Lunedì, 23 Novembre 2020  

Sfoglia

 

Cerca:  

 
Gli speciali di Elio Barletta

Mercadet l´Affarista (Mercadet le faiseur) di Honoré de Balzac

Napoli - In scena al Mercadante  – da mercoledì 7 a domenica 18 dicembre – per il terzo appuntamento in cartellone è comparso Mercadet L´Affarista di Honoré de Balzac, uno spettacolo la cui lunga tournée si protrae dalla scorsa stagione teatrale. Infatti – non tenendo conto delle soste di qualche giorno in sale minori – già per il 2010/2011, ha interessato lo Stabile di Catania (22 febbraio–6 marzo), l´Alessandro Bonci di Cesena (10–13 marzo), il Politeama Rossetti di Trieste (22–27 marzo), il Nuovo Giovanni da Udine di Udine (30 marzo–2 aprile) mentre, per il 2011/2012, si sta spostando al Della Corte di Genova (25 ottobre–5 novembre), al Quirino di Roma (1–20 novenbre), al Goldoni di Venezia (23–27 novembre), al La Pergola di Firenze (29 novembre–4 dicembre), al Vittorio Emanuele di Messina (4–8 gennaio), all´Apollo di Crotone (9–10 gennaio), all´Auditorium Santa Chiara di Trento (12–15 gennaio),  al Sociale di Brescia (25–29 gennaio), al Carignano di Torino (5–10 aprile).   

Con la coproduzione di Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Calabria e Teatro Quirino – Vittorio Gassman, la commedia si avvale della traduzione di Alberto Bassetti, della direzione di Antonio Calenda (regia) e dell´interpretazione di Geppy Gleijeses (attore protagonista). Si muovono in scena, in ordine d´apparizione: Antonio Tallura (Brédif), Geppy Gleijeses (Auguste Mercadet), Piergiorgio Fasolo (Justin, maggiordomo), Marianella Bargilli  (Julie Mercadet, figlia di Auguste), Paila Pavese (Madame Mercadet, moglie di Auguste), Osvaldo Ruggieri (Goulard, creditore), Francesco Benedetto (Pierquin, usuraio), Alfonso Veneroso (Verdelin, amico di Auguste), Adriano Braidotti (Adolphe Minard, contabile), Ferruccio Ferrante (Mericourt, amico di de la Brive), Jacopo Venturiero (Michinnin de la Brive, profittatore), Antonio Ferrante (Berchut). Collaborano per la parte tecnica Pier Paolo Bisleri (scene), Carla Teti (costumi), Germano Mazzocchetti (musiche), Nino Napoletano (luci).   

Molti giornali editi in stampa ed on line – ivi compresa l´apposita rassegna di Teatrocult – si sono soffermati sull´avvenimento. Esso è servito ad avvicinare il grande pubblico della prosa ad uno dei più noti e fervidi romanzieri dell´800, quel Honoré de Balzac nato il 20 maggio 1799 a Tours, popoloso comune capitale del dipartimento Indre e Loira della Francia centro-occidentale, incluso fra le Città e Terre d´arte e storia ( Ville d´Art et d´Histoire). La sua famiglia abbastanza agiata della media borghesia soltanto nel 1830 aggiunse il "de" al suo cognome. Primo di quattro figli maschi  studiò in collegio a Vendτme, a Tours, a Parigi, dove, trasferitosi con la famiglia, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza, lavorò come scrivano nello studio notarile di tale Jules Janin, per poi scoprire a vent´anni la vocazione letteraria che lo portò a diventare – in un´esistenza densa di difficoltà, insuccessi, indigenze, passioni, viaggi, guadagni, dissipazioni – un autentico maestro del romanzo realista francese del secolo XIX. Morì il 18 agosto 1850 a Parigi – non per l´affaticamento nello scrivere, come si ritenne per un certo periodo, ma per una peritonite trasformata in cancrena – e l´orazione funebre alla sua sepoltura fu tenuta da Victor Hugo, nel cimitero Père Lachaise.

