Martedì, 07 Aprile 2020  

Sfoglia

 

Cerca:  

 

FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO Stagione 2011/2012

Debutta in prima nazionale MALAPOLVERE veleni e antidoti per l´invisibile

Teatro Gobetti 31 gennaio - 12 febbraio

Torino - Martedì 31 gennaio 2012, alle ore 19.30, al Teatro Gobetti (Via Rossini, 12) il Teatro Stabile di Torino e l´Associazione culturale Muse presentano in prima nazionale MALAPOLVERE - veleni e antidoti per l´invisibile un progetto di Laura Curino, Lucio Diana, Alessandro Bigatti, Elisa Zanino scritto e interpretato da Laura Curino. Il titolo e lo spettacolo sono stati ispirati dalla lettura del libro Mala polvere di Silvana Mossano (Ed. Sonda, 2010). Malapolvere sarà replicato al Teatro Gobetti fino al 12 febbraio 2012.

Dopo Torino, Malapolvere  sarà rappresentato il 18 febbraio 2012 al Teatro San Filippo Neri di  Nembro (Bergamo) e dal 22 al 26 febbraio 2012 al Teatro Duse di Genova.
L´avvelenamento da amianto: una tragedia fattasi simbolo di uno dei tanti mali a cui ci si espone senza saperlo. Lo spettacolo è un canto per quegli uomini e quelle donne che si sono immolate sull´altare di una tragedia del lavoro, un sacrificio importante che potrebbe essere non solo la fine di una storia terribile, ma anche il capitolo iniziale di una storia virtuosa. Scrive Laura Curino, artista che ha fatto della pratica teatrale una modalità di espressione civile: «Casale Monferrato è una bella cittadina tra le colline e il Po, ricca di storia, d´arte e di operosità. Città di colori, il rosso dei mattoni del castello, il rosa del cotto barocco, l´oro della Sinagoga, dei campi di grano e dei biscotti, le geometrie bianche e rosse del Duomo, il bronzo delle statue e dei metalli, il verde delle colline, l´azzurro del cielo e, sì, il bianco della nebbia e della neve. Un giorno, a coprire tutto arrivò il grigio, la cipria impalpabile della mala polvere dell´Eternit, il polverino sottilissimo che si insinua dovunque trasportato dal vento, dai mezzi, dalle persone. Casale è diventata città avvelenata, città di dolore. Ma anche città di risveglio, città di coscienza, città di vita. Qui, tra le colline e il Po, si dipana nell´arco di più di cento anni, una delle storie simbolo della nostra contemporaneità; veleni in cambio di prosperità economica, fatiche e disagi al limite dell´umano in cambio di salari decorosi, fino all´assurdo scambio di malattia in cambio di "benessere". E parallelo l´altro scambio infernale: bugie o silenzio invece di verità, arroganza invece di etica, rischi mortali invece di ricerca, profitti invece di sicurezza.

Il processo Eternit, che si sta svolgendo a Torino, è il maggior processo penale che si sia mai celebrato per un disastro ambientale provocato da un luogo produttivo. Ed è attorno a questo processo, nelle persone che lo hanno voluto, nella dedizione delle famiglie, nella volontà di una intera città, che si scatena con forza l´antidoto all´indifferenza, alla menzogna e - speriamo un giorno - anche alla malattia. Quella che voglio raccontare non è solo la storia delle città dell´Eternit. È la storia tra queste due opposte energie: malefica e salvifica. È una storia di rabbia e d´amore. Amore per la vita di tutti noi».

 

FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO Stagione 2011/2012

Debutta in prima nazionale MALAPOLVERE veleni e antidoti per l´invisibile

Teatro Gobetti 31 gennaio - 12 febbraio

con Laura Curino

un progetto di Laura Curino, Lucio Diana, Alessandro Bigatti, Elisa Zanino

testo Laura Curino

scenografia e video Lucio Diana

luci Alessandro Bigatti

ricerche Luca Scarlini

musiche originali Roberto Negro

assistente alla drammaturgia Beatrice Marzorati

riprese video e montaggio Eleonora Diana

segreteria di produzione Elisa Zanino

Fondazione del Teatro Stabile di Torino

Associazione culturale Muse

 

Il titolo e lo spettacolo sono stati ispirati dalla lettura di Mala polvere di Silvana Mossano (Ed. Sonda, 2010)

 

Si ringrazia l´Associazione Familiari Vittime Amianto di Casale

 

MALAPOLVERE

Chi non conosce la verità è stolto, ma chi, conoscendola, la chiama menzogna,

è un delinquente

Bertolt Brecht

 

 

Casale Monferrato è una bella cittadina tra le colline e il Po, ricca di storia, d’arte e di operosità.

