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Gli avulsi
Pagina fuori contesto ma di interesse collettivo
RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DEI CARTAI: IL 6 MARZO A BOLOGNA SI RIUNISCONO I SINDACATI

Bologna - Entra nel vivo la vertenza per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Cartai, a cui aderiscono tutte quelle imprese operanti nell’industria della carta e del cartone, oltre a quelle cartotecniche e trasformatrici della carta e del cartone. Il prossimo 6 marzo, infatti, nella sede della Cgil di Bologna in via Marconi si riuniranno tutti i delegati del settore aderenti a Slc-Cgil, Fistel-Cisl e UILCOM-UIL per votare ed approvare definitivamente l’ipotesi di piattaforma da presentare ad Assocarta, l’associazione di riferimento delle imprese, affinché parta entro breve il confronto sul nuovo contratto che dovrà avere una decorrenza triennale e restare in vigore dal 1 luglio di quest’anno al 30 giugno del 2015. In un momento in cui il settore della carta sta continuando ad attraversare una fase di grande difficoltà e la progressiva contrazione dei consumi sta comportando una perdita di stabilità occupazionale, il Sindacato rafforza il valore del contratto collettivo quale strumento principale con cui affrontare le difficoltà del contesto e realizzare un equilibrio tra le necessità dei lavoratori e i problemi delle imprese, come spiega Massimo Taglialatela, segretario generale Uilcom: “Siamo convinti che il rinnovo del contratto sia la garanzia per tutti, lavoratori e imprese, di regole certe e percorsi condivisi per uscire insieme dalla crisi e rilanciare un segmento di mercato strategico per il futuro del Paese e per l’occupazione di tanti giovani”. L’esponente Uil fa un chiaro riferimento al capito del mercato del lavoro inserito in piattaforma con la significativa spinta dei delegati della Campania che al tavolo di confronto sindacale nazionale di settore hanno citato le significative esperienze messe in campo nella nostra realtà dalla Regione con il Piano Lavoro che ha destinato ingenti risorse all’apprendistato. “Siamo convinti – afferma Taglialatela – che un modo per uscire dalla crisi sia quello di formare nuove figure professionali e di investire sui giovani. In questa logica il Piano Lavoro varato dalla Regione Campania premia le aziende che assumo giovani lavoratori con la formula dell’apprendistato professionalizzante, che garantisce al contempo nuova occupazione duratura con alte possibilità di stabilizzazione a tempo indeterminato al termine del percorso di apprendistato, formazione continua in azienda a carico della Regione e significativi sgravi fiscali e contributivi per le aziende che aderiscono offrendo percorsi di apprendistato nelle loro fabbriche a tanti giovani residenti nella Regione. Con il sostegno dei piani formativi della Provincia di Napoli e dei bandi di Italia Lavoro per tutto il resto delle province campane – prosegue Taglialatela – si può addirittura ipotizzare uno sviluppo significativo di un settore che, invece, oggi verte non solo in Campania in forte stato di stallo”.

A Bologna, quindi, il sindacato voterà la piattaforma dopo averla analizzata ancora una volta arricchita dagli spunti che, da domani e fino al 6 marzo, sicuramente giungeranno dalle assemblee che si svolgeranno nei luoghi di lavoro per sottoporre all’approvazione dei lavoratori il testo inizialmente partorito dai delegati di tutt’Italia nell’incontro nazionale unitario svolto a Bologna a fine gennaio. Ma vediamo quali sono i punti salienti su cui le OO.SS. intendono incentrare le principali rivendicazioni per il prossimo triennio. Innanzitutto la parte salariale. Si richiede un aumento di 160 € parametrato al livello C1, che rispetto alle retribuzioni attuali è pari a circa il 10% di aumento salariale. Quindi, restando sempre in tema di salario, le parti sociali si preparano a richiedere ad Assocarta di inserire nel rinnovo anche il tema del secondo di livello di contrattazione, per garantire salario differito e premi di produttività in quei contesti particolarmente virtuosi. Dove, invece, non si riuscirà a ragionare su premi di produzione dovranno essere previsti – sostengono le organizzazioni dei lavoratori – elementi di garanzie come avviene in tutti i contratti per far si che anche i lavoratori delle imprese meno virtuose possano avere un minimo di salario differito. E’ ovvio che la tematica del premio di produzione è sempre più considerata un ‘tabù’ dalle associazione delle imprese, se non è legata di pari passo ad incrementi della produttività, ovviamente, ma anche a maggiori flessibilità da introdurre nell’organizzazione del lavoro. A tal proposito, le OO.SS. si sono dichiarate favorevoli ad un sistema che riveda in chiave maggiormente produttiva le figure professionali. Per questo in piattaforma Slc, Fistel e UILCOM proporranno una rivisitazione dei profili professionali che vada nella direzione di garantire maggiori professionalità e quindi maggiore salario per i lavoratori e, nel contempo, maggiore ‘polifunzionalità’ della forza lavoro complessiva all’impresa che, in particolare, su questo punto richiede da tempo l’apertura di un confronto ufficiale per rendere la prestazione lavorativa appunto più dinamica e sempre più al passo con le innovazioni tecnologiche. Verrà inoltre richiesto ad Assocarta di aumentare la quota di versamento procapite come contributo aziendale al Fondo di previdenza complementare di settore Byblos portandola dall’attuale 1,2 all’1,5% e, sempre in tema di salario e sostegno al reddito, i sindacati si preparano a richiedere la disponibilità all’associazione delle imprese di istituire - come avvenuto già in molti rinnovi contrattuali di altre categorie - un fondo integrativo di assistenza sanitaria di settore. Infine, un capitolo importante in piattaforma sarà destinato alla genitorialità ed alla sicurezza sul lavoro, due tematiche fondamentali sia per i lavoratori ed il loro salario che per le imprese e la sicurezza delle fabbriche. “Siamo convinti – conclude Taglialatela a nome della Uil – che solo rinnovando il contratto come forma di ‘patto solidale’ tra imprese e lavoratori e facendo di questo un contenitore operativo e pieno di diritti e doveri e maggiore tutele si potrà veramente venir fuori dalla crisi”.



(13 febbraio 2012)






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