Ci permettiamo però di omettere l´aggiunta della qualifica di  "drammaturgo" per due ragioni, una delle quali è legata alla riflessione  ché il Balzac, nei suoi soli 51 anni di esistenza, riuscì a dedicare al teatro soltanto questa commedia – unanimemente stimata come una delle migliori del tempo moderno – ma pur sempre unica e raramente rappresentata. Si devono infatti trascurare altre sue creazioni che non ebbero esiti positivi. La tragedia in versi, Cromwell, ed il romanzo filosofico, Sténie, scritti negli anni giovanili, riportarono due clamorosi insuccessi che lo indussero per vari anni a fare il giornalista, l´editore, il tipografo ed lo scrittore di narrativa mimetizzato da vari pseudonimi. Analoghi sfortunati suoi tentativi teatrali si registrarono negli ultimi anni di vita. In particolare il Vautrin del 1840, di cui fu persino proibita la rappresentazione, mentre Mercadet le faiseur, dopo vari e vani tentativi, fu messo in scena soltanto un anno dopo la sua scomparsa, nel 1851. Quando però ciò avvenne il favore della critica e del pubblico fu tale che si superarono le cento repliche al Gymnase di Parigi. Tale successo fu all´epoca essenzialmente procurato dalla novità del contenuto, una trama interamente concentrata sulla completa disponibilità del protagonista al malaffare ed alla corruttela della società francese dell´epoca. Analogo successo, sebbene in forma più contenuta e meditata, si rinnova oggi qui da noi – in Italia ed, in particolare, a Napoli – per la stupefacente identificazione che un racconto di 160 anni fa trova nella realtà quotidiana che ci circonda e ci deprime.  

La trama si articola intorno ad August Mercadet – geniale ed irriducibile malandrino – che vive con l´unico maniacale intento di intuire tutte le situazioni da cui trarre immediati vantaggi prevalentemente illeciti, di speculare su dati di fatto del tutto falsi da lui stesso presentati come ineccepibilmente veri, di assecondare la propria insaziabile libidine di guadagno giocando in Borsa con il denaro altrui. Intanto  è ormai sull´orlo della bancarotta, una crisi che, quando non riesce a negarla, imputa alla partenza di un fantomatico socio Godeau – a suo dire andato via con la cassa a cercar fortuna nelle Indie – di cui non si sa più nulla. Assediato dai creditori – che  però sa ancora fronteggiare grazie al suo innato talento nella conduzione di trattative fraudolente – riesce di volta in volta ad assumere atteggiamenti mutevoli, basati sul nulla, convinto che nel mondo degli affari conti l´immagine e non la sostanza. Ma nell´attesa del ritorno di Godeau, Mercadet non resta passivo come avviene per l´analogo, quasi omonimo eroe di beckettiana memoria. Ritenendo che il denaro sia l´unico motore della società moderna e l´onore sia esclusivamente fondato sull´apparenza, usa Madame la consorte quale specchietto per le allodole della propria fortuna. La costringe ad essere costantemente agghindata per ogni eventuale avvenimento della società mondana, consapevole che il lusso sbandierato da una moglie sia il più affidabile indice di valutazione della fortuna del marito. Riesce così a far credere ai propri creditori – più sensibili di lui ai facili guadagni – di navigare nella più favorevole agiatezza. Ne ottiene pertanto le loro azioni, alle quali addirittura aggiunge i risparmi dei suoi servitori che impiegherà nei vari intrallazzi speculativi. Sempre ostentando ricchezza cerca di maritare sua figlia Julie – abbastanza brutta ed imbranata –  con un certo signor De la Brive che ritiene ricco. Invece costui – sotto le spoglie di uno svampito bellimbusto – è  un autentico imbroglione che, sotto altro nome, è ben noto ad uno stuolo di debitori che gli dà la caccia. Si fa credere innammorato e facoltoso pretendente di Julie perché – ritenendo a sua volta che il padre sia ricco – spera di rimettersi economicamente in sesto sposandola. Ma Mercadet, schiacciato dalle tante e crescenti difficoltà, riuscirà ancora una volta a trovare lo spunto vincente – questa volta decisivo – inventandosi il ritorno del suo socio. Alla notizia si genera infatti un fitto gioco di vendite d´azioni sottobanco miranti a comprare azioni in ribasso per poi rivenderle in rialzo, durante il quale è più volte dato per imminente l´arrivo, da tutti sperato ma falso, di Godeau. E il denaro sufficiente per saldare i debiti esistenti e rimettere economicamente in sella l´Affarista esce inaspettatamente fuori. Non lo procura il socio immaginario, bensì il padre di Adolphe, il giovane contabile che – frequentando rispettosamente casa Mercadet – ha più volte manifestato il suo amore per Julie, dalla quale è pure ricambiato. In un finale oltremodo tipico di commedia a lieto fine si ha un riequilibrio anche sul piano della morale: Mercadet, sollecitato dalla moglie ed indotto dalle vicissitudini incontrate a cambiare decisamente vita, annuncia che si ritirerà in campagna con la consorte per iniziare un´esistenza diversa. A tal proposito vale la pena di ricordare la gustosa e significativa battuta che la moglie di Mercadet rivolge più di una volta al marito e a De la Brive: «Perché non vi trovate un lavoro onesto?». Al che entrambi rispondono con stupito sgomento: «Un lavoro?»

