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Allo Spazio Nea un nuovo format drammaturgico del critico Gianmarco Cesario

Autori a confronto e il pubblico che vota: ecco "Teatro match"

Servizio di Pino Cotarelli



Napoli - Completamente ideato, realizzato e diretto da Gianmarco Cesario, Teatro Match rappresenta il luogo ideale per il confronto illimitato fra modalità teatrali, fra assonanze e dissonanze di autori diversi, fra passato riproposto e presente contemporaneo, un esame critico della retorica teatrale organizzato in un gioco in cui le parti in causa: critici, attori ed autori teatrali si contendono il favore del pubblico, a sua volta coinvolto nello spettacolo, che dovrà individuare il vincitore fra due autori messi a confronto, in questa interazione che permette la prossimità con pilastri della storia del teatro, la partecipazione ad uno spettacolo nuovo e stimolante e una lezione di critica teatrale che senza dubbio arricchisce.

Gianmarco Cesario, critico teatrale,  direttore già di Teatro.org, ed ora di CorriereSpettacolo, docente di Drammaturgia e Drammatizzazione e delle discipline di Storia del Teatro (presso l´Accademia Vesuviana di Teatro e l´Università Popolare di Arte e Musical), non è nuovo a scommesse del genere (vedi Festival del corto La Corte della Formica), ha ideato questo format (partito il 21 ottobre scorso), che ha luogo il lunedì sera (alle 19,30) presso lo Spazio Nea di Napoli (piazza Bellini 59). Otto coppie di grandi drammaturghi come: Euripide e John Ford, Molière e Goldoni, Sir Oscar Wilde e Federico Garcìa Lorca, Cechov e Pirandello, August Strindberg e Tennessee Williams, Harold Pinter e Giuseppe Patroni Griffi, Pasolini e Brecht, Eduardo e Viviani, di volta in volta rappresentati dalla lettura di passi delle loro opere fatte da attori del calibro di Patrizio Rispo, Imma Villa, Gea Martire, Cristina Donadio, Francesco Paolantoni, Lucio Allocca, Riccardo Polizzy Carbonelli, e difesi da critici teatrali come Giulio Baffi (La Repubblica), Stefano De Stefano (Corriere del Mezzogiorno), Giuseppe Giorgio e Angela Di Maso (Roma), o docenti universitari quali Ettore Massarese, Roberto D´Avascio, Paolo Sommaiuolo, o Francesco De Cristofaro. Sul palcoscenico quindi per una sfida senza esclusione di colpi per i sedici autori selezionati.

 

Gianmarco Cesario, come mai una proposta di teatro così diversa?

L´idea nasce dall´esigenza di avvicinare il pubblico, soprattutto quello dei più giovani, al teatro, oggi ingiustamente ritenuta un´arte noiosa o comunque poco avvincente.

Teatro Match consiste semplicemente in una gara nella quale tutto il pubblico che assiste al Match è chiamato a votare per l´autore che più lo appassiona, grazie agli interventi esplicativi degli esperti e alle interpretazioni degli attori che leggono, di volta in volta, brani da un´opera di ognuno dei due autori in gara, e, subito dopo la serata allo Spazio Nea, la votazione prosegue su Facebook, riservata a tutti coloro che si iscrivono al gruppo Teatro Match.

 

Si aspettava di incontrare il favore del pubblico, degli attori e dei critici?

Sinceramente ci speravo ma non credevo che, nel suo piccolo, Teatro Match riscuotesse tanto successo, da essere considerato un piccolo cult. È un punto di vero orgoglio vedere tanti giovani, soprattutto, affollare lo Spazio Nea per assistere a questa "tetragonia" contemporanea.

 

Può affermarsi come un nuovo genere di teatro?

No, io credo che il teatro si debba esprimere con la sacralità che merita. Teatro Match è, e deve rimanere, un modo divertente per far venire la curiosità di andare a vedere in teatro quegli autori che noi presentiamo nel corso delle nostre serata.

 

Questa formula non esclude confronti su altri generi?

In effetti sto pensando ad altri tipi di Match che vedano a confronto altre forme d´arte, magari con formule leggermente modificate.

 

Del tipo?

Musica, Letteratura, Cinema sono quelle che mi vengono in mente più facilmente.

 

L´approccio alla Tv richiederebbe correzioni?

Alla Tv ci stiamo effettivamente pensando, delle video riprese da trasmettere attraverso una web tv, così da consentire agli utenti della rete di assistere ai match e poter votare su Facebook con maggior consapevolezza.

 

Un´occasione per i critici teatrali di esibirsi?

Non la vedo come un´occasione di esibizione, ma come un´ occasione che si dà, con la collaborazione, per l´appunto, di critici ed esperti di teatro, di mettere a disposizione del pubblico le proprie competenze. Certo è divertente vedere lo spirito con cui si abbandonano spinti dalla passione per i loro autori di riferimento a coinvolgere gli astanti.

Ha sempre affiancato iniziative che aiutassero i   giovani,   quali   opportunità   con   questo format?

In questo caso i giovani sono soprattutto i nostri spettatori,  ma  anche  molti  giovani  attori  che affiancano quelli più esperti, ed è bello per loro, credo, potersi misurare coi grandi della letteratura teatrale.

 

Crede che possa essere utile anche ad autori non conosciuti questo confronto?

Se per autori non conosciuti s´intende quelli viventi, allora dico subito che non è, almeno per ora, nostro interesse far gareggiare autori che si troverebbero coinvolti in una tenzone così in prima persona. Se invece è riferito a quegli autori classici che non trovano grandi spazi nella programmazione dei teatri, a volte solo per una questione di moda, allora credo che sia proprio questo il senso della nostra operazione, che troverà, nella prossima edizione, in autori meno celebrati gran parte dei nomi che metteremo in gara.

 

Cosa vorrebbe che rimanesse di Teatro Match al pubblico?

L´interesse, e, perché no, l´amore per il teatro e la sua letteratura, e, come già ho detto, aiutare a capire i grandi autori, ad amarli e andarli a ritrovare in teatro con maggiore consapevolezza.

 

 

9 gennaio 2014





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