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Al Teatro Bolivar "PULCINELLA E L´EREDE UNIVERSALE"

Servizio di Maurizio Vitiello

Napoli - Le Pecore Nere srl hanno presentato al teatro Bolivar di Napoli "PULCINELLA E L´EREDE UNIVERSALE" di Massimo De Matteo e Sergio Di Paola, liberamente tratto da "Il testamento di Pulcinella" di Carlo Sigismondo Capece con Sergio Di Paola, Andrea Cioffi, Viola Forestiero, Salvatore Esposito, Gioia Miale, Elisabetta D´Acunzo, Pino L´Abbate, Gennaro Silvestro, Antonio D´Avino. Coreografie di Lorena Leone; Costumi di Pina Napolitano; Scene di Luigi Ferrigno; Regia di Massimo De Matteo.

Carlo Sigismondo Capece, forse, conosce il Trinchera e umanizzando le variegate maschere le spinge dai "vezzi" ai "vizi".  E´ un mondo popolato di sicuri mostri quello che circonda il vecchio zio, protagonista di questa declinante storia. Da una parte le morbosità invero assillanti, le necessità, il lascito-eredità, le sue ultime volontà, dall´altra l´attesa spasmodica di una rigogliosa rinascita. Tutti attendono la sua morte, quasi ne hanno bisogno; sembrerebbero incanalarla. E´ una generazione in attesa, in agognata attesa. Anche Pulcinella nei panni del nipote urla: "questa è casa mia! Fai presto a fare quello che devi fare!". Si tratta di una micidiale metafora antica, ma assolutamente eloquente dei nostri giorni, della nostra condizione economica e, soprattutto, politica. E questa sorta di limbo, di sorta di speranza in attesa, trasforma tutti in mostri attendisti, attorno a un protagonista ingombrante, che, infatti, non cede il posto nemmeno al Pulcinella, ma, piuttosto, è pronto ad una cura rinvigorente, quasi un lifting, che possa permettergli di sposare una donna, che potrebbe essergli figlia, rubandola al nipote che, nel frattempo, invecchia come tutti quelli che come lui attendono delle decisioni, un´eredità, una qualunque , che dia loro un ruolo, un posto nella società, insomma , una chance. Ma Carnevale non muore mai e non brucia sulla pira, dove, piuttosto, vanno in fumo le speranze di un´altra giovane generazione, l´ennesima che rovina su se stessa. Tutto ciò genera decadenza ed è decadente la nostra società, che non offre speranze a chi ha coscienza. E vive l´ottuso e l´ignorante e s´arricchisce il superficiale, come sempre. Ma il vecchio, lui, ha voluto così; non facendo quello che doveva fare, è lui il vero mostro. Mostro su mostro la società decade, ripiega.

Vuol essere questo spettacolo una parabola etica su questioni di oggi.

Tutti dovrebbero rimboccarsi le maniche per non far generare mostri su mostri.

Notato, nella parte di Enrico, un giovane e bravo attore napoletano, formatosi a Genova, Andrea Cioffi, che avrà sicuro futuro sulle scene di teatri importanti.

 

Massimo De Matteo


21 dicembre 2013


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