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Gli inediti
Il Romanzo a puntate
MIRANDA (OVVERO DELL´ALTRO DA NOI)
di Manlio Santanelli
Prima puntata

Era bella, Miranda, bella davvero. Senza alcun dubbio la più bella delle donne con le quali mi era riuscito di accorciare le distanze fino a scavalcare la confidenza amicale, fino ad affacciarmi sull´insondabile abisso che minaccia l´intimità fra i due sessi. Di tutto questo, e di altro ancora, ero pienamente consapevole mentre sostavo perplesso se muovere o meno quella sera il passo decisivo. Di tendenza, va detto, preferisco non bruciare le tappe, in ossequio ad un personale criterio che, formulato in termini spiccioli, suona pressappoco nel seguente modo: fai domani quello che già potresti fare oggi. Il perché, non lo so. Forse mi terrorizza il dato – ampiamente supportato dalla ´prova del nove´ e da altre verifiche consimili – che qualunque circostanza, se affrontata prematuramente, anche quando volge la prua verso il positivo non riesce mai a superare del tutto il trauma di quel prematuro "affronto".
Che poi la soglia dell´intimità con Miranda coincidesse esattamente con quella della sua camera da letto, è un dettaglio di scarso rilievo. Il miracoloso salto di qualità che si stava verificando nel nostro rapporto sarebbe potuto avvenire in qualunque altro scenario; a contare, invece, è che il caotico gorgo delle potenzialità, da tempo ostinato a trottolarci nei suoi mulinelli, di punto in bianco si era deciso a defluire verso un dramma ben preciso, e noi due stavamo per diventarne gli unici attori.
D´altro canto, la dolce determinazione espressa da Miranda nel tirarmi per la mano fino al punto in cui davanti ai miei occhi, periscopi di chi crede e non crede, si era dischiusa l´eccitante visione del suo talamo – chissà poi perché nelle more che avevano preceduto quel fatale momento l´avevo immaginato esattamente a quel modo; forse che il letto di una persona ne rispecchia tutta intera la sua identità? –, quell´eccitante visione, dicevo, escludeva ogni possibile renitenza che non fosse giustificata da una causa di forza maggiore. E lì, in quel punto e in quel momento a dir poco decisivi, una siffatta causa avrebbe legittimato tutt´al più un consenso precipitoso e mai un tentennante dissenso. Mi accorsi, di conseguenza, che non potevo indugiare oltre. I sorrisi, poi, che Miranda mi indirizzava, allusivi di tutto, equivalevano ad altrettante comunicazioni giudiziarie, procedure in merito alle quali, si sa, è buona norma, scapicollarsi e verificare di che si tratta, se non si vuole incorrere in grane maggiori. 
Mi accostai, con studiata lentezza depositai sul comodino il bicchiere di long drink che, in cerca di un contegno disinvolto, mi ero portato dalla camera da pranzo e, nell´abbracciarla e nell´iniziare a sbottonarle la camicetta , istintivamente le cercai il seno; quel seno che per la verità risultava alquanto insignificante al di sopra dei panni, ma che al nudo di tutto non dubitavo dovesse presentare un certo interesse.
E qui deflagrò l´esplosivo che avrebbe documentato il nostro rapporto con l´inchiostro dell´eccezionalità, la variante impazzita destinata ad avviare la nostra futura convivenza lungo un´orbita ellittica se raffrontata a tutto quanto si suole definire ´consueto´.
"Temo sia venuto il momento che io ti confessi una cosa… una cosa che non ho mai osato confessare a nessuno prima d´ora", sussurrò con una certa fatica nella voce Miranda, divincolandosi con estrema delicatezza. Restai perplesso. "Inutile che mi cerchi il seno. Cosa dovrei farmene del seno io. Sarebbe un organo privo di ogni funzione: sono ovipara!"

       

 Fine della prima puntata


(31 gennaio 2012)

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