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Pirandello al Bellini di Napoli con Il fu Mattia Pascal

Applausi per Tato Russo: “Ho tradotto con un lavoro di memoria ed esperienza un’opera che sarà caposaldo della produzione pirandelliana”

Servizio di Anita Curci

Napoli – Fino al 17 marzo al Bellini Il fu Mattia Pascal, il romanzo pirandelliano che Tato Russo ha tradotto per il teatro con un esito di notevoli proporzioni artistiche. Lavoro impegnativo fatto di riflessioni, esperienza, memoria. “Un’opera non scritta per il palcoscenico, ma che sentivo di dover restituire a Pirandello in forma teatrale”, così esordisce il maestro Russo nell’intervista rilasciata il mese scorso a Teatrocult, assicurando il rispetto dell’ideologia del drammaturgo agrigentino, e prendendo in considerazione i nuovi meccanismi del teatro. “Se fosse vivo, l’autore farebbe le stesse mie scelte. Oggi, ad esempio, si abbozza una scena senza che ci sia veramente, mediante le luci si descrivono ambienti che in sostanza non esistono. Rimango fedele al romanzo pur discostandomene”.

Niente di più vero. Durante la rappresentazione, tutto riporta al sapore di un paesino di provincia degli inizi del ‘900 e del dramma umoristico, caratteristica inconfondibile della produzione artistica di Luigi Pirandello.

Mattia (Tato Russo) racconta se stesso, la sua sciagura, l’essere uomo senza certezze e vocazioni.

Sposa la donna che non ama, si lascia prendere quella gravida di un figlio suo e che ama.

Sventato e ingenuo, il protagonista, vittima di peripezie al limite dell’assurdo, ma che conservano una recondita coerenza.

Mattia Pascal di Miragna rappresenta il fallimento universale più che personale. Vittima e carnefice, sciagurato (nella vita) e fortunato (al gioco). Tanti ingredienti si mescolano in questa trasposizione che trascende il reale, come vuole il romanzo, ma che sa rimanere all’interno di un palcoscenico in continua trasformazione per un cambio di scene veramente singolare e apprezzabile.

Giochi di luce attendibili, costumi azzeccati. Capacità attoriali di livello.

Il pubblico, che al termine della rappresentazione ha applaudito con convinto gradimento, ha lasciato il teatro sicuro di non aver sprecato tempo.

 

 

16 marzo 2013



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