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AL TEATRO TRIANON IL PROGRESSIVE ITALIANO PROTAGONISTA IN UNA MEMORABILE “PROG NIGHT” ATTRAVERSO LE SFUMATURE SINFONICO-BAROCCHE DELLA STORIA NEW TROLLS, LA VENA ROCK DI LINO VAIRETTI E I VIRTUOSISMI PSICHEDELICI DELLE ORME

Servizio di Guerino Caccavale

Napoli. E’ stata una grande “Prog Night” quella di domenica scorsa che ha visto Le Orme e La Storia New Trolls esibirsi in una nuova data del tour 2013 (partito a gennaio da Pordenone) al Teatro Trianon, per l’occasione pieno in ogni ordine di posti. Ospite della serata Lino Vairetti, storico frontman degli Osanna, che dà inizio ad una serata divisa in quattro parti e che alla fine si rivela davvero emozionante per i cultori di una musica, il progressive, che arriva fino alla porta del cuore e non si ferma alla mente, come la maggior parte dei detrattori sostiene: in fondo tale genere musicale, fenomeno prettamente europeo, ha rappresentato un’evoluzione del rock in cui, da fine anni ’60 in poi, i grandi gruppi dell’epoca si sono cimentati, dai Pink Floyd ai Genesis, dai King Crimson ai Jethro Tull di Ian Anderson. In Italia solo musicisti di elevata tecnica potevano confrontarsi con questa nuova musica, più raffinata rispetto al rock degli anni Cinquanta e Sessanta:  tra questi, gli Osanna hanno scritto pagine importanti di un percorso interrotto varie volte ma mai abbandonato del tutto, grazie soprattutto a Lino Vairetti. Accompagnato da una formazione composta da Gennaro Barba alla batteria, Sasà Priore e Irvin Vairetti  alle tastiere, Nello D’Anna al basso, Paco Capobianco alla chitarra, il leader degli Osanna coinvolge  il pubblico napoletano in una esibizione piena di energia e che in alcuni passaggi musicali  sconfina  nell’hard rock, proponendo canzoni figlie del periodo d’oro degli Osanna quali  “L’uomo”, “Vado verso una meta”, “In un vecchio cieco”, fino a  “Rosso Rock”, uno dei due inediti contenuti nell’ultimo disco, il live dal titolo omonimo uscito nel 2012.

Privo della sua maschera, frutto di un trucco pesante che ne ha sempre caratterizzato  la sua faccia dipinta, Lino Vairetti non ha perso nulla delle sue movenze  teatrali  e continua a portare in alto il nome degli Osanna che, non bisogna dimenticarlo, sono tra i più importanti esponenti napoletani del progressive, assieme al Balletto di Bronzo di Gianni Leone e al primo Alan Sorrenti.

Dopo una breve  pausa, sale sul palco La Storia New Trolls, progetto musicale voluto da Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo, ovvero i membri più rappresentativi e  creativi dei New Trolls, marchio che dopo innumerevoli vertenze legali non può essere più utilizzato da nessuno di tutti coloro che nel corso degli anni ne hanno fatto parte. Sono proprio loro due che hanno firmato i più grandi successi dei New Trolls. Il loro spettacolo inizia con “Quelli come noi”, brano presentato a Sanremo nel 1992, per poi continuare con “Visioni” del 1969 e “La prima goccia bagna il viso”, brano talmente lungo che non rientrando in nessuno dei due lati del 45 giri, terminava nel primo lato con un forte tuono e poi riprendeva nel lato B.

Si giunge così a due stupende tracce del “Concerto Grosso”, “Allegro”, con De Scalzi al flauto, e “Shadows”, una ripresa dell”Adagio” all’epoca dedicata a Jimi Hendrix: a tal proposito è da ricordare che Nico Di Palo, a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, era stato inserito da una rivista musicale inglese tra i 10 più bravi chitarristi europei ed aveva una grande ammirazione per il chitarrista di Seattle. Nonostante le sue tristi vicissitudini, egli  dimostra ancora una  inconfondibile vocalità: il pubblico apprezza ogni suo acuto assieme  alle sue qualità di tastierista.

Si continua poi con brani tratti da “Concerto Grosso n. 2” e “Barocco ‘n’ roll” tratto dal recente “The seven Seasons” ovvero, come De Scalzi tiene a sottolineare, le 7 stagioni del cuore. Veramente uno spettacolo trascinante il loro, tra influenze barockeggianti e virtuosismi tecnici non fini a se stessi, merito anche del resto della formazione: Francesco e Giorgio Bellia, rispettivamente basso e batteria, e Andrea Maddalone alla chitarra.

Arriva poi il momento delle Orme che celebrano il quarantennale di uno dei loro lavori più riusciti in chiave prog ovvero “Felona e Sorona”, un concept album che narra le vicende di due pianeti/esseri che sono allo divergenti tra loro ma allo stesso tempo complementari. Per l’occasione ne è stata proposta una sintesi in inglese con i testi del fondatore dei Van Der Graf Generator,  Peter Hammmill.

Le Orme, nella caratteristica formazione a tre, con un pimpante ed ispirato Michi Dei Rossi alla batteria, Michele Bon all’organo Hammond, tastiere e sintetizzatore, Fabio Trentini, voce, chitarra e basso, concludono la loro esibizione con “Era inverno” e “Cemento Armato”. La quarta e ultima parte è quella che vede riunirsi insieme sullo stesso palco Le Orme e La Storia New Trolls, oltre a Vairetti per un breve momento, così da formare un supergruppo che rievoca il suo passato con canzoni senza tempo quali  “Uno sguardo verso il cielo”, “Una miniera”, “Gioco di bimba” e si conclude con una gara di tecnica e improvvisazione tra tutti i musicisti, davanti a un pubblico in visibilio ed emozionato,  grazie anche alla particolare atmosfera creatasi in quello che si conferma ancora di più come il Teatro della musica a Napoli.

Per quanto riguarda i prossimi concerti che si terranno al Trianon sono da segnalare: Joe Barbieri il 28 marzo ed Edoardo Bennato in un doppio appuntamento Pasquale, il 30 e il 31 marzo.



27 marzo 2013 



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