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"Servo di scena" regia di Franco Branciaroli – dal 19 al 24 novembre al Teatro Bellini

Servizio di Mario Migliaccio


 Napoli - Il teatro e la storia, il teatro e la guerra. Ecco il parallelo che vien fuori da una straordinaria rappresentazione:

"Servo di scena". Uno dei più celebri testi del drammaturgo inglese Ronald Harwood, che ha curato pure l´adattamento cinematografico dell´omonimo film di culto, girato da  Peter Yates nel 1983. Dal 19 al 24 novembre, lo spettacolo sarà in scena al Teatro Bellini di Napoli. Tutta la rappresentazione gira attorno le vicende inglesi durante la Seconda guerra mondiale, in cui si assiste al racconto di uno dei tanti attori inglesi che, sotto le bombe, giravano tutta l´isola per portare al popolo provato da sacrifici immensi la parola del più grande poeta nazionale, William Shakespeare.

Il protagonista, Sir Ronald (Franco Branciaroli) è un attore di secondo rango che si attribuisce quell´appellativo di "Sir" pur non essendo mai stato nominato baronetto. Egli è vittima di un´inesorabile decadenza psicofisica, confonde i testi e le battute, si perde camminando per la città nel giorno di un debutto importante. Tra i personaggi che lo affiancano e ne subiscono il carattere lunatico, c´è il suo servo di scena, che lo accudisce e lo difende anche quando il suo comportamento appare indifendibile. In realtà il suo scopo è quello di tenerlo buono per riuscir a ricevere un po´ di riconoscenza e a rientrare nelle sue grazie al momento del testamento. Il fedele "dresser" è interpretato da un eccezionale Tommaso Cardarelli, il dresser Norman, infinita risorsa di pazienza humour. Il termine inglese "dresser" equivarrebbe più precisamente al nostro "vestiarista", ma l´autore della traduzione, Masolino D´Amico, ha optato per un vocabolo meno esatto ma più suggestivo. Sia Branciaroli che Cardarelli sono efficacissimi, su sponde opposte, nel loro essere diversamente protagonisti: Branciaroli, giunto ad una straordinaria maturità espressiva, anche nei suoi silenzi, e Cardarelli che interpreta tutto sul filo di un´ angosciante isteria. Che tutto lo spettacolo giri intorno al discorso meta teatrale, lo si capisce anche dalla scenografia. Essa è divisa in due piani, in cui, al piano di sopra vi è un vero e proprio teatro con tanto di sala e pubblico, mentre, al piano sottostante, vi sono i camerini degli attori. Franco Branciaroli, oltre ad allietare il pubblico con una recitazione perfetta, lo si apprezza anche per la regia. Infatti, si può notare la scelta di far recitare gli attori verso un pubblico immaginario così da essere di spalle al pubblico reale, durante la messa in scena del "Re Lear". Da apprezzare, particolarmente, sono anche i molteplici giochi di luci e suoni che simulano i bombardamenti.  Quella di Branciaroli sembra una vera rappresentazione della vita reale sul palcoscenico e dietro le quinte: vengono messi in scena i dubbi, le paure e le incertezze che gli attori hanno solitamente prima del debutto. Dunque, Branciaroli è un attore che ama il teatro penetrando nell´immaginario (o nella realtà) di altri attori. "Servo di scena" è ritagliato ad hoc sulla figura di un attore di carisma, com´è il multiforme protagonista di questo spettacolo. In "Servo di scena" viene messo in scena un tipo di rappresentazione che raramente vediamo in giro: un tipo di teatro vero, essenziale, rischioso ma ricco di emozioni da regalare al pubblico.

 

 

21 Novembre 2013

 

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