Giovedì, 12 Dicembre 2019  
                                                   

Cerca:  

 

MISERIA E NOBILTA´  da Eduardo Scarpetta

drammaturgia  e regia di Laura Angiulli

al teatro Galleria Toledo fino al 28 dicembre

Servizio di Antonio Tedesco

Napoli - Un patrimonio drammaturgico da riscoprire. Questo l´intento che sembra muovere Laura Angiulli negli allestimenti dalle opere da Petito, Scarpetta – e tra poco Viviani – su cui si sta concentrando il suo lavoro in questi ultimi tempi. Ma come mettere in scena un testo tanto noto (e usato) come Miseria e Nobiltà di Eduardo Scarpetta, con, per di più, una versione cinematografica celeberrima che vede tra i protagonisti il grande Totò, e farne emergere ancora una volta in maniera diversa e originale il valore intrinseco della scrittura e del linguaggio utilizzati e la sapienza dell´intreccio drammaturgico? La Angiulli sceglie una strada non facile.  Quella del convinto rigore linguistico unito ad una moderna visione della messa in scena.

Così, mentre il napoletano parlato dai personaggi ritrova la sua pienezza espressiva, la sua rotondità di suoni e di significati che gli restituiscono e confermano quella piena dignità di lingua (teatrale) autonoma, che l´ha sempre contrassegnato, la messa in scena si affida a pochi, allusivi e significativi segni che, decontestualizzando l´azione, la rivitalizzano, rilanciandola in un ambito più ampio e articolato. Sulla scena nuda, quindi, i personaggi diventano figure che si stagliano sul vuoto, come a sancirne una sorta di valore assoluto, al di là della caratterizzazione scenografica che definisce un luogo e un ambiente, e che in opere di questo genere risulta essere sempre di impianto marcatamente naturalistico. Questa "nudità" definisce la "miseria" del primo atto. Ne allarga la valenza da una dimensione puramente materiale ad un ambito più generale, che coinvolge aspetti anche più propriamente umani e morali. Una sorta di miseria universale che affligge gli uomini incapaci di comprendersi, di cooperare, di uscire fuori dai loro meschini egoismi. Nel secondo atto la miseria si maschera, letteralmente, spacciandosi, appunto, per "nobiltà". Un doppio sipario si apre ad indicare l´inizio di una rappresentazione nella rappresentazione (una sfumatura di differenza dal classico teatro nel teatro). I "miserabili" del primo atto, adesso sono agghindati con costumi vistosi e tanto di naso finto. Al posto delle poche e nude sedie, sulla scena adesso c´è un classico salotto borghese (divano, poltrone, tenda, tavolino ecc.) ma tutto ricoperto di panni bianchi, come a preservarlo e, allo stesso tempo a spersonalizzarlo, simbolo dell´omologazione e della volgarità della ricchezza dei parvenu. Al vuoto che si dibatteva in (comica) disperazione si sostituisce, quindi un "pieno" fatto di illusoria finzione. Ci troviamo, allora, di fronte ad una lettura scenica che conferisce al testo, visto quasi sempre, e in maniera esclusiva, come pre-testo comico, uno spessore inedito. Che, come abbiamo già accennato, passa anche attraverso la valorizzazione della sua ricchezza linguistica, a sottolineare il valore drammaturgico di questi autori, artefici di una grande tradizione scenica e culturale. Ed è proprio grazie a questa attenzione quasi filologica al linguaggio che  Laura Angiulli riesce ad ottenere dalla recitazione dei suoi attori un effetto straniante e fortemente antinaturalistico. Attori che hanno pienamente aderito al disegno registico, grazie anche all´esperienza di molti di essi, a cavallo tra il teatro di tradizione e quello di ricerca, quali Nunzia Schiano e Tonino Taiuti, o le eclettiche Alessandra D´Elia e Laura Borrelli, impegnate in più ruoli, così come Agostino Chiummariello e Antonio Marfella, insieme agli altrettanto bravi Michele Danubio, Roberto Giordano e Stefano Jotti.  Per la messa in scena di uno Scarpetta che, in sintesi, ci è parso molto beckettiano.

 

 

21 dicembre 2013

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Seguici su



Consiglia questo indirizzo su Google






















Morto Arnoldo Foà, aveva 98 anni: protagonista del ´900 dal teatro alla tv

L´actualité du mois et le programme des Théâtres Parisiens Associés Venez découvrir les pièces des Theatresparisiensassocies.com !

Venezia - HEDDA GABLER di Henrik Ibsen AL TEATRO GOLDONI DI VENEZIA | 8-12 gennaio 2014þ con Manuela Mandracchia, Luciano Roman, Jacopo Venturiero, Simonetta Cartia,Federica Rosellini, Massimo Nicolini, Laura Piazza