Venerdì, 18 Ottobre 2019  
                                                   

Cerca:  

 

Gli inediti
Il Romanzo a puntate
MIRANDA
(OVVERO DELL´ALTRO DA NOI)
di Manlio Santanelli
seconda puntata

"Temo sia venuto il momento che io ti confessi una cosa… una cosa che non ho mai osato confessare a nessuno prima d´ora", sussurrò con una certa fatica nella voce Miranda, divincolandosi con estrema delicatezza. Restai perplesso. "Inutile che mi cerchi il seno. Cosa dovrei farmene del seno io? Sarebbe un organo privo di ogni funzione: sono ovipara!" Disteso sul letto, il mio, due ore dopo non ero ancora in grado di mettere ordine all´interno della mente. Per onestà di fondo, a questo punto devo premettere che, se la mia mente fosse stata una scrivania, si sarebbe presentata una malebolge di carte, spillatrici, matite, penne scappucciate, lettere mai spedite, confetti sopravvissuti ad una bomboniera perduta, bollette in eterna attesa di essere archiviate e, se al solo pensiero non mi coprissi di escrescenze eritematose, chiuderei questo minielenco con l´espressione ´quant´altro´.  Fatto sta che sbattevo senza sosta contro le anguste pareti di una cella nella quale svariava un solo pensiero: come mai, nell´andarmene di scatto dalla camera di Miranda, avevo dimenticato di portar via il bicchiere di long drink e posarlo, al passaggio, sulla tavola da pranzo? Poteva darsi assillo più futile, più risibile, più inutile, dico io, con tutto quello che l´imprevedibile e anomala rivelazione mi aveva scatenato dentro? Eppure, non riuscivo a pensare ad altro. Del resto, tanto per fornire un esempio, chi di noi, al seguito di un corteo funebre, non è corso con il taxi dell´ansia alla bolletta del gas da pagare pena la mora, o alla finestra da aggiustare con il ricorso ad un falegname, scagli il primo crisantemo. Nel caso di cui sopra (o, più giustamente, sottosopra) è chiaro che, tenendo occupato il cervello con una oziosa questione di buone maniere - un peccato veniale che, date le circostanze, anche il più arcigno confessore avrebbe punito con una blanda penitenza -, intendevo impedirgli di realizzare nella sua interezza il senso di quella rivelazione.

Con un perentorio appello alla volontà, una sorta di autodiktat, mi sollevai infine da quel giaciglio di inutili rovelli, incomodo letto da fachiro in pensione, cuccia per animali senza lume di intelletto, e andai ad infilare la testa sotto la doccia. Qualche minuto più tardi ero fresco di vedute e pronto per un nuovo e più coerente ordine di ragionamenti. Il primo dei quali si presentò nelle fattezze di un´infinita tenerezza per Miranda, per quell´adorabile creatura alla quale un destino sghembo aveva gettato in groppa un carico tanto oneroso quanto irripetibile. Chissà le pene che doveva aver sofferto prima di quella messa a nudo della sua intimità, al cui confronto l´abito adamitico, con o senza foglia di fico, è più prossimo ad un costume del Settecento. E io che avevo remunerato il suo travaglio con una crisi di panico da manuale! Mi era venuto meno, prima di quell´incomposta fuga, anche il minimo buon gusto di interessarmi al suo ´caso´, il pronto intervento nel chiederle, che so, se era ovipara dalla nascita o se lo era diventata in seguito; che so ancora, se nell´età dello sviluppo aveva cambiato morfologia; che so infine, se la sua oviparità non fosse altro che l´infausta conseguenza di un trauma subito nell´infanzia.

Mi disprezzavo, e molto anche. ´Ecco, ecco un´occasione ghiotta per apparire, una volta tanto, all´altezza di eventi significativi´, pensavo. E io la vado a sprecare a quel modo!? A che serve mostrare presenza di spirito, ´agudeza´ per dirla in lingua iberica, quando al supermercato la cassiera ti chiede come mai la tua scelta di un prodotto non è caduta sull´offerta speciale, e tu rispondi ammiccante che le offerte speciali sono ben altre, o alla dogana dell´aeroporto, quando ti viene intimato se hai valori da denunziare, e tu pronto: "Dio, Patria e Famiglia"? A che serve tutto questo sfoggio di amenità se poi quando la vita innalza il tiro sbattendoti sul muso accadimenti ben più problematici, ti scomponi come una marionetta futurista, vai penosamente in pezzi assieme al tuo ´savoir faire´, al tuo senso dell´umorismo, autorizzando il prossimo a darti dell´incapace, dell´immaturo, del non so che?´ La goffaggine – il mio babau di sempre – si trascinava pigra da una parete all´altra del mio confuso sentire come uno sfaccendato che va su e giù per il corso principale del paese.

Ma, allo stesso tempo, non mi disprezzavo a tal punto da misconoscere che la vita, nel caso specifico, il tiro lo aveva alzato vertiginosamente, ragion per cui non era giusto che mi autoflagellassi, come in effetti stavo facendo. Via, dunque, cilici, garrote, vergini di Norimberga, stivaletti malesi, gatti a nove code!... Quest´ultima determinazione fu provvidenziale in quanto mi permise di racimolare le energie mentali necessarie a fare l´unica cosa opportuna, se non del tutto doverosa, in quel frangente in cui mi ero fratto: telefonare a Miranda, profondermi in multiformi scuse per quella fuga più simile ad un´evasione, e invitarla al cinema per la sera seguente.

Ma che film proporre ad una donna destinata da un capriccio di natura a procreare attraverso un´ovulazione nel vero senso della parola? Un film del genere: "Qualcuno volò sul nido del cuculo?"

 

         Fine della seconda puntata


PUNTATE PRECEDENTI

Prima puntata




(8 febbraio 2012)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Seguici su



Consiglia questo indirizzo su Google








TUFANO ELETTRODOMESTICI




HUECO
INCANTI & DISINCANTI
 Edizione d´arte con Il Laboratorio di Vittorio Avella
online su tutti gli store digitali
Leggi intervista con Nino Velotti


Teatro Gobetti di Torino
2 - 7 aprile 2013
È STATO COSÌ
di Natalia Ginzburg
con Sabrina Impacciatore
regia Valerio Binasco


Teatro Giuditta Pasta
Il Trovatore
di Giuseppe Verdi
24 marzo ore 20,30