cotarelli

Napoli - Atmosfera  incantata al teatro Bellini ad opera di una delle migliori compagnie europee di danza classica,  il Balletto di Mosca "La Classique" diretto da Elik Melikov, che si è esibito nei due atti di quattro  scene de "Il lago dei cigni", con musiche di PëtrIl´ič Čajkovskij, le coreografie di Marius Petipa e le scenografie di Evgeny Gurenko; in programmazione fino al 20 gennaio. Il numeroso pubblico in prevalenza giovanile, ha alternato lunghi applausi ad attenti silenzi per seguire le splendide coreografie fatte di eteree prese aere, movenze ritmiche e quanto di più bello poteva essere esibito nella danza classica. La stupenda prestazione del balletto con una leggera prevalenza delle ballerine sui ballerini probabilmente anche voluta dal compositore, è stata  compensata dalla straordinaria funzione del giullare E.Migunov. Nel ruolo di Odette, una splendida Nadeja Ivanova, in quello di Odile l´ottima Anastasia Chumakova, mentre i due principi Siegfried sono stati interpretati da  Dmitriy Smirnov e Alexandr Tarasov.

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RADICONDOLI FESTIVAL

Premio Nico Garrone 2013 Quarta edizione

IL BANDO

Anche per questa quarta edizione del Premio Nico Garrone si aspettano le segnalazioni direttamente dal mondo del teatro, dagli artisti, ma anche da operatori, studiosi, critici, spettatori, da chi conosce da vicino, con differenti ruoli, lo spettacolo dal vivo. A partire da questa edizione il Premio subirà una lieve modifica, lasciando la continuità del Premio al Maestro ma rendendo biennale quello rivolto alla critica teatrale che si alternerà con il premio a un´opera che (saggio, video, modalità di rassegna, mostra...) abbia saputo arricchire, far crescere la cultura teatrale.

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Successo al teatro Cilea della esilarante commedia "Questo bimbo a chi lo dò" scritta e diretta da Edoardo Tartaglia

Servizio di Pino Cotarelli

 

Napoli - L´affluenza di pubblico alla divertente commedia in programmazione al teatro Cilea fino al 20 gennaio, conferma Edoardo Tartaglia come uno degli autori di spicco del teatro comico napoletano e consolida la riuscitissima accoppiata - Edoardo Tartaglia/Valeria Mazza - che attraverso la complicità e l´affiatamento di anni,  riesce questa volta a coinvolgere il pubblico su problematiche etiche cosiddette "serie"  come la "procreazione assistita", che  condita da  ilarità tipicamente  partenopea e da innumerevoli equivoci ai quali si presta la necessità di una scelta del genere, rappresenta una ottima ed esplosiva mistura per una serata di divertimento intelligente e rilassante.

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Al Piccolo Bellini "Canta o sparo" di Manlio Santanelli regia di Fabio Cocifoglia, con Antonella Morea, Roberto Azzurro, Yacoubou Ibrahim

Servizio di Daniela Morante

Napoli - E´ una pièce che vuole essere comica, grottesca e assurda nella sproporzione dei suoi elementi scenici, nella caratterizzazione dei suoi personaggi, nel testo al limite del verosimile. Il protagonista, interpretato da un bravo Roberto Azzurro, è Mister Pit, un boss italo americano che ha costruito un patrimonio sui traffici illeciti. Probabilmente ha trascorso la sua esistenza convinto che il potere dei soldi dia la felicità. Ormai è vecchio e, nonostante possa usare disinvoltamente banconote come fazzoletti klinex, è solo, impedito nei movimenti su una sedia a rotelle, con una salute cagionevole e un mondo esterno che lo aspetta con pallottole e pistole per annientarlo. Il bilancio della sua vita, dunque è fallimentare e lui si dimostra a ben ragione depresso ad un passo dalla morte attesa come unica via d´uscita.

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IL REGISTRO DEI PECCATI   di e con Moni Ovadia 

Al Teatro Bellini di Napoli dall´11 al  13 gennaio.

