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Con "Tempo pessimo per votare" si apre la stagione all´Elicantropo

Un testo di Saramago adattato da Carlo Cerciello

Servizio di Maddalena Porcelli

 

Napoli - L´Elicantropo apre la nuova stagione 2013/2014 con una rappresentazione molto interessante, la cui regia è firmata da Carlo Cerciello. Lo spettacolo è tratto dal testo di Josè Saramago, "Saggio sulla lucidità", posteriore al romanzo dell´autore, "Cecità", al quale per certi tratti si ricollega, attraverso echi e rimandi di personaggi descritti. Cerciello, da sempre impegnato in un teatro connotato da un forte impegno politico e civile, sorretto dal prezioso, essenziale, contributo degli allievi del suo laboratorio permanente, tutti ottimi attori in scena, ci offre una rappresentazione che fin dal titolo "Tempo pessimo per votare",  ne denota l´intento, quello cioè di una disamina della condizione di assoggettamento di un popolo, non interessa quale, né di qual luogo, a un potere cinico e spietato, sottoposto esso stesso al dominio del mercato, che non accetta regole, essendo al contempo dentro e fuori alla legge.

La scena, infatti, ci rimanda immediatamente all´immagine del tempio massonico, con il suo pavimento a scacchi bianco e nero, con il sipario sul fondo che si apre e si chiude di continuo, mostrando e nascondendo il volto di un potere occulto, che dentro quel tempio tesse la trama dei propri interessi, teso com´è al profitto e disposto a tutto pur di mantenere inalterato il sistema al quale appartiene. Si delineano personaggi caricaturali, volti celati dietro maschere di gomma, deformati da smorfie e movenze grottesche, che si agitano senza pudore, beffarde nella loro tracotanza. Dall´alto uno schermo piatto, indica il mezzo d´informazione bugiarda al servizio dei cittadini. Si descrive un destino, quello di una popolazione che tenta di rompere il muro d´indifferenza dietro il quale è stato relegato, ossia quella "cecità", così ben raccontata da Saramago nell´omonimo romanzo, e tenta una ribellione che purtroppo non avrà esito felice. L´occasione è data dalle elezioni, il cui risultato apparirà sconcertante: l´83 per cento degli elettori sceglierà di votare scheda bianca, manifestando così il proprio dissenso e la volontà di cambiamento. Ma la reazione sarà violenta e ancor più spietata la strategia per il ripristino dell´ordine costituito, da non lasciare altro intorno se non vuoto e desolazione. Saramago in un´intervista dichiarò "Se è certo che senza democrazia non ci sono diritti umani, è anche vero che senza diritti umani non c´è democrazia". Di fatto il nostro sistema cosiddetto democratico, così com´è strutturato, altro non è che un´oligarchia tirannica, divisa tra padroni e schiavi, ricchi e poveri. Qualsiasi dissenso viene strumentalizzato per soffocare sul nascere la volontà di cambiamento e rafforzare il sistema di potere. Se la scheda bianca simboleggia la lucidità popolare nel suo risveglio dalla cecità dell´indifferenza che pervade la società contemporanea, essa è, al contempo, il giocattolo illusorio che serve solo a garantire la regolarità delle elezioni stesse. Un sistema, dunque, che rappresenta, a tutti gli effetti, i limiti della democrazia. Se il popolo pretendesse, com´è nel suo diritto, di contestare la classe politica e impedire loro di ripresentarsi a elezioni  future, il potere utilizzerebbe questo stesso diritto contro il popolo, con il pretesto, falso, di salvare la democrazia. Cerciello ci rappresenta queste dinamiche, nel suo procedere, di volta in volta, attraverso la descrizione di situazioni paradossali ma reali, che la storia ci ha già abbondantemente fornito, seppure celandole. Stato di eccezione, stato di assedio, sospensione dei diritti, prove falsificate, attentati terroristici, capri espiatori costruiti in laboratorio e dati in pasto ai media complici del sistema. Eppure dei segnali, seppure flebili, ci arrivano dal cuore stesso dell´uomo, che non sempre è disposto a lasciarsi sopraffare, che talvolta reagisce e si sottrae ai meccanismi ingiusti, anche a prezzo della vita. Quella speranza risiede nella consapevolezza e nella capacità di sviluppare una coscienza critica tale da diventare presupposto per la  creazione di istituzioni popolari stabili, in grado di opporsi ai centri di potere privato. Non importa quanto tempo ci vorrà, se mai si potrà arrivarci. Importante è non lasciarsi ridurre a fantocci inconsapevoli e passivi, indottrinati per essere altro da sé, ma di prendere coscienza, nell´esperienza pratica e nel confronto con la realtà di ciò a cui veramente aspiriamo. Una delle tecniche più aduse al sistema di potere per limitare la forza di un popolo è quella di cancellare dalla storia i veri agenti del cambiamento, di distorcerla per farci credere che siano stati grandi eroi a far tutto, al fine di far credere alla gente di non essere in grado di far nulla, di essere senza speranza, di attendere il grande uomo che risolverà i problemi. Tutto questo sembra suggerirci Cerciello, in questo spettacolo, realizzato con i ragazzi nel suo lavoro laboratoriale, la possibilità di sviluppare un senso, laddove un senso viene negato, un senso che è innanzitutto, per usare parole da lui stesso espresse" autodifesa dalle radiazioni nocive dell´idiozia, allargamento dell´orizzonte culturale, etico, sociale, civile e politico". In scena fino al 24 novembre.

 

26 novembre 2013

                          

    

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