Sabato, 18 Gennaio 2020  
                                                   

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I CORSIVI DI ELDORADO

Clochard a Napoli
Atto secondo

Si riprende. “Un momento”, mi dice il regista, “immagina un architetto, un professore, un urbanista, uno storico esperto della città, un progettista fallito ... Bene, la moglie lo lascia, i figli lo mandano a fare in quel paese, … non ha successo, incarichi zero. E’ solo un disgraziato di ricercatore che non riuscirà mai a diventare associato all’Università, … scribacchia libri che nessuno gli pubblica, … articoli che nessuno legge … si lascia andare, si deprime, beve, fuma e sfuma il suo sogno …. ma la goccia che fa traboccare il vaso esistenziale del poverino è l’Equitalia che gli manda un po’ di multe arretrate e non pagate, … passa il tempo, quello beve sempre … non paga … deve così lasciare la casa che gli aveva lasciato mammà in eredità, … va a finire in mezzo a una via … è fottuto, sbanda, scoppia, scappa … diventa lentamente, inesorabilmente, un clochard-architetto, … marginale tra i marginali, povero tra i poveri, ultimo tra gli ultimi sfigati, diseredati, …. barbone tra i birboni della terra. In più ha una laurea. E’ un clochard laureato … che non dimentica gli antichi studi, la città, la storia, i progetti d’un tempo, le speranze giovanili rivoluzionarie …”

 

“E allora? …” domando insospettito.

 

“E allora”, continua il regista amico mio, “lo schizofrenico, il dissociato, il non associato ex ricercatore, continua da fallito ad andare ai convegni, dove però tutti lo scansano, … lo schifano perché uzza e puzza, …. è mal vestito, … puzza di vino, … ha la barba incolta, … ma lui continua per qualche tempo ad andare ancora a …. ma … bla, bla … è chiaro adesso?”

 

“Si, ho capito ma non è chiaro …”, dico, “E allora?”

 

“… e allora, quell’architetto barbone sei tu!!!

Sei tu il nostro uomo!! E’ la tua grande occasione! Io ti trucco da clochard, non ci vuol molto, gia stai sulla via, … programmiamo subito dieci trasmissioni tv via cavo, … dieci itinerari, dieci percorsi nella città del clochard, tanto per cominciare. Vai nel centro storico, nel centro antico di Napoli, … le fai come vuoi, … libertà assoluta di racconto: noi ti seguiamo, ti riprendiamo da lontano, … ma ti mettiamo anche un invisibile microfonino al bavero … tu cammini e parli, … parli da clochard, … racconti brani di memoria tua colta-sporcata … come la lingua nella quale scrivi ... è la nuova forma di giornalismo, … pochi tagli, … tutto registrato sporco … così come riprendiamo, …  tu spieghi la città tra grazia e disgrazia, … e da clochard ti avvicini così alla gente, agli altri diseredati come te, agli invisibili che rendiamo visibili … vediamo che succede, … c’è una traccia prevista e gli imprevisti del barbone … l’obiettivo randagio nostro è far vedere la città storica Unesco con gli occhi di un clochard …. non certo con quelli di un de seta o un de nailon, … quello è già fatto, non ce ne fotte, …  ci interessa invece come legge e parla quelle strade, quelle architetture storiche unescate, uno che viene dal Ghana, dal Burkina Faso …, dal non so dove … che non ha avuto fortuna ed è stato respinto, sta ai margini di tutti i forum delle culture di sopravvivenza d’Italia … vediamo come va, … se funziona ci allarghiamo: da clochard dei nuovi linguaggi miscelati centrostorico napoletani andrai così nei convegni. … puzzolente ti siedi al tavolo dei relatori, tra i pubblico del cloro-forum spartenopei, … dici la tua, … interloquisci, capisci?, una cosa grande, … un progetto di sperimentazione fatto apposta per te, … tagliato su di te … da te tv: solo tu la puoi fare, via cavo (al collo?) …”

 

“Fammi riprendere, dammi 24 ore di tempo: ti telefono domani e ti faccio sapere”, replicai. E me ne andai.

 

La notte porta consiglio ai barboni dell’architettura della città, nonché corsivisti di teatro marginale di strada sbagliata. Via chiusa, strada sbarrata, divieto di a-cesso.

Telefonai e gli dissi di si.

 

Feci un primo sopralluogo, presi i contatti barboni giusti. Preparai la prima puntata: da sotto il Ponte della Sanità a piazza Cavour-metropolitana. Passando per palazzo Sanfelice, supermercato Sanfelix Superò, pizzeria tresanti, Palazzo Sant’Alfonso de’ Liguori, … piazza Vergini, palazzo dello Spagnolo, museo Totò (chiuso da sempre), Srilankanmarket, Non solo Keabab, …

 

Mai andata in onda, mai registrata, la prima puntata. Ero pronto per il trucco homeless. Due giovani truccatrici erano venute apposta per me da Torre del Greco. Avevo scelto un vecchio impermeabile che un tempo era stato bianco, … un jeans malandato molto largo e toppato, … un cappellone, scarpe sballate, .., poi un noNNulla e … non se ne fece più Nulla. Il fattore ”N” scassò tutto prima, quel 15 marzo 2011 alla Sanità.

Problemi di copyright, di paternità dell’opera, di diritti e rovesci. Quando l’idea diventa prodotto ci son problemi …

 

E’ rimasto così solo un simpatico progetto, un intermezzo, un corsivetto di teatro/cult, una chiacchiera da bar. Meglio di Niente. Il resto di Niente.

 

Io speriamo che me la teatrocava, non si sa mai, nella prossima grande occasione professionale. Besos, Eldorado



(24 febbraio 2012)

Nella foto: Eldorado alias Eduardo Alamaro

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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