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Il Nuovo Teatro San Carlino di Lucia Oreto esordisce con "Pulcinella vendicato dagli incanti di Virgilio in un uovo di Sirena" nella Chiesa di San Biagio Maggiore a Napoli 

Servizio di Maurizio Vitiello

Sabato 23 novembre 2013, alle ore 18.00, conferenza stampa di presentazione dello spettacolo, per conto de Il Nuovo Teatro San Carlino di Lucia Oreto, nella Chiesa di San Biagio Maggiore, angolo tra Via San Gregorio Armeno e Via San Biagio dei Librai, "Pulcinella vendicato dagli incanti di Virgilio in un uovo di Sirena". 

Il 9 aprile 2013 avevamo intervistato Lucia Oreto, che proprio nel centro storico stava operando.

Lo spettacolo, confezionato in modo singolare, che inaugura Il Nuovo Teatro San Carlino, diretto con bravura da Lucia Oreto, sarà accolto nella Chiesa di San Biagio Maggiore, location di prestigio, dal 4 al 6 dicembre 2013, con due spettacoli per ogni giorno, uno alle 17,00 e l´altro alle 19,00.

Il Teatro San Carlino fu la sede dell´ultimo grande attore ottocentesco Antonio Petito; venne abbattuto negli anni Ottanta dell´Ottocento per la costruzione del Corso Umberto, che i napoletani chiamano il Rettifilo.

Vennero distrutti vari monumenti, chiese antiche.

Autore e regista dello spettacolo è Giuseppe De Chiara anche in veste d´attore nella maschera di Pulcinella, le musiche inedite sono del Maestro Stefano Busiello, le coreografie sono di Floriana Cafiero, la direzione artistica è di Lucia Oreto anche in veste d´attrice nella maschera di Carmosinala, fidanzata e promessa sposa di Pulcinella.

Ambientata nella Napoli del 1765 circa, l´opera è una riscrittura di due testi sette-ottocenteschi: 

"Il Pulcinella vendicato nel ritorno di Marechiaro", opera buffa settecentesca rappresentata al Teatro dei Fiorentini a Napoli nel 1769, anche se scritta quattro anni prima, con libretto di Francesco Cerlone e musiche di Giovanni Cataldo Paisiello, che lo stesso Cerlone riscrisse agli inizi dell´Ottocento come commedia; 

"Gli incanti delle maghe per la nascita di Pulcinella dalle viscere del Monte Vesuvio", commedia in tre atti di Giacomo Marulli, che, però, è la riscrittura di un antico testo, di un autore rimasto ancora anonimo, di data incerta. 

La dosata riscrittura unisce i due testi reinventandoli quasi completamente, ben utilizzando il Pulcinella vendicato di Cerlone e Paisiello come canovaccio; mentre dell´altro testo è stato riscritto l´inizio, che disegna la nascita di Pulcinella dal Vesuvio per virtù e intervento delle sacerdotesse di Plutone, trasformato in un pezzo rock cantato da Virgilio mago, che è il celebrante del rito della nascita di Pulcinella. 

Ecco la trama: Pulcinella (Giuseppe De Chiara) ama Carmosina (Lucia Oreto), ma di essa si innamora don Camillo (Pierfrancesco Di Mauro), viaggiatore romano venuto a Napoli, che è fuggito dalla sua promessa sposa Claudia (Elida Basso), la quale, senza darsi per vinta, giunge a Napoli insieme con Marioletta, sua servitrice; anche quest´ultima è stata sedotta e abbandonata proprio da quello stesso Coviello (Ernesto Santoro), che, amico di Carmosina, don Camillo ha assoldato per convincere costei a lasciare Pulcinella per poi sposarlo.

I maneggi di Coviello hanno buon esito: Carmosina alfine sposa don Camillo, afflitta dalle infedeltà e dalla frivolezza di Pulcinella; ma la vendetta non si fa attendere.

Il mago Virgilio (Rolando Giancola) appare a Pulcinella e decide di vendicarlo, proprio quel Virgilio cui il popolo napoletano attribuì molti prodigi, che salvarono la città da gravi momenti e che a Napoli soggiornò per ben vent´anni su quell´isolotto di Megaride dove ora vi è Castel dell´Ovo, e dove un tempo sorgeva la villa di Lucullo.

Costui appare a Pulcinella a Claudia e a Marioletta e decide di fare le vendette del trio.

Introdottisi nella casa di Coviello e Carmosina, che probabilmente hanno già consumato il matrimonio e che stanno con Coviello, che fa da maggiordomo, … insomma, costoro, completamente invisibili, avranno modo di vendicarsi senza pietà sui tre fedigrafi.

L´ultimo grande Pulcinella, di gusto mesto e, nel contempo, inquieto, è stato Salvatore De Muto, morto nel 1970; si era già ritirato dalle scene nel 1954.  

In conclusione, questo spettacolo intrigherà e richiamerà tutti quei napoletani e non, che si riversano nel centro storico della città anche nel periodo prenatalizio per il solito giro dei pastorari e per vedere le anticipazioni delle ultime novità sul presepe.

Spettacolo da non perdere, che vede in campo giovani, emergenti e lustre conoscenze.

 

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