Martedì, 04 Agosto 2020  
                                                   

Cerca:  

 

The country” di Martin Crimp con Laura Morante e la regia di Roberto Andò

Al teatro Bellini di Napoli dal 22 al 27 gennaio
Servizio di Mario Migliaccio

Napoli - Mistero, dubbio e menzogna sono i tre temi che risaltano agli occhi dello spettatore in quest’opera del maestro Crimp, esempio lampante del teatro inglese contemporaneo. L’opera ha come sfondo un paesaggio campestre, simbolo di serenità, spensieratezza, e il verde dei prati si mescola a quello più intenso degli alberi creando una sorta di magia dalla quale si rimane incantati. Qui, in “The Country”, la campagna è una striscia sottile, un tappeto verde con un’incantevole casetta in miniatura posta a sinistra del proscenio con alberi, attorno ad un rudere, che invece sono posti sul lato destro. La casa della coppia Corinne e Richard sembra però fredda e sterile, con una grande parete di vetro che la isola dal mondo esterno, un mondo fatto di ombre e di segreti.

Il salone dove si svolgono i fatti è arredato in modo essenziale: un tavolo, poche sedie, una poltrona. All’apparenza tutto può sembrare tranquillo e nulla suggerisce quell’intreccio di eventi, che in realtà è proprio il terreno dove cresce l’insolita famiglia. I continui litigi tra marito e moglie ed i sospetti che la donna nutre nei confronti del marito, non fanno presagire niente di positivo. Lei, Corinne (Laura Morante), è una donna raffinata, elegante e quasi sempre composta, dedita al ritaglio di un giornale. Lui, Richard (Gigio Alberti), invece, va avanti e indietro per il salone rispondendo alle domande incalzanti e sospettose che gli vengono poste da Corinne. Le domande riguardano una giovane donna, Rebecca (Stefania Ugomari Di Blas), ritrovata da Richard sul ciglio della strada in pessime condizioni (forse per l’assunzione di droga), e portata a casa per darle assistenza. Richard mentre continua a giustificarsi, dicendo che ha soltanto rispettato le mansioni del proprio mestiere e che per questo ha assistito la donna, viene interrotto dal “ring” del telefono di casa. All’altro capo del telefono vi è un certo Morris, sicuramente il personaggio più emblematico dello spettacolo, che viene molto spesso chiamato in causa (infatti è citato anche nel finale stesso), ma non compare mai sulla scena. Uno dei colpi di scena più importanti, si ha nel momento in cui Rebecca si riprende e fa capire a Corinne di conoscere sia Richard che Morris, alimentando così i sospetti della donna. Si capisce, in seguito, che la giovane Rebecca prima di essere l’amante di Richard è senz’altro una donna della quale l’uomo ha abusato, dapprima nel suo studio medico e poi di seguito anche al di fuori. Richard, avendo capito che ormai la moglie sa quello che è accaduto tra lui e Rebecca, per farsi perdonare, decide di regalare a Corinne un nuovo paio di scarpe scintillanti, che magari però possono essere poco utili per percorrere stradine di campagna. Tutto l’ambiente che si trova intorno alla dimora dei coniugi lo scopriamo nel finale, quando Corinne, con una sorta di monologo, ne da una descrizione dettagliata, parlando di strade sterrate, alberi, campagne e colline per le quali ha affrontato una sorta di passeggiata solitaria, magari proprio per cercare delle risposte a tutto quello che stava accadendo intorno al marito e alla sua famiglia.

“The country” nel finale finisce per trasformarsi in un thriller, facendo si che lo spettatore resti col fiato sospeso, nell’attesa di un qualcosa, di una catastrofe imminente, annunciata dallo squillo ossessivo e ignorato del telefono proprio mentre si spengono le luci. La regia di Roberto Andò è minimalista, asciutta, in controtendenza con il dramma rappresentato e con quel fuoco che divampa sempre di più tra i sentimenti e le difficoltà del comunicare.

 

24 gennaio 2013



© RIPRODUZIONE RISERVATA




Seguici su



Consiglia questo indirizzo su Google






















Morto Arnoldo Foà, aveva 98 anni: protagonista del ´900 dal teatro alla tv

L´actualité du mois et le programme des Théâtres Parisiens Associés Venez découvrir les pièces des Theatresparisiensassocies.com !

Venezia - HEDDA GABLER di Henrik Ibsen AL TEATRO GOLDONI DI VENEZIA | 8-12 gennaio 2014þ con Manuela Mandracchia, Luciano Roman, Jacopo Venturiero, Simonetta Cartia,Federica Rosellini, Massimo Nicolini, Laura Piazza