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Successo di pubblico al teatro Augusteo di "Esseoesse" con Biagio Izzo e Francesco Procopio

Servizio di Pino Cotarelli

 

 

 

Napoli - Una serata di successo per Biagio Izzo e il suo spettacolo "Esseoesse" che ha aperto il cartellone della stagione 2013/2014 del teatro Augusteo dove rimarrà fino al 3 di novembre. Un consenso condiviso dalle presenze tipiche della prima serata: folto pubblico, addetti ai lavori e giornalisti di varie testate. Apprezzata molto anche l´ottima collaborazione di Francesco Procopio.  Un filmato introduce nella storia che si svolge in un´oasi nel deserto, in seguito ad un atterraggio di fortuna di un aereo in avaria dove, un turista (Biagio Izzo) malvolentieri accetta di salire per un viaggio consigliato dall´amico Francesco (Francesco Procopio)  per godersi le bellezze delle piramidi egizie.

I berberi che sopraggiungono per salvare i passeggeri non si accorgono che nel bagno stordito è rimasto lui e quando esce scopre di essere solo; gli resta solo la possibilità di adeguarsi ad una vita nella quale gli mancano tutte le cose, anche quelle che ha maledetto fino a poche ore prima. Comincia a vedere strane figure con cui dialoga fino a scoprire che sono solo miraggi. Una scenografia ben congegnata, coda d´aereo affondata nella sabbia del deserto, portellone  per introdurre alcuni personaggi, molti dei quali ottimamente interpretati da Francesco Procopio. L´oasi mette il turista (Biagio Izzo) al riparo dalla vita frenetica quotidiana,  ma gli fa desiderare le cose che gli mancano e senza le quali sembra non poter vivere tranne a scoprire al momento del salvataggio arrivato dal cielo, che forse è meglio la quiete del deserto che lo stress della quotidianità. Oltre ai dialoghi di Biagio Izzo, divertono le caratterizzazioni dei vari personaggi dei miraggi (un comandante d´aereo, un indiano, un marocchino, un soldato, un presentatore di radio) interpretati da Procopio, che si alternano con un gruppo di ottime ballerine che si esibiscono da odalische, da berberi, con un tappeto musicale trascinante e ammiccante.

 

Biagio Izzo,  "Esseoesse" altra sfida per la sua comicità dopo quella con "Tutti con me".

Sfida, vogliamo chiamarla sfida, ma sono sempre nuovi esami. Diceva un grande gli esami non finiscono mai. "Tutti con me" è uno spettacolo di amarcord nostalgico, raccoglie un po´ di tutta la mia carriera, tutti i miei personaggi che mi fa piacere rifarli vedere al pubblico dopo tanti anni. Questo invece è uno spettacolo completamente diverso, nasce dalla gente, dalle loro critiche; chissà perché all´attore è affidato il compito di parlare per loro voce come se potesse risolvere i problemi. Molta gente che incontro mi dice spesso vorrei andare in un deserto per non vedere più tasse, politica, disoccupazione, ecco è come una vera e propria evasione da questo momento difficile che stiamo vivendo, una metafora della vita da cui vorresti a volte scappare ma non hai scampo.

 

Quindi "deserto" come luogo per una dimensione rallentata e più umana, da dove si finisce per apprezzare ancor di più quello che non si ha, le comodità a cui siamo ormai abituati e di cui non sappiamo fare a meno?

Certo è una situazione di disagio, ti manca il telefonino, la macchina, l´ipad, tutto ciò che è elettronico, automatico e che quando non l´hai a portata di mano ti sembra di non poter più vivere, poi ti accorgi invece che in fondo in fondo, non ne hai bisogno, anzi si vive meglio senza.

 

Da "Bibì e Cocò" ad oggi, quanta strada.

Beh, ho iniziato nel 1979 sono tanti anni ma non si arriva mai, corri, corri, ma forse è proprio questo che ci  dà la forza di fare sempre di più.

 

Ricorda il posto dove ha fatto la tua prima esibizione?

Certo nel garage di casa mia, organizzavo le recite, come si chiamavano allora; prendevo spunto dai libri scolastici dove c´era arlecchino, pulcinella e io facevo sempre pulcinella.

 

La comicità va adeguata per il teatro, il cinema, la tv?

Sì, io le distinguo come varie discipline, hanno dei tempi completamente diversi; ma la comicità è unica, è far ridere il pubblico.

 

Quale suo personaggio le assomiglia di più e le è più caro?

Lo sanno pure i cinesi che io sono Bibì.

 

Qualche aneddoto?

Avrei da scrivere libri di aneddoti, poi con Bibì fra comunioni e matrimoni si può immaginare quello che mi è successo….

 

La sua comicità si può insegnare?

Molti mi chiedono di tenere corsi in scuole di recitazione, non so se sono all´altezza, sicuramente potrei parlare della mia esperienza di vita, di quello che mi è accaduto; il mio modo di recitare non è da attore di battute, non sono un cabarettista puro, io sono un attore comico e quindi realizzo situazioni comiche che faccio rivivere facendo diversi ruoli,  la donna, il bambino, l´ubriaco ma rimanendo sempre la stessa persona.

 

Riesce a rimanere estraneo ai suoi personaggi, non è facile identificarti con uno in particolare.

Credo che bisogna nascere per fare questo mestiere, molti rimangono ingabbiati nei propri personaggi.          

 

Attore molto richiesto da tv, teatro, cinema, eppure molto umile, non si fa prendere dal successo, dalla fama? 

Sono una persona tranquilla, faccio il lavoro che ho sempre desiderato fare,  facciamo tanto per diventare popolari e nel momento che lo si diventa, giriamo la faccia? Per fare gli spocchiosi? Sarebbe un controsenso.

 

Cosa farà da grande? 

Me lo sto chiedendo ancora, spero di fare questo mestiere, come mestiere, anche se sembra un bisticcio di parole.

 

Ci sono altri ruoli o lavori a cui ambirebbe?

Mi chiedono spesso di provare a fare cose drammatiche, potrei anche farlo visto che sono un attore, ma sarebbe necessario un regista che mi guidi, che mi convinca, mi consigli; un comico ha grande equilibrio nella comicità ma nella drammaticità potrebbe diventare patetico e non mi piacerebbe.

 

Grazie, Biagio, per la disponibilità. 

Un bacio a tutti voi di Teatrocult e grazie della bella opportunità.



29 ottobre 2013

 

 

 

 

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