Se tale sorprendente annuncio sarà puntualmente rispettato – considerato il personaggio – è un dubbio  che l´autore ha lasciato agli spettatori di ogni epoca. Poco prima di morire, Honoré de Balzac così scrisse sull´argomento: «Ah! Conoscete la nostra epoca! Oggi, signora, tutti i sentimenti svaniscono e il denaro li sospinge. Non esistono più interessi perché non esiste più la famiglia, ma solo individui! Vedete! L´avvenire di ciascuno è in una cassa pubblica (…) Vendete gesso per zucchero: se riuscite a far fortuna senza suscitare lamentele, diventate deputato, pari di Francia o ministro!»

La netta ed amara ironia insita in tali affermazioni porta alla sorprendente conclusione che aspetti negativi della società francese del 1840 possono pari pari trasporsi nella società italiana d´oggi. Antonio Calenda il regista  teatrale salernitano laureato in Filosofia del diritto – uno dei più prolifici del panorama italiano – che, dopo il progetto di ricerca del Teatro Sperimentale Centouno vissuto con Gigi Proietti,  Virginio Gazzolo, Piera Degli Esposti e Francesca Benedetti, i nove anni del Teatro Stabile dell´Aquila,  i lavori della drammaturgia classica, contemporanea e propria, la direzione dal 1995 del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, è tornato con Mercadet l´Affarista a dirigere una commedia, ha aggiunto:

«La commedia di Balzac possiede una stringente attualità, un incredibile impatto sul lettore contemporaneo, poiché tratta temi molto sentiti, come la frenesia e l´immoralità delle speculazioni economiche, lo spietato gioco delle Borse, il mondo losco e cinico degli affari. Proprio il modo incisivo, realistico e allo stesso tempo molto ironico in cui l´autore raffigura questo universo ambiguo, e la sua perfetta, significativa attinenza con il nostro presente mi ha indotto, assieme a Geppy Gleijeses, a incentrare su questo testo un nuovo progetto di produzione».

L´intenzione del regista di rendere anche con l´immagine l´impostazione dell´autore si è concretizzata nella scenografia di Pier Paolo Bisleri: uno sfavillante e lussuoso lampadario pendente al centro, su  un gran numero di mobili, delle più diverse dimensioni – prevalentemente armadi – disposti in file parallele tutt´intorno servono a dare l´idea dell´accaparramento smisurato.

Geppy Gleijeses – nell´assumere una parte che automaticamente riporta  col ricordo all´ultimo, indimenticabile Mercadet interpretato, quasi 50 anni fa, da Tino Buazzelli. – dal canto suo ha commentato: «Il personaggio che interpreto è straordinario una figura gigantesca, pantagruelica e grottesca che si muove tra malinconia, divertimento e sopraffazione, con la possibilità di ribaltare continuamente la situazione in cui si trova a vivere.» La sua nota versatilità e le sue notevoli risorse interpretative gli fanno vivere egregiamente un personaggio monomaniaco, vigoroso, geniale, cialtrone, eccezionale, come Mercadet. Già di per sé simpatico e comunicativo, più volte suscita, nella recitazione, l´applauso del pubblico a scena aperta. Non c´è che da dir bene degli altri attori, anche se in tutti – compreso Gleijeses  - è abbastanza evidente un marcato aspetto caricaturale. Specialmente Marianella Bargilli,  si è dovuta sottoporre ad una doppia costrizione per diventare brutta, quella riguardante l´abbigliamento ridicolmente infantile e quella dell´impostazione goffa dei movimenti e della voce. Il risultato è che della giovane Julie si dà la prerogativa di essere stupida quando invece non lo è affatto, anzi – nella dolcezza del carattere e per la delicatezza dei sentimenti espressi – è l´unica a veder chiaro ciò che sta avvenendo.  

