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Meola: “Con orgoglio rivendico la mia libertà dagli ingranaggi istituzionali”

Faccia a faccia con la creatività di un autore indipendente

Servizio di Maddalena Porcelli

Napoli - Giovanni Meola, che incontreremo al Piccolo Bellini dal 5 al 14 aprile con lo spettacolo Munno e Terzo Munno di Luigi Credendino, è un autore, regista, sceneggiatore di teatro e di cinema; una forza della natura, dirompente e vitale, appassionata del suo lavoro come difficilmente ci è dato d’incontrarne in questi tempi opachi. Il suo è un lavoro politico, nel senso più elevato che si possa attribuire alla parola. Con orgoglio rivendica l’essere indipendente da ogni ingranaggio istituzionale che soffoca la libertà espressiva e creativa. La sua indagine si concentra, in particolare, sulla realtà delle periferie, sottolineando situazioni e personaggi coperti dal silenzio ufficiale, scardinando tutti quei luoghi comuni e scontati di condanna aprioristica, per mostrare quegli aspetti meno ovvi, di vuoto esistenziale di tanti giovani, anche criminali, la cui condizione è determinata e imposta e non scelta con libera consapevolezza.

Una sfida coraggiosa se si considera   che  per  raccontare  certe tematiche bisogna in qualche modo innamorarsi dei propri soggetti e ciò può avvenire solo se si è pienamente coscienti. Il fenomeno della criminalità giovanile nel sud, egli dice, solo apparentemente riguarda chi  in questi luoghi ci vive, ma sostanzialmente è un problema nazionale che si evita di affrontare.

E allora, si chiede, la farsa sta nella considerazione di un’Unità italiana che non esiste…

Autore indipendente, Giovanni Meola è un uomo che la sera dorme sereno, poiché non ha nessuno, dice, che gli sta col fiato sul collo.

La sua compagnia teatrale nasce grazie alla collaborazione di persone  con le quali si è stabilita una relazione di amicizia, dunque di fiducia estrema, con le quali condivide anni e anni di esperienze comuni; un’unione umana oltreché professionale, da cui trae forza e coraggio.

Nei prossimi giorni, quindi, potremo vederlo al Piccolo Bellini, con Munno e Terzo Munno di cui egli firma la regia e il cui autore è Luigi Credendino, un attore professionista incontrato in uno dei tanti laboratori scolastici che  tiene da oltre quindici anni in svariate scuole della Campania  in veste di  operatore e

formatore teatrale, dal cui incontro   è nato un

legame che si è consolidato nel tempo.

Così è iniziato il suo percorso artistico in teatro, nella consapevolezza del valore di un teatro come luogo assembleare, capace di sviluppare comunità.

Dapprima lavorando con i reclusi minorenni nel carcere di Nisida, in seguito creando  un’associazione culturale, ”Virus Teatrali”, grazie alla quale ha fondato La Compagnia della Legalità.

Ha sviluppato così progetti teatrali di grande spessore civile che da oltre un decennio porta in giro per l’Italia, riscuotendo il favore del pubblico, non solo napoletano, e della critica. “L’Infame”  e “Frat’ ‘e sanghe” sembrano  essere, dal tono in cui ne parla, i suoi prediletti, ma la sensazione che trasmette è sempre quella di una passione incontenibile per tutto ciò che produce.

I suoi cortometraggi, intensi e poetici, tutti autoprodotti, esprimono al massimo la sua libertà creativa, proprio perché non soggetti agli ingranaggi dell’industria.

I film parlano della realtà e fanno pensare.

In particolare “Il Pinocchio Carognone” a quella bella stagione che fu il neorealismo, troppo presto soffocato dalla censura e dall’industria.

Ancor più oggi, laddove il binomio cinema-capitali da investire non lascia spazio al cinema basato sulla creatività e la passione sociale, il cinema indipendente rappresenta la vera e unica sfida possibile all’eterna pseudo-realtà che i media propinano, che annebbia le coscienze subordinandole a quello che Jost definisce “L’impero del falso”.

 

 

9 aprile 2013


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