Città di colori, il rosso dei mattoni della Castello, il rosa del cotto barocco, l’oro della Sinagoga, dei campi di grano e dei biscotti, le geometrie bianche e rosse del Duomo, il bronzo delle statue e dei metalli, il verde delle colline, l’azzurro del cielo e, sì, il bianco della nebbia e della neve.

Un giorno, a coprire tutto arrivò il grigio, la cipria impalpabile della malapolvere dell’Eternit, il polverino sottilissimo che si insinua dovunque trasportato dal vento, dai mezzi, dalle persone.

Casale è oggi città avvelenata, città d’amianto, città di dolore, di morte e di paura.

Ma anche città di risveglio, città di coscienza, città di vita.

Qui, tra le colline e il Po, si dipana nell’arco di più di cento anni, una delle storie simbolo della nostra contemporaneità; veleni in cambio di prosperità economica, fatiche e disagi al limite dell’umano in cambio di salari decorosi, fino all’assurdo scambio di malattia e morte in cambio di “benessere”.

E parallelo l’altro scambio infernale: bugie o silenzio invece di verità, arroganza invece di etica, rischi mortali invece di ricerca, profitti invece di sicurezza.

Il processo Eternit, che si sta svolgendo a Torino, è la maggior causa che si sia mai celebrata per un disastro ambientale provocato da un luogo produttivo, non solo limitatamente all’amianto.

Ed è attorno a questo processo, nelle persone che lo hanno voluto, nella dedizione delle famiglie, nella volontà di una intera città, che si scatena con forza l’antidoto all’indifferenza, alla menzogna e -speriamo un giorno - anche alla malattia.

Quella che voglio raccontare non è solo la storia delle città dell’Eternit.

È la storia tra queste due opposte energie: malefica e salvifica.

E quella malefica, il vampiro che ci succhia la vita, non ha un solo volto.

Di Eternit, quel formidabile materiale da costruzione, così robusto, così eterno (che atroce ironia nel nome) c’e n’è un po’ dappertutto, e la sua polvere si è posata su chi ha lavorato in quelle fabbriche e su chi faceva il panettiere, il commesso o il carrozziere, l’industriale, l’impiegata al catasto o la maestra, sui ricchi e sui poveri, sui nonni e sui bambini, sui conservatori e sui progressisti.

Ancora oggi c’è un’infinità di tubi, tetti, strade, solai e cantine, che spolverano amianto in giro.

Sappiamo però che quando non è amianto, altri veleni subdoli ed invisibili ci strisciano accanto.

Io voglio raccontare del loro impercettibile frusciarci addosso come brezza gentile, della seduzione di cui si vestono, le buone qualità che sfoggiano, i bei colori che talvolta si portano addosso. Far risplendere le pagliuzze d’oro che li fanno scintillare come acque limpide e tranquille, dispiegare i  mantelli invisibili che li nascondono, mostrare il luccicante universo che promettono, riascoltare le voci morbide con cui sussurrano.

Vorrei mostrare come sia facile e umano cadere fra le loro braccia, e attraverso quali malìe il mostro ci tiene avvinti anche quando ormai abbiamo riconosciuto la stretta fatale.

Vorrei raccontare l’insano amore che ci fa chiudere gli occhi e non vedere, i bisogni che ci tengono legati a queste feroci amanti, moderne Circi o Sirene.

Raccontare di ìmpari duelli all’arma bianca, i terribili fendenti, i colpi a segno, ignorati, rimossi, mai puniti.

Non tacere dei medievali rimedi di fiumi di latte miracolosi, di fatture e di incantamenti.

Fino al gorgo scuro della discoperta, della rivelazione e della disperazione che segue quell’incanto.

Ho nostalgia di quando si sapeva cantare. Il perché il canto è il rito dimenticato del nostro presente.

Quando vediamo che questa guerra subdola, mai dichiarata, per quanto denunciata, continua a mietere vittime, ci ritroviamo muti.

Le parole sembrano inadeguate.

Il mostro che si è portato via il respiro dei caduti, prova a togliere fiato anche ai sopravvissuti e li lascia silenziosi, senza sapere che fare, che dire.

Così a volte si sentono sui sagrati, ai funerali, scaturire applausi chiassosi, indelicati, che si sa che sono sbagliati, ma non si sa che altro fare, se non usare il gesto di un altro rito, quello della festa, per santificare questo, quello del dolore.

