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Un inedito Fiorello in versione teatrale ricorda Domenico Modugno

"Penso che un sogno così" al teatro Diana fino al 15 dicembre
Servizio di Francesco Gaudiosi



 

Napoli - Beppe Fiorello, dopo innumerevoli e prestigiose collaborazioni cinematografiche e televisive che lo hanno senza dubbio reso uno degli attori più amati e apprezzati degli ultimi anni, esordisce a teatro con "Penso che un sogno così", un omaggio ad un cantautore unico come Domenico Modugno non dimenticando però felici amarcord familiari della sua giovinezza.

"Sarà un semplice omaggio personale e affettuoso ad un ragazzo del Sud che come me ha inseguito sogni e passioni, il cinema e la musica, ma non sarà soltanto un viaggio nella vita di Mimì (Modugno),sarà anche l´occasione per raccontare fatti, storie e personaggi di un tempo passato felice…"

dice Fiorello, e riesce pienamente nel suo intento, seguendo un ritmo della storia nella quale le vicende di Modugno si fondono alla perfezione con le narrazioni degli aneddoti della sua infanzia, contrassegnata da molteplici analogie tra la realtà siciliana in cui l´attore è cresciuto, e i testi che Modugno canta. Il tutto caratterizzato da un leitmotiv del ricordo del padre, che gli ha trasmesso l´amore e l´interesse per le canzoni del Grande Mimmo. Prestigiosa inoltre la regia firmata da Giampiero Solari, che fa focalizzare l´attenzione dello spettatore su Fiorello attraverso la scenografia essenziale di Patrizia Bocconi e il gioco di luci di Marcello Iazzetti e che non compromette il ritmo dello spettacolo, anzi lo facilita rendendolo nel complesso più leggero e piacevole. Particolare inoltre la scelta di una sorta di velatino mobile che fa comparire e scomparire i due chitarristi Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma, unici altri membri del cast con Fiorello. La musica cantata dal vivo, con l´accompagnamento di sole due chitarre risulta vera e spontanea, senza fronzoli, in piena poetica modugnana. Sentita e particolarmente attuale è il tema dell´ILVA di Taranto, tra l´altro quest´ultima città natale di Modugno, che Fiorello inserisce nello spettacolo poco prima di cantare proprio "Amara terra mia". Non mancano però classici del repertorio di Mimmo come "La donna riccia", "Tre briganti e tre somari", "Piove", "Meraviglioso" e "L´uomo in frac", con  cui si chiude lo spettacolo. Manca la versione integrale di "Nel blu dipinto di blu (Volare)" che Fiorello canta ma segmentandola in vari spezzoni che introducono la descrizione di vicende legate alla sua fanciullezza o a quelle del cantautore, quasi come se volesse andare in controtendenza non cantando una canzone fin troppo famosa e probabilmente scontata per uno spettacolo che vuole andare a fondo nella vita di Modugno, oltre gli allori della celebrità. Lo spettacolo risulta quindi piacevole e divertente e ha un piglio decisamente diverso dalla semplice storia della vita di Domenico Modugno come si può vedere nella fiction "Volare", andata in onda l´anno scorso sempre con Fiorello nei panni del cantante tarantino. Al teatro Diana fino al 15 dicembre.

 

8 dicembre 2013

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