Lunedì, 10 Dicembre 2018  
                                                   

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IL TEATRO CI GUARDA

Strade perdute: nel ricordo di Antonio Neiwiller

Servizio di Antonio Tedesco


Napoli -Vent´anni fa. Il ricordo di una serata malinconica che si rinnova. La malinconia, ma forse sarebbe meglio dire la tristezza, di un teatro dalle luci fioche. Dove arrivi pronto, caricato, sapendo che vedrai qualcosa di importante. Ma poi, una volta lì, ti guardi intorno e rimani gelato. Capisci subito che qualcosa non va. Poca gente. L´atmosfera silenziosa, un po´ mesta. Incroci qualche sguardo, una domanda muta, un pudico silenzio in risposta. Chiedi, quasi timoroso. Ti rispondono a mezza voce. Lo spettacolo è rinviato. Antonio... non sta bene. E capisci subito da quelle mezze luci, da quella poca gente che se ne va alla spicciolata, come se fermarsi a parlare, a scambiare idee, a fare commenti, come si fa di solito, quella sera potesse risultare troppo doloroso. Capisci che quello spettacolo sarà rinviato a lungo, forse per sempre. Capisci che il rinvio, questa volta, potrebbe essere definitivo.

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Di Antonio Tedesco

TITANIC the END – ovvero Allegria di naufragi

C´è stato un momento, in un tempo non lontano, in cui il teatro ha affidato il senso del suo farsi al gesto, al movimento, alla composizione coreografica, prima e più che alla parola. Erano gli anni ´80, nei quali, per fermarci all´ambito napoletano, compagnie come Il Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller e Renato Carpentieri, Falso Movimento di Mario Martone e Teatro Studio di Caserta di Toni Servillo (prima di unificarsi e confluire nei Teatri Uniti), sulla spinta delle sperimentazioni e delle avanguardie che avevano animato i decenni precedenti, lavoravano prevalentemente sull´azione scenica che si faceva essa stessa testo drammaturgico. Un teatro in cui il corpo dell´attore sostituiva la parola dell´autore, e si faceva portatore di una grammatica e di una sintassi scenica che mirava, per molti versi, ad esaltare il senso stesso di quel teatro, nel suo essere epifania, apparizione, rivelazione irripetibile dell´istante.

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di Antonio Tedesco

VIRUS E CANNIBALI – La drammaturgia di Annibale Ruccello

A quasi trent´anni dalla scomparsa del suo autore il teatro di Annibale Ruccello si dimostra oggi più attuale che mai. Ne sono prova le ripetute messe in scena dei suoi testi e gli approfondimenti critici e teorici della sua opera che vengono pubblicati, individuando in questo autore uno snodo fondamentale nel teatro napoletano degli ultimi decenni (tra i più recenti  Se cantar mi fai d´amore – La drammaturgia di Annibale Ruccello di Mariano d´Amora, Bulzoni editore, che si presenta il 14 maggio al Caffè Letterario del Mercadante).

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IL TEATRO CI GUARDA / Ronconi: La scena come limite

Di Antonio Tedesco


Ogni nuovo allestimento di Luca Ronconi è il tentativo di superare un limite. Il suo è un teatro vissuto, appunto, ai limiti della "teatrabilità". E che spesso la oltrepassa, e diventa qualcosa di ulteriore. Una macchina scenica in senso assoluto, che vive di ritmi, di pulsazioni, che si dilata nello spazio e nel tempo, oltre gli angusti limiti del boccascena, al di là dei luoghi deputati del rappresentare. Ma spesso anche del rappresentabile. Un teatro che vuole abbracciare il mondo, che sente il bisogno di allargarsi oltre sé stesso, di superare i suoi ambiti. Siano essi fisici, mentali, o anche "istituzionali". Un teatro che straripa.

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IL TEATRO CI GUARDA

di Antonio Tedesco
Sguardi nel vuoto
 

Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Giorgio Gaber avvenuta il Primo gennaio del 2003. Gaber è stata una delle figure più originali e innovative della scena teatrale italiana degli ultimi decenni. Partito dalla canzone e dallo spettacolo "leggero" televisivo, ha saputo innovarsi e trasformarsi lungo la strada, diventando una sorta di coscienza critica dell´Italia che si trasformava, nei fatidici anni che vanno dai ´70 ai ´90. Lasciata la facile ribalta dei teleschermi ha scelto la dura strada del teatro. Ha inventato il "teatro-canzone" facendone uno strumento non solo di spettacolo, ma di approfondimento e di conoscenza. Uno sguardo acuto il suo, che non ha solo scalfito la superficie della realtà italiana di quegli anni, ma, in molti casi, l´ha frantumata.