Si prende a prestito dallo spettacolo quel battere le mani, perché non si sa dove trovare un gesto, uno solo, da fare tutti insieme, per sentirsi tutti, vivi e morti, vicini.

E così ognuno è solo. Nella consapevolezza, oppure nell’indifferenza, fa lo stesso.

Avviene però che a volte dal silenzio nasca una voce, poi un’altra, e poi un’altra ancora.

Voci capaci di sostenersi, di comprendersi, di contenere la paura, di piegarla ai propri intenti. Miracolose voci che sanno concertare.

Ci sono persone che raccolgono l’eredità di chi non c’è più e la mettono al servizio di chi non c’è ancora e raccontano altre storie.

Storie meravigliose e appassionate, storie generose, storie arrabbiate, storie di progetti, di futuro.

Storie che attraversano Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Svizzera, Stati Uniti, Brasile, Messico, storie che sono rimedi potenti contro le paure, le inedie, le solitudini, la confusione e il turbamento dei sopravvissuti.

Storie di gente che cerca nella giustizia, nella scienza, e anche nella gioia, gli antidoti alle male polveri delle coscienze.

Persone che amano chiamare le cose con il loro nome rendono a tutti - me compresa - meno difficile l’aprire gli occhi e smetterla di imitare gli struzzi, mettendo la testa sotto la malapolvere.

Anche a loro è dedicato questo lavoro.

 

Laura Curino

 

7 giugno 2011

 

 

INFO BIGLIETTERIA:

Biglietti: intero € 25,00

Recite: martedì e giovedì, ore 19.30; mercoledì, venerdì e sabato ore 20.45; domenica ore 15.30.

 

Biglietteria del Teatro Stabile di Torino|Teatro Gobetti - via Rossini 8, Torino - dal martedì al sabato, dalle ore 13.00 alle ore 19.00. Domenica e lunedì riposo. Tel. 011/5176246 - Numero Verde 800.235.333

 

 

Nei giorni di recita è possibile acquistare i biglietti alla cassa del teatro un´ora prima dell´inizio dello spettacolo.

 

Vendita on-line: www.teatrostabiletorino.it  

info@teatrostabiletorino.it

 

 

 

(26 gennaio 2012)


Seguici su




Consiglia questo indirizzo su Google








TUFANO ELETTRODOMESTICI



Gli speciali di Elio Barletta
"Misura per misura" di William Shakespeare al Teatro Mercadante

Napoli - Secondo una tournée che ha previsto per il 2011 anche i teatri Nuovo Giovanni da Udine di Udine (19–23 ottobre), Strehler di Milano (25 ottobre–6 novembre), Verdi di Padova (8–13 novembre), Politeama Rossetti, Stabile del Friuli di Trieste (30 novembre–4 dicembre), Carignano di Torino (6–18 dicembre), è andato in scena come secondo spettacolo stagionale, nella Sala dello Stabile di Napoli Mercadante – da mercoledì 16 a domenica 27 novembre – Misura per misura (Measure for Measure), l´opera teatrale che William Shakespeare scrisse nel 1604... Leggi

Menoventi vince Rete Critica, il premio assegnato dai blog e dai siti di informazione e critica teatrale

Il voto su Facebook premia invece Ricci-Forte

La prima edizione premio Rete Critica, assegnato dai siti e dai blog di teatro italiani, è andato al gruppo Menoventi, che con 13 voti l´ha spuntata su un´altra giovane compagnia, Ricci-Forte (10 voti). Leggi

Radio3 Rai alla trasmissione Chiodo fisso, per il ciclo di racconti dedicato questo mese ai mestieri del teatro, andrà in onda "a teatro – L´ufficio stampa" con Sergio Marra (nella foto)

"Chiodo fisso è uno spazio, in onda dal lunedì al venerdì alle 10.50 su Radio3, che offre nella sua brevità la tensione narrativa di un racconto. Ogni mese "chiodo fisso" batte su un tema. Ogni giorno torna sullo stesso tema, ma nella chiave sempre diversa del protagonista di quella singola puntata."

tutto su www.radio3.rai.it/ 

TEATRO CILEA
dal 18 novembre 2011

Gianfranco Gallo Massimiliano Gallo Patrizio Rispo
FELICI IN CIRCOSTANZE MISTERIOSE

Napoli – Teatro Cilea. "Felici in circostanze misteriose" è una commedia che  tratta il tema del rifiuto radicato in ognuno di noi verso tutto ciò che è diverso. Quel che la rende particolare, a mio avviso, è che usa i mezzi di un finto universo minimalista,riconoscibili nell´apparente ordinarietà dei personaggi, allo scopo di spiazzare lo spettatore e lasciargli spazio. LEGGI