Scrittore prolifico, ha elaborato un´opera monumentale - la Commedia umana - ciclo di numerosi romanzi e racconti che hanno l´obiettivo all´autore o, come ha detto più volte l´autore stesso, di "fare concorrenza allo stato civile".

Dopo ben due ore di spettacolo comprensive di intervallo, gli spettatori hanno ripetutamente applaudito gli attori, particolarmente l´ottimo Gleijeses.

Peccato che l´unica opera teatrale di successo di Honoré de Balzac non faccia prendere coscienza alla gran parte dei presenti della grandiosità di quell´autentico colosso narrativo che il romanziere concepì e realizzò – ma  non fece purtroppo in tempo a completare – e che resta unico nella storia della letteratura universale. Ci riferiamo a La Commedia umana (La Comédie humaine) – la raccolta sistematica ed organizzata di ben 137 opere, in altrettanti libri, costituite da romanzi realistici, fantastici e filosofici, racconti, saggi, studi analitici e novelle, raggruppate in un solo titolo secondo le edizioni e classificate per ambiente sociale, luoghi geografici, categorie psicologiche (scene di vita privata, scene della vita di provincia) riunite in insiemi generici (studi di costume, studi analitici, studi filosofici) – avente l´obiettivo di descrivere in modo quasi esaustivo la società francese contemporanea. Questa riflessione rappresenta il secondo motivo che ci ha impedito di definire Balzac un drammaturgo. Basta e avanza, per noi, riconoscerlo uno dei più grandi "narratori" di tutti i tempi.

 

(19 dicembre 2011)

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Servizi precedenti

"La casa di Bernarda Alba" di Garcìa Lorca
"Misura per misura" di William Shakespeare







 



Luigi De Filippo assume la direzione artistica del Teatro Parioli di Roma

"Perché a Roma e non a Napoli? Non per fare un "dispetto" a Napoli, ma perché qui mi è stata offerta questa opportunità"

Roma, 16 settembre 2011 - Cari Amici, da qualche giorno ho assunto la Direzione Artistica del Teatro Parioli di Roma che dedico a mio padre Peppino De Filippo, grande attore e commediografo. Perché a Roma e non a Napoli? Non per fare un "dispetto" a Napoli, ma perché qui mi è stata offerta questa opportunità ed allora ho voluto rendere omaggio alla fantasia ed alla creatività artistica della mia città, unica e non omologabile, e che qui a Roma ha sempre ricevuto simpatia e consensi A noi De Filippo la nostra cara Napoli ci ha dato i natali e l´ispirazione, Roma ha consacrato i nostri successi. leggi

LA COMPAGNIA IL GUAZZABUGLIO PRESENTA "ATTERRAGGIO DI FORTUNA" DI COLOMBA ROSARIA ANDOLFI leggi

Omaggio ai bambini senza terra nella giornata della memoria di Le Nuvole di Napoli

Recita unica giovedì 26 gennaio 2012 Le Nuvole di Napoli con "Tamburò"


Napoli - Il viaggio dei Kasciubi per fuggire alla guerra sarà il tema dello spettacolo TAMBURO´ in scena al Teatro Le Nuvole di Napoli giovedì 26 gennaio 2012 alle ore 10.00 in una recita riservata agli studenti dai 7 anni per non dimenticare i popoli della storia alla ricerca di una terra in occasione della "giornata della memoria". LEGGI

