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Nancy Brilli locandiera nel capolavoro goldoniano

In scena all’Acacia fino al 15 dicembre

Servizio di Francesco Gaudiosi

Napoli - Nancy Brilli torna sulle scene dopo una lunga assenza dal palcoscenico confrontandosi con uno dei personaggi teatrali più celebri e più audaci nella storia del teatro: La locandiera. Il personaggio goldoniano, sfacciato e ammaliatore, sottomette tutti gli uomini della locanda grazie al suo irresistibile fascino al solo fine di garantire i propri interessi. Incisiva ci è parsa l’interpretazione della Brilli, la quale imprime al personaggio di Mirandolina una dose di femminismo che farà da contrasto ai terreni appetiti maschili del Conte d’Albafiorita e del Marchese di Forlipopoli, ma allo stesso tempo sarà capace di subordinare l’oscuro quanto inarrivabile Cavaliere di Ripafratta. La trasposizione registica favorisce una buona dose di originalità che non contrasta, però, con la tradizione del testo goldoniano.

Le musiche inoltre esaltano la dose di eros che questa donna sprigiona al contatto con gli uomini con cui si trova ad avere a che fare, inserendo quindi un ulteriore elemento di regia inedito e di  piacevole effetto. Ma mantiene allo stesso tempo assoluta fedeltà ai dialoghi del testo e al rispetto della trama stessa,  contribuendo, così, a rendere la messa in scena decisamente credibile e convincente . Questo perfetto binomio originalità-tradizione è seguito anche dai costumi di Nicoletta Ercole che rendono il Conte ed il Marchese personaggi smodati ed esagerati nelle loro azioni grazie a vesti talvolta ridicole talvolta eccentriche, e che invece fanno di Mirandolina un personaggio austero ma intelligente, che non ha bisogno di celarsi dietro fantomatici abiti per ottenere i suoi scopi. Infatti, come dice essa stessa durante lo spettacolo i suoi unici obiettivi sono salvaguardare l’interesse, la reputazione e la libertà; cose che otterrà solo attraverso il matrimonio con Fabrizio, cameriere della locanda. A proposito di ciò, dice il regista Marini: “Nel perverso, quanto sterile, gioco di relazioni pericolose, l’Amore è sostituito dalle sue recite e la finzione si serve dell’Amore stesso come strumento e mai come autentica componente affettiva, fino al punto che il desiderio (maschile) faticosamente ritrovato, viene deriso e sbeffeggiato prima di morire, sacrificato sull’altare di un narcisismo (femminile) che tra calcolo, opportunismo, rivalsa, anche interclassista (ma le cose non andranno affatto meglio tra componenti della stessa classe) procede, costi quel che costi, senz’altro oggetto se non il proprio trionfo”. Appropriate ed espressive le scene di Alessandro Chiti che attraverso degli specchi girevoli ed un taglio di luci mai troppo invadente restituisce allo spettatore la visione di una Mirandolina dalle molteplici sfaccettature e mai fino in fondo capace di essere compresa, grazie alla sua invidiabile astuzia. Al fianco della Brilli sono in scena Fabio Bussotti, Giuseppe Marini, Maximilian Nisi, Fabio Fusco e Andrea Palotti.


21 dicembre 2013

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