IN MEMORIA - 63 ANNI DOPO

Irena Sendler  

Poco tempo fa è venuta a mancare  una signora di 98 anni di nome Irena. Durante la seconda guerra mondiale,  Irena portò in salvo migliaia di neonati nascondendoli nel fondo della sua cassetta degli attrezzi. Riuscì a salvare 2500 tra bambini. Leggi 

Teatro Totò
Fino a domenica 20 novembre 2011
LA PAURA CHE TI FAI
SVEGLIA E VINCI
di Eduardo Tartaglia
leggi

Teatro Galleria Toledo

8 – 13 novembre 2011

RICCARDO III, invito a corte

Napoli - Una scalata ripida. Continuamente in bilico, Riccardo tenta l´ascesa "La storia feudale è una grande scala sulla quale sfila ininterrottamente il corteo regale. Ogni scalino, ogni passo verso l´alto è contrassegnato dal delitto, dall´inganno, dal tradimento. Ogni gradino, ogni passo verso l´alto avvicina al trono o lo consolida…" (Jan Kott). Leggi

Festival Laboratorio Interculturale di Pratiche Teatrali dal 29 ottobre al 5 novembre, Teatro Potlach
leggi

Venerdì 4 novembre 2011, Teatro Nuovo di Napoli Maria Paiato in Anna Cappelli, uno studio di Annibale Ruccello La storia di una passione senza ritorno, con la regia di Pierpaolo Sepe, e l´opera dell´artista Gloria Pastore, per il secondo appuntamento del progetto EraEva
leggi

Giovedì 20 e 27 ore 17.30 | domenica 23 e 30 ore 18.00
LA CASA DI BERNARDA ALBA 
liberamente ispirato a "la casa dsi bernarda alba" di Federico Garcìa Lorca
Teatro Mercadante | stanza blu
Le Nuvole e Teatro Stabile Napoli, dagli 8 anni

Riparte la nuova stagione teatrale rivolese realizzata da ACTI Teatri Indipendenti

La stagione rivolese, con la direzione artistica di Beppe Rosso, propone spettacoli di rilievo nazionale tra tradizione e nuova drammaturgia. Ad aprire il 9 novembre BERGONZONI con il suo "Urge".
Leggi

Sala Teatro Ichos

"Denuncia alla vita" scritto, diretto, interpretato da Alessandro Mele

 Un concentrato di tematiche a sfondo sociale in cui si narra la storia di un ragazzo di 25 anni che la notte della vigilia di Natale sporge la denuncia più importante della sua vita. Dal 28 al 30 ottobre

OFFICINATEATRO 30 OTTOBRE: IAIA FORTE in INTERNO FAMILIARE

Stefan Anton Reck dirige l´Orchestra della Fondazione Petruzzelli


Bari - Domenica 30 ottobre alle 21.00 il maestro Stefan Anton Reck condurrà l´Orchestra della Fondazione Petruzzelli in un concerto tutto dedicato al grande Ludwig van Beethoven (1770-1827). Leggi

Omaggio ad un intellettuale illustre

© Da "Poesie Italiane"
Avemmo il dono delle mani e della parola dopodiché ci illudemmo di poterci distinguere dal regno degli animali e di pareggiare nel diventare umani con la potenza degli dei ma siamo rimasti schiavi di un istinto primordiale su cui prese corpo la famigerata legge della giungla le cui vestigia invano furono mutate poichè la bestia sotto altre forme si rigenerava schiacciando con i suoi artigli quanto di umano rimaneva in vita.
Raimondo Curci

Teatro Massimo Bellini Catania

GRANDI NOMI DEL CONCERTISMO INTERNAZIONALE
NELLA STAGIONE SINFONICA 2011-2012
Vedi

         RIDOTTO
Quinta di copertina
Lettura di testi letterari con Livia e Manlio Santanelli

Il prossimo incontro è previsto per il giorno 31 ottobre 2011, sempre alle ore 18. Nel solito luogo di culto narrativo; e, come molti di voi già sapranno, prevede le vostre riflessioni sull’epistola di “Tarchetti a Fosca” (vulgo “Fosca” di Igino Ugo Tarchetti).

DEPORTADOS
Studio su Elettra e Ecuba
Napoli Teatro Il Primo, novembre 2011 - aprile 2012
Laboratorio di Arnolfo Petri

Napoli - Arnolfo Petri dirige un progetto drammaturgico che fa riferimento solo di sfondo alla grande tragedia classica, e sceglie come filo conduttore il tema “della deportazione culturale”
leggi


 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Homo Page