L´ASTICE AL VELENO commedia in due atti scritta e diretta da VINCENZO SALEMME

Al Teatro Manzoni dal 1 al 5 febbraio 2012

Milano - Dopo il successo record cui l´anno scorso è andato incontro (ben 105.000 spettatori per 129 repliche), che continua immutato in questa stagione, impossibile non riprendere, anche se per poche recite, "L´astice al veleno", l´ultima commedia del prolifico Vincenzo Salemme. La più scanzonata e allegra che l´attore dirige e interpreta insieme alla sua affiatata Compagnia, si basa come sempre su un meccanismo comico farsesco, che è la cifra dell´autore, e porta in sé i caratteri della commedia brillante e romantica. leggi

DUE TEATRI UN REGISTA

NAPOLI TEATRO 1963 – 1985

Mostra documentaria a cura di Giovanni Girosi e Paola Visone

Accademia di belle Arti di Napoli dal 24 gennaio all´8 marzo 2012


Napoli - Accademia di Belle Arti di Napoli – Ass, Scena Sperimentale Gennaro Vitiello presentano martedì 24 gennaio 2012 – ore 17.30 DUE TEATRI UN REGISTA. NAPOLI TEATRO 1963-1985 Una mostra documentaria su Gennaro Vitiello dal Teatro Esse a Libera Scena Ensemble a cura di Giovanni Girosi e Paola Visone. Sarà inaugurata martedì 24 gennaio p.v., per il ciclo di mostre "I Maestri dell´Accademia" all´Accademia di Belle Arti di Napoli (Via Bellini 36/via Costantinopoli 107) – diretta da Giovanna Cassese e presieduta da Sergio Sciarelli – "Due Teatri Un Regista. Napoli Teatro 1963-1985", l´esposizione dedicata al regista d´avanguardia Gennaro Vitiello. leggi

Teatro di San Carlo
Il coinvolgente Prof. Flavio Caroli e un esclusivo spettacolo di Danza con
coreografie di Nacho Duato e Alessandra Panzavolta per avvicinarsi alle infinite forme dell´amore

Napoli - In occasione della messa in scena dello spettacolo di Danza "L´Amore e il Disamore" presso lo splendido Teatrino di Corte di Palazzo Reale recentemente restaurato, il Teatro di San Carlo dedica una serata al più nobile dei sentimenti. Martedì 24 gennaio (ore 18.00) presso il Teatrino di Corte di Palazzo Reale, il Prof. Flavio Caroli, ordinario di Storia dell´Arte Moderna presso il Politecnico di Milano e noto al grande pubblico come ospite fisso del programma "Che tempo che fa" condotto su Rai Tre da Fabio Fazio, terrà una lezione sulla rappresentazione dell´amore nell´arte occidentale. leggi


Arnolfo Petri
IL TEATRO DELL´ANIMA
Mondadori di Napoli il 10 gen ore 18
Con Pasquale Sabbatino
Sarà presente l´autore
leggi
Teatro Sancarluccio 12 gennaio "Nel nome del padre" con Terry Paternoster

Napoli - FINALISTA PREMIO CALCANTE - SIAE PER LA DRAMMATURGIA 2011. "Una donna quando nasce è già una donna, anche se agli occhi di una mamma è sempre una bambina". Un monologo acuto e struggente che vede l´attrice-autrice incarnare tre generazioni di donne, vittime di una violenza efferata e crudele che si consuma fra le mura domestiche; una violenza taciuta, intorno a cui si costruiscono menzogne e tormenti. leggi  guarda il video

ANTIGONE OVVERO UNA STRATEGIA DEL RITO (CTB Teatro Stabile di Brescia in collaborazione con Le Belle Bandiere) in programmazione il 26 gennaio per RIVOLI TEATRO 11.12.
I CORSIVI DI ELDORADO
Appartenimmo ´a morte (dell´Arte)!
Niente, … non ci sta da far Niente. Sono impegnato tutto il giorno a non far Niente. E´ dura, ma cerco di non fare Niente. Non bisogna far assolutamente Nulla, dico nulla, una parola sola. E basta! Bisogna rispettare i tempi. Specie se si va a "che tempo che fa", da Fabio Fazio, il sabato sera. Lo consiglia, anche agli irriducibili architetti nostrani d´età accademica inoltrata, Ettore Scola, un grande vecchio del nostro cinema che fu. leggi

