Giovedì, 12 Dicembre 2019  
                                                   

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Arnolfo Petri in breve

 

Regista, drammaturgo, poeta, attore, Arnolfo Petri nasce a Napoli. Muove i suoi primi passi sul finire degli anni Settanta come doppiatore al seguito della indimenticabile Anna Miserocchi per poi approdare nel 1984 alla regia teatrale. Si cimenta inoltre tra il 1982 il il 1984 in esperienze formative sul metodo Stanislavskij e Strasberg.
Dal 1998 è Direttore Artistico del Teatro Il Primo di Napoli da lui fondato, nonché Direttore dell´Accademia Teatrale PrimoStudio. Dal 1990 ad oggi ha firmato oltre quaranta regie teatrali ed ha al suo attivo oltre venti testi scritti per il teatro. Provocatoria, dissacrante e trasgressiva la sua drammaturgia. Da ricordare la recente quadrilogia sul teatro delle diversità con "Strisce di luce" del 2005, "Il diritto di chiamarmi Joe" del 2006, Madame B del 2008 e l´inedito Camurrìa del 2009.
Premio "Fondi La Pastora" per la drammaturgia nel 2006 con lo spettacolo-concerto per Napoli "Crastula", ha al suo attivo già due raccolte poetiche inedite, entrambe dedicata a Napoli e alle sue ferite : Terraemotus del 2001, "Il mare non bagna più Napoli" del 2004 e una di brevi racconti e monologhi, "Crastula" del 2006. "Graffi del cuore" è la sua prima pubblicazione poetica.



Teatro Sancarluccio 12 gennaio "Nel nome del padre" con Terry Paternoster

Napoli - FINALISTA PREMIO CALCANTE - SIAE PER LA DRAMMATURGIA 2011. "Una donna quando nasce è già una donna, anche se agli occhi di una mamma è sempre una bambina". Un monologo acuto e struggente che vede l´attrice-autrice incarnare tre generazioni di donne, vittime di una violenza efferata e crudele che si consuma fra le mura domestiche; una violenza taciuta, intorno a cui si costruiscono menzogne e tormenti. leggi  guarda il video

ANTIGONE OVVERO UNA STRATEGIA DEL RITO (CTB Teatro Stabile di Brescia in collaborazione con Le Belle Bandiere) in programmazione il 26 gennaio per RIVOLI TEATRO 11.12.
I CORSIVI DI ELDORADO
Appartenimmo ´a morte (dell´Arte)!
Niente, non ci sta da far Niente. Sono impegnato tutto il giorno a non far Niente. E´ dura, ma cerco di non fare Niente. Non bisogna far assolutamente Nulla, dico nulla, una parola sola. E basta! Bisogna rispettare i tempi. Specie se si va a "che tempo che fa", da Fabio Fazio, il sabato sera. Lo consiglia, anche agli irriducibili architetti nostrani d´età accademica inoltrata, Ettore Scola, un grande vecchio del nostro cinema che fu. leggi