Sabato, 24 Ottobre 2020  
                                                   

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Deportados
Studio su Elettra e Ecuba

Napoli Teatro Il Primo, novembre 2011 - aprile 2012
Laboratorio di Arnolfo Petri

Napoli - Arnolfo Petri dirige un progetto drammaturgico che fa riferimento solo di sfondo alla grande tragedia classica, e sceglie come filo conduttore il tema "della deportazione culturale", ossia degli sconfitti di ogni tempo e ogni regione, attraverso la contemporanea rappresentazione della Elettra di Sofocle e della Ecuba di Euripide, opere montate a intreccio, che convivono contestualmente portando sulla scena in un´unica storia le due vicende.


Napoli - Arnolfo Petri dirige un progetto drammaturgico che fa riferimento solo di sfondo alla grande tragedia classica, e sceglie come filo conduttore il tema "della deportazione culturale", ossia degli sconfitti di ogni tempo e ogni regione, attraverso la contemporanea rappresentazione della Elettra di Sofocle e della Ecuba di Euripide, opere montate a intreccio, che convivono contestualmente portando sulla scena in un´unica storia le due vicende.

Attraverso l´uso di uno spazio teatrale composto da pochi elementi, Arnolfo Petri, spogliando le due tragedie di ogni classicità e temporaneità, asseconda con essenzialità i percorsi narrativi, il cui peso è affidato a dieci attori che danno voce ad una varietà di figure.
Schiave di ogni tempo e di ogni luogo, schiave per idee, per diversità politiche o religiose. Ecuba trascinata da Troia in fiamme è l´emblema della deportazione culturale dei popoli di ogni sud calpestati dai vincitori, mentre Elettra, la cui madre le ha ucciso il padre, è vittima mai vinta del potere.

«Sono donne mai sconfitte che si appropriano del loro "essere donne" − spiega il regista- attore − Lo sfondo sono gli angiporti caldi di scirocco del mediterraneo, dove si mescolano voci e lingue sconosciute provenienti dal sud di ogni sud. Deportados senza voce e senza tempo che acquistano voce e tempo grazie al coraggio delle loro protagoniste. Emblema di una deportazione culturale che stiamo subendo tesa ad una pulizia etnica subdola e crudele: il genocidio delle idee da parte del potere."

 

 

 

Costo  : Euro 50 mensili

Frequenza obbligatoria:  martedì e giovedì ore 17.30/ 19.30

Numero chiuso 10( 5 attori e 5 attrici)

Info 338 7358710

Scadenza iscrizione 30 settembre 2011





            TUFANO ELETTRODOMESTICI



TEATRO STABILE DI TORINO

Debutta in prima nazionale MALAPOLVERE veleni e antidoti per l´invisibile

Teatro Gobetti 31 gennaio - 12 febbraio

Torino - Martedì 31 gennaio 2012, alle ore 19.30, al Teatro Gobetti (Via Rossini, 12) il Teatro Stabile di Torino e l´Associazione culturale Muse presentano in prima nazionale MALAPOLVERE - veleni e antidoti per l´invisibile un progetto di Laura Curino, Lucio Diana, Alessandro Bigatti, Elisa Zanino scritto e interpretato da Laura Curino. Il titolo e lo spettacolo sono stati ispirati dalla lettura del libro Mala polvere di Silvana Mossano (Ed. Sonda, 2010). Malapolvere sarà replicato al Teatro Gobetti fino al 12 febbraio 2012. LEGGI

TRAVOLTO DA UNA MOTOCICLETTA MENTRE ATTRAVERSAVA LA STRADA

COSI´ MUORE A 76 ANNI THEO ANGELOPOULOS


Uno dei più grandi registi europei del Novecento, Theo Angelopoulos, è morto ad Atene dopo un incidente stradale. Orso d´oro a Berlino nel 1977 per «I cacciatori», Palma d´oro a Cannes per «L´eternità e un giorno» (1998) e Leone d´Argento al Festival del cinema di Venezia per «Paesaggio nella nebbia» (1988), nel 2009 aveva firmato il lavoro "La Polvere del tempo" e aveva in mente un nuovo lavoro basato sulla crisi greca, questione che aveva carpito la sua sensibilità. Il film si doveva chiamare "L´alto mare", e come attore protagonista maschile Angelopoulos aveva scelto Toni Servillo. a.c.

 

Luigi De Filippo assume la direzione artistica del Teatro Parioli di Roma

"Perché a Roma e non a Napoli? Non per fare un "dispetto" a Napoli, ma perché qui mi è stata offerta questa opportunità"

Roma, 16 settembre 2011 - Cari Amici, da qualche giorno ho assunto la Direzione Artistica del Teatro Parioli di Roma che dedico a mio padre Peppino De Filippo, grande attore e commediografo. Perché a Roma e non a Napoli? Non per fare un "dispetto" a Napoli, ma perché qui mi è stata offerta questa opportunità ed allora ho voluto rendere omaggio alla fantasia ed alla creatività artistica della mia città, unica e non omologabile, e che qui a Roma ha sempre ricevuto simpatia e consensi A noi De Filippo la nostra cara Napoli ci ha dato i natali e l´ispirazione, Roma ha consacrato i nostri successi. leggi