Teatro Manzoni "Cin Ci La"
7 e 8 gennaio
  

Milano - Il 7 e 8 gennaio "Cin Ci Là" di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato, le sue scintillanti musiche  e refrain che non si dimenticano, si salta quindi nella città di Macao dove il buffo Petit-Gris (Umberto Scida) e la conturbante Cin Ci Là (Elena D´Angelo) viaggeranno tra le antichissime tradizioni cinesi per aiutare due principini un pò "imbranati". leggi

TEATRO MESSIMO BELLINI

STAGIONE 2012

Catania - gennaio 15, 17, 18, 19, 22, 24, 25

CARMEN di Georges Bizet Regia di Vincenzo Pirrotta Direttore Will Humburg

Il Teatro Stabile di Torino nella Stagione 2011/2012 riprende lo spettacolo SIGNORINA GIULIA di August Strindberg

Torino - Il Teatro Stabile nella Stagione 2011/2012 SIGNORINA GIULIA di August Strindberg, per la regia di Valter Malosti e con l´interpretazione di Valeria Solarino (Signorina Giulia), Valter Malosti (Giovanni), Federica Fracassi (Cristina). Lo spettacolo, coprodotto dallo Stabile di Torino e dal Teatro di Dioniso, nel 2012 sarà in tournée in Italia dall´11 gennaio al 7 marzo.

Gli speciali di Elio Barletta

Mercadet l’Affarista (Mercadet le faiseur) di Honoré de Balzac

Napoli - In scena al Mercadante  – da mercoledì 7 a domenica 18 dicembre – per il terzo appuntamento in cartellone è comparso Mercadet L´Affarista di Honoré de Balzac, uno spettacolo la cui lunga tournée si protrae dalla scorsa stagione teatrale. Infatti – non tenendo conto delle soste di qualche giorno in sale minori – già per il 2010/2011, ha interessato lo Stabile di Catania (22 febbraio–6 marzo). Leggi

FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO Stagione 2011/2012

Teatro Carignano 10 - 22 gennaio 2012 ELEKTRA di Hugo von Hofmannsthal

Torino - Martedì 10 gennaio 2012, debutterà, alle ore 19.30, al Teatro Carignano di Torino (piazza Carignano, 6) ELEKTRA di Hugo von Hofmannsthal (nella foto), con la traduzione e la regia di Carmelo Rifici. Protagonista Elisabetta Pozzi affiancata in scena da  (in ordine alfabetico) Alberto Fasoli, Mariangela Granelli, Massimo Nicolini, Marta Richeldi e Francesca Botti, Giovanna Mangiù, Silvia Masotti, Chiara Saleri, Lucia Schierano. Leggi

TEATRO PETRUZZELLI

Bari - Gennaio 2012, i
naugurazione Stagione d´Opera: Carmen di Georges Bizet. Nuova Coproduzione della Fondazione Petruzzelli con il Festival di Castleton (Virginia). Direttore Lorin Maazel, regia William Kerley

Paolo Rossi al Teatrino di Corte del Teatro San Carlo di Napoli dal 6 al 16 dicembre con "Il Marito Disperato" di Domenico Cimarosa
Leggi recensione

Napoli - Grande attesa per la seconda tappa della Stagione Operistica 2011/2012 del Teatro di San Carlo. Le tavole di legno del Teatrino di Corte ospiteranno la nuova avventura registica dell´irriverente comico nazionale, impegnato nella rilettura de Il Marito Disperato di Domenico Cimarosa. Paolo Rossi sarà presente fisicamente in scena per dirigere dal vivo lo spettacolo. Leggi

NOZE LIVE BAND al teatro Bellini di Napoli

Servizio di Daniela Morante
Leggi

Catania - Giovedì 22 dicembre 2011 ore 21 (turno A), venerdì 23 dicembre 2011 ore 17.30 (turno B). Concerto sinfonico, direttore Will Humburg, violinista Uto Ughi

Programma: LUDWIG VAN BEETHOVEN Romanza n. 2 in fa magg., per violino e orchestra, op. 50; FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY Concerto in mi min., per violino e orchestra, op. 64; CΙSAR FRANCK Sinfonia in re min.

 

“DON GIOVANNI” di W.A. Mozart
opera inaugurale della Stagione 2011/12 del Teatro alla Scala

direttore DANIEL BARENBOIM

regia ROBERT CARSEN
LEGGI



 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Homo Page