Servizio di Antonio Tedesco

Napoli - Più che uno spettacolo in senso classico questo, Il registro dei peccati, che Moni Ovadia, nelle vesti di autore, regista e interprete, ha presentato al Teatro Bellini si potrebbe definire quasi una chiacchierata amichevole, uno scambio di idee (certo non superficiali o occasionali) ma soprattutto, il prezioso incontro   con un maestro. Che, solo sul palco con un microfono e un leggio, sa parlare (come tutti i veri maestri) di cose importanti senza annoiare. Un uomo (difficile definirlo attore o interprete, perché in questo contesto potrebbe apparire riduttivo) che parlando dei principi fondamentali dell´esistenza e del complicato rapporto degli esseri umani con la divinità, riesce a divertire il pubblico che per due ore abbondanti lo ascolta attento e rapito. Due ore di storie, narrazioni, racconti con qualche incursione nel canto rituale ebraico e divagazioni solo apparenti che contribuiscono, in realtà, a rafforzare il tema centrale del suo discorso.

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Cinque capitoli scenici dello Stabile partenopeo

Un paio di occhiali di Anna Maria Ortese con Gaia Aprea e la regia di Luca De Fusco

15 gennaio al Ridotto del Mercadante

Napoli - Prende il via al Ridotto del Teatro Mercadante di Napoli il progetto teatrale prodotto dallo Stabile della città, Il mare non bagna Napoli, dal libro omonimo di Anna Maria Ortese, a cura di Luca De Fusco. Un ciclo in cinque capitoli scenici affidati ognuno ad un regista, tratti dai cinque racconti della scrittrice raccolti nel libro pubblicato da Einaudi nel 1953, vincitore del Premio Viareggio 1954. Il progetto partirà martedì 15 gennaio alle 21.00 con la prima nazionale di Un paio di occhiali, il racconto di apertura della raccolta, interpretato da Gaia Aprea con la regia di Luca De Fusco, che resterà in scena nella sala al primo piano del Mercadante fino a domenica 20 gennaio.

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ACQUASANTA DI EMMA DANTE

ALLA GALLERIA TOLEDO DAL 10 AL 20 GENNAIO

Servizio di Daniela Morante

Napoli - Ci sono uomini che vanno controcorrente. A loro il modo corrente di essere uomo non interessa e scelgono, per vivere secondo la propria natura, posizioni singolari di nicchia. Coerenti e solitari, ma in un certo senso felici di somigliare solo a se stessi. Il nostro protagonista nella messinscena firmata dalla Dante, è un personaggio apparentemente semplice, di origine umile ma che dimostra presto la sua sensibilità che ben si sposa con l´amore per il mare. Di esso ne segue  le correnti ora lievi ora burrascose, sicuramente più vicine ai mutamenti e alla vastità dell´animo umano. La vita di mare si sa però che è dura, e lo stesso efficacemente la rappresenta nella sua mimica, con il legaccio delle corde che fissano caviglie e busto ad un contrappeso di vere ancore.

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11 - 12 - 13 gennaio

TEATRO BOLIVAR "POCHE IDEE… MA BEN CONFUSE…" DI E CON SALVATORE GISONNA E LA REGIA DI CIRO CERUTI

Napoli -  L´autore ama definire questo spettacolo un continuo "work in progress". Il testo prende spunto dall´attualità e da tutto ciò che ci circonda, prendendo di mira la crisi economica, gli scandali, la realtà politica, ma anche episodi di vita normale, il tutto arricchito da un´accattivante e coinvolgente musicalità con un corpo di ballo di prim´ordine,  e soprattutto da Salvatore Gisonna, che porta in scena anche i personaggi che in questi anni lo hanno reso famoso al pubblico del piccolo schermo, vedi il "Postino" di Made in Sud su Raidue, Il Fonzie napoletano", il "Dj Galeazzo". Gisonna,  con il suo fare talvolta scanzonato, talvolta attoriale riesce a catturare il pubblico e portarlo in un percorso nel quale la risata grassa si alterna a quella amara.

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OTELLO  dI Shakespeare con Massimo Dapporto e la regia di Nanni Garella 

Al Teatro Mercadante di Napoli fino al  13 gennaio.

Servizio di Antonio Tedesco

Napoli - Tragedia della parola l´ha definita Agostino Lombardo. Parole che creano mondi. Mondi contrapposti che finiscono con l´annullarsi a vicenda. Un mondo di armonia e di bellezza, per Otello. Che messo alla prova, però, rivela tutta la sua fragilità. Un mondo di falsità e di calunnia, per Iago, ma altrettanto debole nella sua egoistica arroganza e nel suo sprezzante cinismo. Due espressioni opposte e complementari nelle quali si manifesta, in breve, tutta la vulnerabilità della natura umana, schiava delle illusioni, dei pregiudizi, delle passioni.

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