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di Antonio Tedesco 

Uno sguardo nel buio

In Insomnia, film di Christopher Nolan del 2002, il protagonista (Al Pacino) è un investigatore della polizia di Los Angeles molto abile, ma dalla coscienza non proprio immacolata. Viene inviato in Alaska per un´indagine molto delicata nel bel mezzo dell´estate artica, stagione durante la quale il sole non scende mai oltre la linea dell´orizzonte. Questa condizione di luce perenne crea nell´uomo uno stato di disagio psichico (di cui l´insonnia del titolo è il sintomo più evidente) che poco a poco lo riduce in una fase di spossatezza anche fisica. Come se quella luce incessante lo mettesse continuamente di fronte alle proprie responsabilità, gli impedisse di provare sollievo mimetizzando il proprio animo inquieto nelle tenebre della notte (l´impossibilità del sonno). Una luce che lo smaschera, che lo rivela a sé stesso prima ancora che agli altri.

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di Antonio Tedesco

Antigone - Paladina dell´eutanasia

Chi è Antigone? Colei che oppone le ragioni dell´Umanità (la dignità e la pietà, soprattutto) a quelle della Legge. Intesa, quest´ultima, come un sistema normativo rigido e freddo, eppure necessario, per quanto distante possa essere dalle variabili e dalle sfumature che contraddistinguono ogni evento umano. E dato che i classici, come diceva Calvino, "sono quei testi che non finiscono mai di dire ciò che hanno da dire" ecco che questo contrasto archetipico, che trova nella tragedia di Sofocle la sua sintesi universale, è stato ripreso e riproposto molteplici volte da autori di tutti i luoghi e di tutte le epoche. Specie dove, e quando, questo conflitto tra "umanità" e potere (che ha facoltà di promulgare leggi che vadano non solo a vantaggio della comunità, ma che siano anche funzionali a perpetuare sé stesso) si faceva più acuto.

 

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OCCHIO CRITICO
di Beppe De Fusco
La Mahler Chamber Orchestra diretta da Daniel Harding per l´Associazione Scarlatti

Aspettative deluse al Teatro San Carlo

Napoli, Teatro San Carlo - E´ stato certamente insieme merito e fatica dell´Associazione Alessandro Scarlatti inaugurare (subito dopo però un felicissimo festival da camera dedicato a Debussy in quattro appuntamenti a palazzo Zevallos Stigliano, a via Toledo, nelle scorse domeniche) la propria stagione 2012/2013 con un´orchestra e un direttore tra i più noti del panorama musicale d´oggi, nella bella sede del Massimo cittadino lo scorso 17 ottobre.

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IL TEATRO CI GUARDA

di Antonio Tedesco

Sguardi incrociati

 

Da quante parti ci guarda il teatro, e che ci dice quando ci guarda?.

I primi di giugno di quest´anno, mentre a Napoli partiva in gran pompa il Napoli Teatro Festival a Jenin, una località della Palestina, veniva rapito nella sua casa (per la precisione, la notte del 6 giugno), da militari dell´esercito israeliano, Nabil Al-Raee, Direttore Artistico del Freedom Theatre (che ha sede, appunto, in quel campo profughi) per essere portato in una località sconosciuta.

Il Teatro, nel suo osservare il mondo, immancabilmente ne riflette i guasti. Cosa ci dice qui da noi nel corso, per esempio, di queste opulente manifestazioni estive? Con quale dei suoi infiniti aspetti possibili si presenta e ci rappresenta?

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di Antonio Tedesco

La solitudine dei numeri zero

E se Jennifer avesse avuto facebook?

La protagonista di Le cinque rose di Jennifer, la piece di Annibale Ruccello (ri)vista recentemente al  Teatro San Ferdinando di Napoli nella nuova versione realizzata da Pierpaolo Sepe, vede la sua esistenza scandita dagli squilli pressoché continui di un telefono che non porta mai, però, la notizia d lei attesa e sperata. Quegli squilli sembrano, piuttosto, l’eco del vuoto che arriva da un indefinito altrove. Chissà se Jennifer, potendo avere a disposizione il famoso social network, sarebbe riuscita più facilmente a contattare il suo agognato (e chissà se mai veramente esistito) Franco, dal quale aspetta invano, da mesi, una telefonata.

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Morto Arnoldo Foà, aveva 98 anni: protagonista del ´900 dal teatro alla tv

L´actualité du mois et le programme des Théâtres Parisiens Associés Venez découvrir les pièces des Theatresparisiensassocies.com !

Venezia - HEDDA GABLER di Henrik Ibsen AL TEATRO GOLDONI DI VENEZIA | 8-12 gennaio 2014þ con Manuela Mandracchia, Luciano Roman, Jacopo Venturiero, Simonetta Cartia,Federica Rosellini, Massimo Nicolini, Laura Piazza