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IL PROMESSO SPOSO di Franco Pinelli

Al Teatro Scarpetta fino al 17 marzo

Servizio di Antonio Tedesco

Casoria, Napoli - Prosegue con lusinghiero successo di pubblico la stagione del Teatro Scarpetta di Casoria, organizzata dall’Associazione Culturale Res Novae Teatro, diretta da Luciano Medusa. Spettacolo in cartellone in questi giorni è Il promeso sposo, scritto e diretto da Franco Pinelli che ne è anche interprete principale. L’intreccio, come nella migliore tradizione della farsa napoletana, è basato su un equivoco, o meglio uno scambio di persona. Una fatale omonimia che fa credere un giovane (Errico) che sta per sposare la figlia (Nannina) di un benestante signore (Nicola Paletta), un pericoloso uxoricida. La notizia, portata da un ex spasimante della ragazza (Felice) crea prevedibile ansia e preoccupazione soprattutto nel padre della sposa, che in ogni innocente gesto o parola di quello che nel frattempo è già divento suo genero, vede i segnali inequivocabili della imminente e terribile fine di sua figlia. Trovando in Felice, che si era visto soppiantare dal rivale nel cuore della ragazza, causa una sua temporanea assenza per malattia, un alleato ambiguo, che non riesce a soffocare del tutto la sua malcelata soddisfazione per la brutta situazione in cui il mancato suocero e la mancata sposa (che, nel frattempo, è all’oscuro di tutto) si sono venuti a trovare. Intorno a questo nucleo centrale si muove una girandola di personaggi, di volta in volta buffi, comici, grotteschi, che, come nella migliore tradizione di questo teatro, sono la vera linfa vitale della messa in scena, con il loro contributo fatto di bizzarrie, particolarità caratteriali, tic, manie e, insomma, tutto il ricco repertorio disponibile nell’inesauribile universo della classica farsa napoletana. Franco Pinelli, già collaboratore del compianto Mario Scarpetta, e da sempre molto attivo nel teatro di tradizione napoletano, lavora qui su un “format” tipicamente scarpettiano (riferendoci, ovviamente, al capostipite della famiglia, il celebre Eduardo Scarpetta). Ripropone, in qualità di autore, regista, ma anche di interprete, ambienti, situazioni, personaggi (non ultimo il famoso Felice Sciosciammocca) che richiamano meccanismi comici infallibili, ampiamente raffinati e collaudati nel tempo. E non certo con l’intento di riprodurre un semplice calco, quanto piuttosto per riaffermare e sancire quanto quegli stessi meccanismi e personaggi siano presenti e radicati tanto nell’immaginario popolare quanto nella storia della nostra gloriosa tradizione teatrale. Fondamentale in questo tipo di spettacolo è il gioco di squadra. La capacità di ogni attore di ritagliarsi il suo spazio negli ambiti che la regia gli assegna, offrendo il suo contributo soggettivo nel contesto di un delicato equilibrio generale. Perché nel meccanismo a orologeria della farsa è necessario che ogni rotella sia perfettamente oleata. Vale la pena, quindi, per una volta, citare il cast al completo, composto da Marcello Novissimo, Luigi Montella, Carlo Maratea, Maria Scatola, Alessandra Perna, Paola Piazzasi, Marina Moscatelli, Pinella Ventura, Franca Pierce, Luigi Ceci. Tutti ben orchestrati dalla precisa e scrupolosa regia di Franco Pinelli, il quale risulta ovviamente, molto efficace anche nel ruolo del protagonista, l’ansioso e preoccupatissimo padre della giovane sposa.

 

12 marzo 2013



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